Frascati – Ancora cinghiali nel cuore della città e ai Vialoni: al vaglio di Comunità Montana le “barriere olfattive”

I cinghiali ormai fanno parte della quotidianità di Frascati e questa, diranno in molti, non è più una notizia. Gli avvistamenti nel centro cittadino continuano infatti a susseguirsi  con frequenza crescente e, negli ultimi giorni, diversi esemplari sono stati immortalati mentre passeggiavano indisturbati lungo i vialoni di Villa Torlonia, tra residenti increduli, famiglie e sportivi.

Scene che continuano a sorprendere molti cittadini, nonostante il fenomeno vada avanti da anni. I cinghiali, ormai abituati alla presenza umana, si muovono senza particolare timore tra aree verdi, strade e quartieri residenziali del centro storico, spingendosi sempre più spesso a ridosso di abitazioni. Video e fotografie condivisi sui social raccontano di incontri ravvicinati anche in pieno giorno, segno di una presenza diventata strutturale non solo a Frascati ma in gran parte dell’area dei Castelli Romani.

La vicinanza tra boschi e centri abitati, unita alla costante ricerca di cibo da parte degli ungulati, continua infatti a favorire le incursioni urbane. Un fenomeno che alimenta il dibattito tra chi osserva con curiosità questi animali nel cuore della città e chi, invece, teme rischi per la sicurezza stradale e per l’incolumità pubblica. Proprio per affrontare la questione, nei giorni scorsi è arrivata una proposta concreta da parte della Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini Marco De Carolis. Il commissario dell’ente ha infatti annunciato di aver chiesto e ottenuto un incontro urgente con il presidente del Parco Regionale dei Castelli Romani, l’avvocato Ivan Boccali, per discutere l’avvio di una sperimentazione condivisa finalizzata ad allontanare i cinghiali dai centri urbani. L’ipotesi allo studio riguarda l’utilizzo di un repellente naturale capace di creare una “barriera olfattiva” contro gli ungulati. Una soluzione già sperimentata con successo in Valle d’Aosta, nella città di Châtillon, dove il sistema è stato utilizzato per proteggere vigneti e frutteti dall’invasione di cinghiali e tassi. Il monitoraggio, avviato ormai da quasi un anno, avrebbe prodotto risultati molto positivi secondo gli agricoltori coinvolti.

Esperienze analoghe sarebbero state portate avanti anche a Urbino, territorio considerato simile a quello dei Castelli Romani per la stretta vicinanza tra aree boschive e abitazioni. Qui, a partire dal 2021, la barriera olfattiva avrebbe ridotto in maniera significativa le incursioni degli ungulati nelle zone residenziali. Sperimentazioni dello stesso tipo sono state avviate anche in alcuni parchi della Liguria e da aziende agricole e ville private dotate di ampi giardini.

Secondo quanto spiegato dal commissario della Comunità Montana, l’utilizzo di disabituanti completamente naturali e sicuri per l’uomo potrebbe rappresentare una soluzione particolarmente adatta al contesto dei Castelli Romani, caratterizzato da abitazioni immerse nel verde e centri urbani circondati da aree boschive. Un aspetto considerato importante riguarda inoltre la totale innocuità del sistema nei confronti degli animali domestici. L’obiettivo ora è avviare una fase sperimentale condivisa con il Parco dei Castelli Romani e valutare l’efficacia del metodo direttamente sul territorio. Nel frattempo, però, a Frascati gli incontri ravvicinati con i cinghiali continuano a far discutere e a trasformare scene un tempo eccezionali in una presenza ormai abituale nel cuore della città.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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