“La manutenzione ordinaria è fondamentale – riporta il comunicato di Frascati che verrà – ma il dissesto finanziario ha imposto pesanti vincoli alla spesa corrente. Nel frattempo, l’amministrazione Sbardella ha intercettato finanziamenti e realizzato opere che rappresentano una base concreta per il futuro di Frascati.
Leggendo il comunicato di Fratelli d’Italia Frascati, ci troviamo d’accordo sulle priorità indicate: strade e marciapiedi in buone condizioni, verde curato, illuminazione efficiente, attenzione alle periferie e servizi adeguati. Non condividiamo, però, il racconto di una città in cui sembra non sia stato fatto nulla, senza considerare le difficoltà affrontate e i risultati raggiunti. Frascati è una città che sta uscendo dal dissesto finanziario, dichiarato il 7 febbraio 2022. Questa condizione ha limitato fortemente le risorse disponibili per la manutenzione quotidiana. La manutenzione ordinaria, la gestione del verde, gli interventi ricorrenti sulle strade, i servizi e molte delle attività necessarie a mantenere efficiente il patrimonio pubblico gravano, in tutto o in parte, sulla spesa corrente del Comune. Si tratta delle spese classificate nel Titolo I del bilancio, quelle con cui si finanziano il funzionamento quotidiano dell’ente, i contratti di servizio, il personale, le utenze e le attività che devono essere sostenute anno dopo anno.
Gli investimenti, invece, sono classificati nel Titolo II, relativo alle spese in conto capitale: la riqualificazione di un edificio, la realizzazione di un parco, il recupero di una struttura pubblica, la costruzione di una palestra o la messa in sicurezza di un’opera.
La differenza non è una questione da ragionieri. È esattamente ciò che permette di capire come, mentre il dissesto rendeva più difficile intervenire sulla manutenzione ordinaria con le risorse
comunali, fosse comunque possibile realizzare opere importanti attraverso finanziamenti del
PNRR, dei ministeri e di altri enti sovracomunali.
Il percorso di risanamento ha raggiunto una tappa importante con la conclusione delle attività
della Commissione straordinaria di liquidazione, formalizzata il 29 gennaio 2026. L’obiettivo è
completare il risanamento entro dicembre 2026. Nel frattempo, la città non è rimasta ferma. Sono stati realizzati interventi significativi a Villa Torlonia e lungo viale Regina Margherita, riqualificati parchi giochi cittadini e spazi pubblici; avviati progetti di rigenerazione in diversi quartieri, da Quarticciolo di Vermicino a Spinoretico, Colle Pizzuto, Villa Muti e Macchia dello Sterparo.
Importanti lavori hanno riguardato anche le piazze, come Piazza Vanvitelli o piazza San Giuseppe Lavoratore, le scuole, con nuove palestre e mense, il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, con il recupero di edifici e l’ampliamento del numero degli alloggi, e gli impianti sportivi con una nuova palestra a Spinoretico e l’intervento per riqualificare lo stadio del rugby. Sono in fase di completamento il recupero della storica piscina comunale di Fausto Cecconi, che venne realizzata da Antonio Nervi ed è chiusa dagli anni ‘80, e dell’ex mattatoio di via Pietro Santovetti, destinato ad attività culturali. È stato inoltre finanziato e appaltato il raddoppio del parcheggio della stazione ferroviaria centrale, con circa 200 posti auto aggiuntivi previsti su piano rialzato.
A questi interventi si aggiungono la nuova sede della Polizia Locale a Cocciano e l’istituzione di
zone residenziali extraurbane a 30 km/h in diverse aree periferiche, provviste di segnaletica e dissuasori di velocità. Naturalmente, non tutto è stato fatto e la manutenzione ordinaria deve essere rafforzata. Restano strade da sistemare, marciapiedi da riparare e aree verdi da curare meglio. Ma per affrontare seriamente queste necessità occorre riconoscere anche i vincoli che hanno condizionato la spesa comunale e il lavoro svolto per recuperare risorse e patrimonio pubblico. Se l’obiettivo è migliorare la qualità della vita, prestare maggiore attenzione alle periferie e gestire responsabilmente le risorse, allora molti degli interventi realizzati vanno proprio in questa direzione.
Quello che Fratelli d’Italia Frascati definisce «metodo Sbardella» ha significato affrontare il dissesto, sostenere sacrifici e lavorare per risanare i conti, continuando contemporaneamente a
investire nella città grazie ai finanziamenti esterni. È un po’ curioso che Fratelli d’Italia Frascati
contesti il «metodo Sbardella» e, nello stesso tempo, chieda risultati che proprio il risanamento dei conti e gli investimenti avviati dall’Amministrazione Sbardella possono contribuire a rendere possibili. Una maggiore attenzione alla manutenzione ordinaria è il prossimo passo, non la dimostrazione che tutto il resto sia stato inutile. Non tutto è concluso e non tutto è perfetto, ma il lavoro svolto ha contribuito a creare le condizioni per costruire una Frascati migliore… la Frascati che verrà”.
