In una Genzano di Roma che ha mandato in archivio il primo turno delle Elezioni Comunali, ed attende il ballottaggio del 7 e 8 giugno, sono bastate poche ore dallo spoglio per ribaltare completamente alcuni scenari politici che parevano consolidati e, soprattutto, alcune delle certezze che avevano caratterizzato la lunga campagna elettorale.
Nella serata di giovedì 28 maggio, infatti, è pervenuto alla nostra redazione un comunicato stampa di Genzano Torna Bella, il movimento progressista guidato da Giulia Briziarelli, la docente di Storia e Filosofia protagonista di una campagna elettorale frizzante e dinamica, ma anche molto critica nei confronti dell’amministrazione uscente guidata da Carlo Zoccolotti.
Una candidatura che, con audacia, si era presentata come “l’unica vera alternativa della Sinistra Progressista a Genzano”, rivendicando una netta distanza dal centrosinistra governante e utilizzando toni spesso persino più severi rispetto a quelli utilizzati dalle opposizioni di centrodestra, come pure da Fabio Papalia, che proprio con Zoccolotti si misurerà nel decisivo ballottaggio.
Eppure, a scrutinio concluso e dopo aver raccolto la ragguardevole percentuale del 15,31% dei consensi, è arrivato il primo colpo di scena: il movimento, evidentemente non soddisfatto di entrare in Consiglio in opposizione, ha ufficialmente aperto all’apparentamento col centrosinistra di Zoccolotti in vista del ballottaggio.
Il tutto al termine dell’Assemblea generale convocata nella sede di Via Italo Belardi, durante la quale — oltre ad approvare il Manifesto di Fondazione dei Progressisti Italiani — si è definita la futura linea politica del movimento.
Nel comunicato diffuso in serata, Genzano Torna Bella scrive: “L’Assemblea, organo sovrano del movimento, dichiara, in nome degli ideali progressisti a cui fa riferimento, di voler mettere la propria forza elettorale e militante a disposizione della comune causa, ovvero difendere la Città di Genzano dall’avvento della destra sovranista, e dichiara di voler sancire un patto formale di apparentamento”.
Un passaggio politico di enorme peso, che apre ufficialmente alla possibilità di entrare in una futura amministrazione Zoccolotti bis.
Nel documento vengono inoltre indicati come prioritari temi ambientali — dalla tutela dei laghi alla battaglia contro l’inceneritore, passando per lo stop al consumo di suolo — oltre a richiami a legalità, trasparenza, cultura, politiche giovanili, rigenerazione urbana, trasporti e valorizzazione del patrimonio storico e culturale.
Ma il cuore politico del comunicato è un altro: la richiesta di “un reale rinnovamento nella creazione del governo futuro” e il richiamo al “giusto riconoscimento politico” in virtù del risultato ottenuto alle urne.
Tradotto in termini politici: Genzano Torna Bella rivendica spazi, peso e rappresentanza all’interno dell’eventuale futura maggioranza. E lo fa cercando di suggellare un matrimonio con chi, fino a pochi giorni fa, si è criticato aspramente, quando si sfoderavano ottimistiche previsioni, in base alle quali il neonato movimento civico sarebbe andato addirittura al ballottaggio, soppiantando proprio “l’altra sinistra”, quella trainata dal Pd, col supporto di AVS, M5s e il resto delle civiche.
La realtà ha voluto che il risultato di “GTB” si sia stato comunque considerevole, ma ovviamente non tale da sfiorare l’accesso al secondo turno.
Ma i suoi adepti non si sono evidentemente persi d’animo, fiutando altre possibilità per entrare nella stanza dei bottoni del Palazzo comunale genzanese. Ed è qui che il quadro si fa ancora più interessante. Perché un apparentamento formale farebbe lievitare i seggi del movimento democratico e progressista da 1 a 4 consiglieri comunali, consentendo l’ingresso in maggioranza, oltre che alla stessa Giulia Briziarelli, anche ad altri esponenti della lista, tra cui l’ex senatrice Elena Fattori, che si ritroverebbe così a governare accanto all’osteggiato Partito Democratico, ed anche Tiziana Tofani, oltre alla più votata di tutte, Silvia Pompili, che grazie ad alcune proiezioni col metodo D’Hondt potrebbe comunque entrare in Consiglio.
Proprio l’ex senatrice Elena Fattori, capolista di Genzano Torna Bella, a fronte delle numerose critiche emerse in serata, appena dopo la pubblicazione del post, ha replicato così, provando a chiarire la situazione: “Questa è una proposta formale, che comporta una gestione condivisa dell’amministrazione. E comporta una composizione del consiglio e della giunta altrettanto condivisi. Quindi prima deve rispondere la controparte che può accettare o rifiutare…”. Morale della favola: ora la palla passa a Zoccolotti & Co., che in caso di accettazione (e di vittoria) dovranno accettare la spartizione della torta in porzioni che lascerebbero a bocca asciutta altre forze di maggioranza che in questi anni hanno tirato la carretta.
Uno scenario che inevitabilmente alimenta interrogativi politici. Un semplice fronte progressista anti-destra o, come molti osservano già in queste ore, un vero e proprio gioco di poltrone?
La domanda nasce soprattutto alla luce dei toni utilizzati da Genzano Torna Bella durante tutta la campagna elettorale.
Giulia Briziarelli, rispondendo proprio ad una domanda di Castelli Notizie sui possibili apparentamenti dopo il primo turno, era stata infatti chiarissima: “Due sole cose posso darvi per certe: non sosteniamo l’amministrazione Zoccolotti, né per questioni etiche né per questioni programmatiche e ci riteniamo l’unica vera alternativa della Sinistra Progressista a Genzano. Né tanto meno sosterremo mai la destra perché il nostro cuore batte a sinistra”.
Quanto veniva dato per certo, evidentemente, così certo non era. Almeno non lo è più… Ed è proprio il richiamo alle “questioni etiche” a rendere ancora più singolare questa repentina inversione di rotta, che non sembra aver generato sorrisi unanimi nel centrosinistra. Per tutta la campagna elettorale, infatti, il movimento aveva costruito il proprio consenso (anche) attaccando frontalmente l’operato dell’amministrazione uscente.
Lo ha fatto parlando di “anni senza una programmazione seria sull’accessibilità” in riferimento alle barriere architettoniche, di una “città lasciata all’autogestione” sul tema della pulizia urbana, in cui pure Genzano si è distinta (tanto da meritare il primo posto nel Lazio come Comune Riciclone) ma anche di “incuria, interventi frammentati e assenza di una visione”.
Il tutto accompagnato dalla promessa di “una Genzano che deve tornare a essere governata con serietà, presenza e umanità”, elementi che evidentemente, a detta di Genzano Torna Bella, difettavano nell’Amministrazione che ha da pochi giorni concluso la sua esperienza al timone del Comune.
Appena una ventina di giorni fa, intervenendo sullo stato del Cimitero comunale, Giulia Briziarelli e Genzano Torna Bella avevano attaccato frontalmente l’amministrazione con parole durissime, mettendo nel mirino quel Campo Santo che, secondo le narrazioni di maggioranza, è stato invece uno dei fiori all’occhiello dell’amministrazione e dell’operato dell’ex vicesindaco Luca Lommi, che ne deteneva la delega: “Siamo entrati nel cimitero di Genzano di Roma per documentare una situazione fatta di incuria, degrado e segnalazioni rimaste troppo spesso senza risposta. Un cimitero non è solo un luogo di sepoltura: è la memoria civile di una città, lo spazio in cui una comunità custodisce la propria storia, i propri affetti e il rispetto per chi non c’è più. C’è un confine sottile tra trascuratezza e mancanza di rispetto: le immagini della nostra video-inchiesta raccontano perché”. Parole durissime, che oggi rendono ancora più evidente e stucchevole il repentino cambio di linea politica maturato nel giro di pochissimi giorni.
Solo il 19 maggio scorso, esattamente dieci giorni fa, in un altro post social Genzano Torna Bella scriveva: “Non si riconferma chi ha lasciato indietro una città. Si manda a casa chi non ha saputo governarla. Genzano merita cura, presenza, risposte. Non altri anni di incuria, promesse mancate e problemi ignorati. Il voto è il momento della verità: scegliere se continuare a subire o voltare pagina davvero”.
Parole che oggi inevitabilmente tornano d’attualità e che rendono arduo non notare la profonda contraddizione d’intenti emersa nel giro di pochissimi giorni.
Per molti cittadini e osservatori locali risulta infatti singolare vedere il movimento pronto a fare da stampella proprio a quell’amministrazione che fino a pochi giorni fa veniva indicata come incapace di governare la città, con parole per alcuni ritenute ingenerose ed impietose…
Resterà deluso, in queste ore, chi aveva immaginato per Giulia Briziarelli un percorso politico completamente diverso, lei che ha brillato per brio, un entusiasmo contagioso e ottime doti comunicative. Non pochi, infatti, vedevano nella docente e leader di Genzano Torna Bella la figura naturale attorno a cui ricostruire il futuro centrosinistra genzanese dopo anni di logoramento interno. Anche nell’eventualità di una vittoria del centrodestra e di un ridimensionamento dell’attuale classe dirigente progressista, in tanti avevano letto quel 15,31% come la base su cui costruire nel prossimo lustro una nuova leadership della sinistra locale, alternativa tanto alla destra quanto agli attuali assetti del centrosinistra.
Un ruolo che la stessa Briziarelli sembrava aver incarnato durante tutta la campagna elettorale, proponendosi come volto nuovo, autonomo e profondamente alternativo all’amministrazione uscente. Ed è forse proprio per questo che la proposta di apparentamento sta sorprendendo molti elettori progressisti, che avevano creduto in una linea di assoluta coerenza politica.
Emblematico, in tal senso, il commento ironico ma estremamente eloquente lasciato da un cittadino appena dopo la pubblicazione del comunicato: “Da ‘Genzano torna bella’ a ‘Genzano sempre quella’ è stato un attimo…”.
Giudizi amari, che sembrano sfociare nella crescente disaffezione dei cittadini verso la politica e le istituzioni, in un contesto in cui l’astensionismo continua a salire elezione dopo elezione, anche per effetto di certe piroette politiche difficili da comprendere e metabolizzare…
Resta la sensazione che, nel momento decisivo, la linea della discontinuità abbia lasciato spazio a valutazioni più pragmatiche, forse anche sotto l’influenza di alcuni “saggi” della politica genzanese che gravitano attorno al movimento e che potrebbero aver sollecitato la prospettiva di un’immediata rappresentanza amministrativa rispetto alla costruzione di un’alternativa nel lungo periodo. Della serie meglio un uovo oggi (la poltrona) che una gallina domani.
Non manca, pertanto, chi sostiene che la valente ex segretaria del Pd sia stata mal consigliata…
Quantomeno singolare, inoltre, il passaggio finale della nota stampa (che trovate pubblicata integralmente a fondo pagina), in cui il movimento sostiene di “non chiedere niente oltre ciò che gli spetta di diritto”. Si fa espressa menzione, quindi, di qualcosa che “spetta di diritto”, quando nella realtà dei fatti, in termini strettamente elettorali e democratici, il 15,31% ottenuto alle urne assegna certamente rappresentanza politica e peso consiliare, ma non automaticamente un posto in maggioranza o nella futura giunta. Anzi, in una normale dinamica democratica, una forza che si presenta come alternativa all’amministrazione uscente dovrebbe semmai collocarsi all’opposizione, forte del consenso ricevuto, per costruire da lì la propria credibilità e la propria prospettiva futura.
Ora, comunque, la palla passa al centrosinistra di Carlo Zoccolotti, chiamato a decidere se accettare o meno l’apparentamento formale, da sancire entro domenica, con l’incognita di come la prenderà l’elettorato, o continuare con l’attuale assetto e presentarsi agli elettori – “Perché é Importante” – forte dell’orgoglio dei risultati raggiunti in questi anni. L’ingresso di Genzano Torna Bella nella coalizione “anti destra”, farebbe inevitabilmente erodere spazi politici e rappresentanza alle forze che già compongono il campo progressista, dal Partito Democratico a Noi Domani, passando per AVS, Lista Gramsci, Genzano Prima di Tutto e un Movimento 5 Stelle apparso piuttosto evanescente in questa tornata elettorale.
Particolare di non poco conto: col peso elettorale ottenuto, in caso di apparentamento Genzano Torna Bella diventerebbe una colonna della futura maggioranza, accanto al PD, ridisegnando completamente gli equilibri interni del centrosinistra genzanese.
Trapelano, pertanto, i primi malumori all’interno dell’attuale coalizione di centrosinistra, dove non tutti sembrano guardare con favore all’ipotesi di apparentamento con Genzano Torna Bella. Diverse forze della maggioranza uscente, infatti, perderebbero un consigliere comunale e perfino la possibilità di esprimere un assessore, per fare spazio ad una lista che, forte del 15,31% ottenuto al primo turno, diverrebbe improvvisamente centrale nei nuovi equilibri consiliari.
Non tutti, insomma, sembrano disposti ad “ammazzare il vitello grasso” per riaccogliere il “figliol prodigo”, soprattutto considerando che Genzano Torna Bella finirebbe inevitabilmente per condizionare in maniera significativa l’orientamento politico e amministrativo dello Zoccolotti bis, spostando non poco l’asse della futura maggioranza.
Il timore, infine, è che operazioni del genere, contribuiscano inevitabilmente ad alimentare la crescente disaffezione dei cittadini verso la politica e le istituzioni, in un contesto in cui l’astensionismo continua a crescere, elezione dopo elezione.
La dichiarazione integrale di Genzano Torna Bella
“Questa sera, dopo l’Assemblea Generale, il movimento progressista desidera rendere noto quanto segue: L’Assemblea, organo sovrano del movimento, dichiara, in nome degli ideali progressisti a cui fa riferimento, di voler mettere la propria forza elettorale e militante a disposizione della comune causa, ovvero difendere la Città di Genzano dall’avvento della destra sovranista, e dichiara di voler sancire un patto formale di apparentamento.
Mettendo al centro, sulla scia di quanto dichiarato durante la campagna elettorale, gli imprescindibili valori:
1) ambientali (tutela dei Laghi, avvio della trasformazione del parco regionale in nazionale, la battaglia contro l’inceneritore e lo stop al consumo di suolo);
2) etici (di trasparenza e di legalità);
Inoltre chiede un reale rinnovamento nella creazione del governo futuro, mettendo al centro gli obiettivi programmatici fondamentali per il nostro movimento progressista e avviare una reale fase di cambiamento.
Punti salienti del nostro programma riguardanti:
la cultura, le politiche giovanili, la gestione del verde, la rigenerazione urbana, l’abbattimento della barriere architettoniche, la manutenzione stradale e degli spazi pubblici, il diritto allo studio, la modernizzazione del trasporto locale, la nascita della fondazione per la tutela della Tradizionale Infiorata, la conservazione e valorizzazione del Parco e del Palazzo Sforza Cesarini e di tutto il patrimonio storico archeologico per valorizzare il turismo e l’economia del paese.
Si chiede, di fatto, un radicale cambiamento di rotta nella gestione politica amministrativa della città e di unire le forze di sinistra per una giusta e più grande causa.
Il movimento non chiede niente oltre ciò che gli spetta di diritto, perché essendosi affermato come il primo partito di sinistra ed avendo ottenuto il 15.31% dei consensi elettorali, vuole il giusto riconoscimento politico secondo l’articolo 72, comma 7 della legge 267/2000 (TUEL)”.
