E’ calato il sipario sugli eventi connessi a Taranto2026. Due concerti di grande spessore hanno reso magiche le notti tarantine. Protagonista l’Opera Lirica Atmosfera da incanto nelle notti dell’1 e 2 settembre nel salotto di Taranto, che ha brillato di mille luci sfolgoranti con la complicità delle stelle. Piazza Maria Immacolata si è vestita infatti […]
E’ calato il sipario sugli eventi connessi a Taranto2026. Due concerti di grande spessore hanno reso magiche le notti tarantine. Protagonista l’Opera Lirica
Atmosfera da incanto nelle notti dell’1 e 2 settembre nel salotto di Taranto, che ha brillato di mille luci sfolgoranti con la complicità delle stelle. Piazza Maria Immacolata si è vestita infatti in queste due notti di suggestioni, forse del passato, ma ancora vive, tangibili, nell’entusiasmo del folto pubblico che ha gremito la piazza, ma anche le strade ad essa convergenti.
Ed anche gli ignari passanti si sono uniti ai tanti presenti a cui la grande tradizione operistica ha offerto momenti di forte impatto emotivo. Ciò in ragione soprattutto della bravura degli interpreti che, sfidando il caldo e le difficoltà di un palco all’aperto, posto in un luogo certamente non deputato ad ospitare concerti lirici, hanno reso magiche queste due serate.
Le voci e i sospiri del Mediterraneo
Un’iniziativa, dunque che ha riscosso il plauso di tutti i presenti e che, inserendosi nelle molteplici iniziative che hanno fatto da corollario a questi straordinari Giochi del Mediterraneo 2026, forse più di ogni altra ha unito popoli, culture, storie, identità in nome di una musica che sa sfidare i tempi e le barriere. Una musica che sa farsi voce unica, sospiro d’amore, passione, storia.
La Lirica infatti unisce, supera le barriere, le rivalità e mette a nudo le umane fragilità. Lo hanno capito, questo, i promotori di questi due concerti: i Tarenti Cantores.
E a questo storico coro polifonico della città di Taranto, diretto con eccezionale impegno e professionalità dal maestro Tiziana Spagnoletta, va infatti il merito di aver voluto fortemente questi due concerti che hanno avuto anche la collaborazione e il prezioso accompagnamento al pianoforte del maestro Dante Roberto, docente al conservatorio Paisiello di Taranto.
In un crescendo di emozioni, si sono avvicendate su quel palco sfavillante di luci, voci di talenti emergenti, quali quelle dei due soprani Angela Cesare, splendida Madama Butterfly, e Flora Contursi, del bravo baritono Mario Patella, straordinario Scarpia nel Te Deum di Tosca, dei tenori Gennaro Semeraro e Franco Torro, nonché del soprano Gabriella Caroli.
Ma la premier dame delle due serate è stata lei, Lucia Mastromarino. Un mezzosoprano la cui voce ha saputo dare vita e giusta dimensione a personaggi immortali, quali la Carmen di Bizet o la sofferta Azucena di Verdi
Un’artista ben nota al firmamento delle stelle del canto lirico che , dai teatri più prestigiosi non solo italiani, come la Scala, in queste due notti ha voluto offrire alla città di Taranto il suo contributo.
L’allieva prediletta di Katia Ricciarelli
Quest’artista straordinaria, che vanta un curriculum incredibile, è stata lì, su quel palco, che si è trasformato in un palcoscenico ammantato di storia e di passione.
E’ stata la ribelle ed indomabile Carmen, dando colore ed espressione emotiva con la sua voce dai toni scuri, ma estremamente potenti, alla celebre Habanera, ma è stata anche la vendicativa Azucena, in un’intensa interpretazione di ‘Stride la Vampa’, dal Trovatore di Verdi.
E, da ultimo, quest’artista poliedrica si è calata perfettamente nella frivola, ma sensibile, Flora Bervoix, personaggio emblematico della Parigi di metà ‘800.
Dotata di grandi doti interpretative e di quella teatralità che dovrebbe accompagnare il melodramma, la Mastromarino riesce sempre a calarsi nella psicologia di ogni singolo personaggio e la sua voce, duttile e sapientemente teatralizzata , è strumento di caratterizzazione del momento e dello stato d’animo del personaggio.
Ne consegue una potenza espressiva che coinvolge e trascina anche lo spettatore più superficiale nei demoni che tormentano le donne da lei interpretate. E, muovendosi tra quelle passioni oscure, riesce a dare loro concretezza, quasi tangibilità.
Conclusioni
Che dire. Di fronte a simili spettacoli e al contributo che questi artisti danno alla bellezza della vita, ma anche alle emozioni, si rimane ammutoliti e forse un po’ immersi in quell’atmosfera onirica che ci fa guardare al domani con quegli occhi romantici di un tempo che fu.
Un tempo in cui era lecito sognare, sperare, aspettare. E forse proprio in questa ottica va visto il significato di questi due concerti di altissimo livello, ideati da questo coro che ha un ruolo significativo nel panorama musicale tarantino, e non solo.
Il nostro grazie va dunque ai Tarenti Cantores che ci hanno portato nel mondo della grande musica, esibendosi con grande professionalità in un repertorio vasto e quanto mai complesso, a tutti i solisti, che ci hanno regalato interpretazioni di rilievo, ai maestri Dante Roberto e Tiziana Spagnoletta, e, soprattutto, a Lucia Mastromarino, un’artista che ha donato alla città di Taranto tutta la sua esperienza e la sua bravura.
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