Il Gruppo FAI di Rieti, con autorizzazione della Soprintendenza e in collaborazione con il Comune di Rieti, annuncia la ripresa delle visite alla chiesa di Sant’Antonio Abate, parte del complesso dell’Ospedale Vecchio, chiusa al pubblico da oltre 50 anni. L’edificio, inserito nel progetto “Luoghi del Cuore” del FAI in occasione del X censimento nazionale del 2020, […]
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Il Gruppo FAI di Rieti, con autorizzazione della Soprintendenza e in collaborazione con il Comune di Rieti, annuncia la ripresa delle visite alla chiesa di Sant’Antonio Abate, parte del complesso dell’Ospedale Vecchio, chiusa al pubblico da oltre 50 anni. L’edificio, inserito nel progetto “Luoghi del Cuore” del FAI in occasione del X censimento nazionale del 2020, ha ottenuto 5.515 voti, confermando il forte legame tra la comunità e questo importante bene storico. Grazie a tale riconoscimento e alle numerose segnalazioni dei cittadini, sono stati avviati una serie di interventi di recupero promossi dalla Regione Lazio sull’intero complesso.
Sulla chiesa di Sant’Antonio Abate sono già stati eseguiti lavori di pulizia della facciata, restauro del portale ligneo, sistemazione della pavimentazione e consolidamento degli interni. Questi interventi preliminari stanno contribuendo in modo significativo a contrastare il degrado della struttura, con l’obiettivo di restituirla progressivamente alla collettività come parte integrante del futuro polo universitario reatino de “La Sapienza”. In occasione delle aperture straordinarie, rese possibili grazie alla disponibilità della ditta impegnata nel cantiere, sarà eccezionalmente possibile accedere all’edificio e osservare da vicino lo stato di avanzamento dei lavori.
L’appuntamento è per il 18 settembre 2026 in via del Vignola, all’angolo con via Centurioni. Le visite si svolgeranno dalle ore 14.30 alle ore 17.00, con ultimo gruppo in partenza alle 17.00. Le partenze saranno ogni 30 minuti e la durata prevista della visita è di circa 30 minuti. I gruppi saranno composti da un massimo di 10 persone. Non è necessaria la prenotazione. Il contributo di partecipazione è di 3 euro, gratuito per i bambini fino a 12 anni. Sarà inoltre possibile iscriversi al FAI o rinnovare la tessera. Per motivi di sicurezza, i visitatori dovranno indossare scarpe chiuse, stabili e idonee al transito in ambiente di cantiere, preferibilmente con suola antiscivolo. Per accedere all’edificio è necessario salire alcuni gradini. I minori potranno accedere esclusivamente sotto la costante sorveglianza dell’adulto accompagnatore.
Stefania Santarelli, Capo Gruppo FAI di Rieti: “Come Capo Gruppo FAI di Rieti, in attesa di formalizzare la Delegazione, esprimo soddisfazione per il recupero di questo luogo così caro ai cittadini e ringrazio la Soprintendenza e il Comune per l’impegno profuso in questi anni.”
Letizia Rosati, Assessore alla Cultura del Comune di Rieti: “Quella di Sant’Antonio Abate è una chiesa alla quale, personalmente, dedico attenzione da molti anni. È una mia battaglia dal 2006, perché parliamo di un edificio straordinario, progettato dal Vignola nel 1570, l’unico monumento in città di cui sia documentata con certezza la firma del grande architetto. Una chiesa esemplata sul modello del Gesù di Roma, con volumi e proporzioni che restituiscono pienamente il respiro del Rinascimento.
Dopo oltre cinquant’anni di chiusura e a seguito dei danni provocati dai terremoti, finalmente è in corso un percorso concreto di recupero, grazie agli interventi promossi dalla Soprintendenza e sollecitati anche dall’Amministrazione comunale. Sono già stati realizzati importanti lavori per la messa in sicurezza della pavimentazione e sono state condotte indagini sulle strutture portanti, sui terrapieni e sulle cripte che sostengono la chiesa. Il nuovo intervento, della durata prevista di circa un anno e seguito dalla Soprintendenza, consentirà di intervenire sull’altare maggiore e sulla navata centrale, oltre a una prima pulitura delle sei cappelle laterali, che conservano ancora importanti testimonianze di affreschi e stucchi di epoca sei-settecentesca.
Quella del 18 settembre sarà la prima delle tre aperture previste nell’anno di Capitale della Cultura e assume per questo un significato particolare. Restituire ai cittadini luoghi rimasti abbandonati e inaccessibili per troppo tempo è infatti uno degli elementi più importanti del percorso che stiamo portando avanti. Sant’Antonio Abate è inoltre parte dell’Ospedale Vecchio, destinato a diventare il futuro campus universitario: un intervento che si inserisce quindi in una più ampia e significativa strategia di rigenerazione urbana. È un lavoro iniziato nella precedente consiliatura che oggi prende sempre più forma. La grande novità è che, finalmente, grazie anche alla disponibilità e all’impegno del Gruppo FAI di Rieti, che ha contribuito in maniera determinante alla riscoperta di questo luogo, i cittadini potranno tornare a visitare la chiesa, seppure nel pieno rispetto delle necessarie misure di sicurezza. Ringrazio la Soprintendenza, il FAI e tutti coloro che stanno contribuendo a restituire alla città questo straordinario patrimonio”.
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