Anche in Cile così come in Italia, i bambini scoprono la sessualità dal web o dai compagni di gioco più grandi Perché i bambini? Dottor Christian Thomas* …
Anche in Cile così come in Italia, i bambini scoprono la sessualità dal web o dai compagni di gioco più grandi
Perché i bambini? Dottor Christian Thomas*
IA PH
Perché è la base dell’umano. Così semplice. Perché in questa prima infanzia si attesta lo sviluppo di ciò che sarà trasversalmente l’umano e l’approccio alla sessualità.
Devo parlare allora della sessualità, che permea la nostra pelle, il nostro corpo, il nostro essere. Sono ritmi scritti come un secondo derma sulla pelle nascente dei neonati. Ritmi che a forza di abbracci, carezze, contenimento corporeo ed emotivo hanno scolpito un essere fiducioso, sicuro di sé e del mondo. La vita si apre come un ventaglio di colori e promette. O al contrario, che a forza di botte, punizioni, abusi, abbandoni, hanno coltivato uno strato impermeabile sulla pelle sottile di questo progetto umano.
Questi ritmi ci accompagneranno per buona parte della nostra vita, permettendoci di entrare nella delicata e appagante via del piacere oppure ci fermeranno nel tempo in uno sciame di sensazioni non articolabili dalla parola, ma che saranno lì tutto il tempo ad allontanarci dall’incontro con un altro, oppure vestendo un corpo che sopporta dolore, sofferenza.
Anche se è vero che nel nostro paese, il Cile, persiste la negligenza nelle cure che gli adulti dovrebbero dare ai bambini, le cure di base e necessarie per sopportare l’infanzia. Infatti ogni lettore di questo testo è un sopravvissuto della propria infanzia, dove ognuno di noi ha iniziato una serie di meccanismi innati, ereditati, filogenetici che ci permettono di garantire la vita, tanto più quando i genitori non la assicurano per innumerevoli motivi e circostanze.
Coloro che sono stati i maestri della nostra sessualità, non sono le nostre prime esperienze sessuali dell’adolescenza o dell’età adulta, né i nostri primi amori sessuali della gioventù. Erano i nostri genitori, la nostra famiglia più stretta, il nostro ambiente d’infanzia. Sono stati gli scultori di questa scultura umana, nel bene e nel male, con o senza intenzione ed è a loro che dobbiamo gran parte di ciò che siamo. È attraverso una conoscenza fondamentalmente implicita, non verbale, dell’emisfero destro, per dirlo in maniera semplicistica, che abbiamo imparato ad essere sessuali. Ogni azione ci ricorda la storia, quello che eravamo e come questa storia si fa carne oggi, si aggiorna momento per momento ma non abbandona la profondità delle sue radici.
La richiesta di conoscere percorre il nostro essere e ci mobilita o ci ferma, ci spinge o ci fa a pezzi. Per questo sembra così ingiusto chiedere alla scuola, agli educatori, alle altre istituzioni di formare i nostri figli alla sessualità. Che imparino loro a comportarsi sessualmente con i compagni e le compagne, che imparino loro a… Comunque tanta richiesta, quando i maestri dovrebbero essere a portata di mano.
*Intervista al Prof. Thomas di CESH Chile
