Elezioni Comunali 2026 ai Castelli Romani: ha vinto il partito dell’astensionismo. Affluenza in netto calo ad Ariccia, Albano e Genzano : sempre meno cittadini alle urne

Si sono chiuse alle ore 15 di lunedì 25 maggio le urne nei tre Comuni dei Castelli Romani chiamati al rinnovo del sindaco e del Consiglio comunale. Mentre è iniziato lo scrutinio che porterà all’elezione dei nuovi amministratori di Albano Laziale, Genzano di Roma e Ariccia, il primo dato politico che emerge con chiarezza è quello relativo all’affluenza.

I numeri raccontano infatti di una partecipazione in diminuzione rispetto alla precedente tornata amministrativa del 2020, quando si votò eccezionalmente nel mese di settembre, in piena emergenza Covid.

Ad Albano Laziale si è recato alle urne il 60,59% degli aventi diritto, contro il 67,29% di cinque anni fa. A Genzano di Roma ha votato il 61,62%, rispetto al 65,49% del 2020. Ancora più marcato il calo ad Ariccia, dove l’affluenza si è fermata al 57,49%, contro il 66,59% della precedente consultazione.

Una diminuzione che si inserisce in una tendenza ormai consolidata a livello nazionale e che interessa trasversalmente quasi tutte le competizioni elettorali degli ultimi anni.

Il partito più forte? Quello dell’astensione

Se un tempo le elezioni comunali rappresentavano uno degli appuntamenti più sentiti dalla cittadinanza, oggi sempre più elettori scelgono di restare a casa. Un fenomeno che non può essere spiegato con una sola motivazione.

Pesano certamente la crescente sfiducia verso la politica e la sensazione, diffusa soprattutto tra le nuove generazioni, che il voto incida sempre meno sulla vita quotidiana. Ma a incidere è anche un cambiamento profondo nel modo di fare campagna elettorale e di vivere la partecipazione pubblica.

Nei decenni passati le piazze erano luoghi di confronto, discussione e persino di scontro politico. I comizi richiamavano centinaia di persone, le sezioni dei partiti erano frequentate e il contatto diretto tra candidati ed elettori rappresentava il cuore della competizione elettorale.

Oggi gran parte della campagna si svolge sugli smartphone. Facebook, Instagram, TikTok e WhatsApp sono diventati i principali strumenti di comunicazione politica. Un’evoluzione inevitabile, ma che rischia talvolta di trasformare il confronto in una successione di slogan, post e video destinati soprattutto a chi è già convinto delle proprie scelte.

Meno piazze, meno partecipazione?

Non è semplice stabilire un rapporto diretto tra il calo dell’affluenza e il crescente peso dei social network. Tuttavia, molti osservatori sottolineano come il progressivo indebolimento dei luoghi fisici della politica abbia contribuito ad allontanare una parte dei cittadini dalla partecipazione attiva.

Anche nei Castelli Romani la campagna elettorale ha alternato incontri pubblici, gazebo e iniziative sul territorio a una massiccia presenza online. In alcuni casi i social hanno amplificato messaggi e contenuti, ma non sempre sono riusciti a sostituire quel rapporto umano che per decenni ha rappresentato il principale motore della partecipazione democratica.

L’impressione è che molti cittadini abbiano seguito il confronto elettorale da spettatori più che da protagonisti, limitandosi a osservare le dinamiche della campagna senza sentirsi realmente coinvolti.

Un segnale da non sottovalutare

Naturalmente oltre il 60% di affluenza resta un dato significativo e testimonia come la maggioranza degli elettori continui a considerare il voto uno strumento fondamentale di partecipazione democratica. Tuttavia il confronto con il passato evidenzia una tendenza che merita attenzione.

La diminuzione dei votanti non riguarda infatti un singolo schieramento o un singolo candidato. È un fenomeno trasversale che interroga l’intera politica e chiama in causa partiti, movimenti, istituzioni e amministratori.

Al di là di chi vincerà la corsa alla fascia tricolore, il risultato più importante da analizzare nei prossimi giorni potrebbe essere proprio questo: la crescente distanza tra cittadini e politica, una distanza che nessuna vittoria elettorale può permettersi di ignorare.

Ora la parola passa allo scrutinio. Ma il tema della partecipazione resterà uno dei principali argomenti di riflessione per chi sarà chiamato a governare Albano Laziale, Genzano di Roma e Ariccia nei prossimi cinque anni.

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Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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