Ennesima battuta d’arresto per l’intervento di riqualificazione destinato a restituire al rugby di Frascati un impianto moderno e funzionale. I lavori del campo di Cocciano del PUI Sport di Città Metropolitana sono di nuovo fermi e, dopo lo smontaggio e la parziale ricostruzione della copertura degli spalti, è arrivato un nuovo, scoraggiante e inaspettato stop.
A fare i conti con queste lungaggini che ormai si protraggono da tempo, sono soprattutto gli atleti e le famiglie del Frascati Rugby Club 1949. La società che dal 2015 svolge qui le sue attività in modo continuativo, contando su oltre 250 tesserati, non può ancora utilizzare il campo di Cocciano ed è stata costretta per l’avvio di questa stagione a spostare l’attività nella struttura di Spinoretico, nel quartiere di Vermicino. Una soluzione che comporta inevitabili difficoltà organizzative, soprattutto per le categorie Under 16, Under 18 e per la Serie B, costrette anche a disputare gli incontri di campionato su altri campi, tra Artena e Aprilia.
Eppure, nelle ultime settimane, l’impressione era che il cantiere fosse ormai vicino alla conclusione, anche dopo la lavorazioni che hanno interessato la parte impiantistica all’interno. La vecchia copertura degli spalti – l’elemento più visibile dell’intero intervento – che presentava problemi di sicurezza ed era interdetta da oltre 2 anni, era stata demolita nei mesi scorsi e la nuova struttura è stata in gran parte realizzata. A mancare, però, è ancora la copertura finale, un elemento tutt’altro che secondario: da quella lavorazione dipende infatti anche la possibilità di proteggere gli spazi sottostanti e completare successivamente il rifacimento del terreno di gioco, ultimo passaggio necessario per consentire la riapertura dell’impianto.
Proprio sulla questione della copertura si è concentrata l’attenzione del Comune di Frascati, proprietario del bene, che in queste settimane sta interloquendo con la Città Metropolitana per sollecitare una soluzione e, soprattutto, la ripresa delle lavorazioni necessarie alla sua installazione. Il punto è stato affrontato durante la riunione dello scorso 22 settembre, alla quale hanno partecipato Città Metropolitana, il responsabile del progetto e la ditta aggiudicataria dei lavori. A riferire quanto emerso è l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Frascati, Claudio Cerroni, che abbiamo ascoltato per avere notizie relative alla ripresa dei lavori. “La ditta ha manifestato alcune difficoltà nel reperire coperture che abbiano le caratteristiche e le certificazioni tecniche adeguate, chiedendo quindi la necessità di ulteriori lavorazioni”, spiega l’assessore. Una situazione che, dal punto di vista dell’amministrazione comunale, solleva più di una perplessità, anche rispetto alla tempistica con cui sono emerse le problematiche tecniche. “Come Comune, soggetto beneficiario e proprietario dell’intervento, restiamo perplessi dal fatto che alcuni aspetti relativi alla congruità delle strutture di copertura non siano stati affrontati in fase progettuale o comunque prima dello smontaggio della vecchia copertura”, sottolinea Cerroni.
Ma al di là delle questioni progettuali e delle eventuali lavorazioni aggiuntive, per il Comune la priorità è ora evitare che il protrarsi dello stop finisca per compromettere quanto è stato già realizzato.
“Il nostro timore riguarda gli spogliatoi e tutta la parte sottostante la copertura, che è fondamentale per evitare infiltrazioni d’acqua”, spiega ancora l’assessore. “La copertura è inoltre necessaria per proteggere le travi lamellari appena montate, che attualmente sono esposte alle intemperie”. Un rischio che in parte si sarebbe già concretizzato: “Già il 10 settembre, dopo il nubifragio che tutti ricordiamo, gli spogliatoi si sono allagati”, ricorda Cerroni.
Per questo il Comune di Frascati sta mantenendo un’interlocuzione costante con Città Metropolitana, chiedendo che la questione venga affrontata e che vengano sollecitate tutte le azioni necessarie per arrivare quanto prima all’installazione della copertura. L’obiettivo dell’amministrazione non è soltanto quello di arrivare alla conclusione del cantiere, ma anche di salvaguardare il patrimonio già realizzato ed evitare che un ulteriore prolungamento dei tempi possa provocare nuovi problemi.
“Sappiamo che Città Metropolitana ha emesso un ordine di servizio nei confronti della ditta. Il nostro auspicio comunque, al di là delle diatribe, è che vengano innanzitutto messe in campo tutte le azioni necessarie a garantire la conservazione del bene, che per noi è fondamentale e che ciò venga fatto nel più breve tempo possibile”, conclude Cerroni.
Nel frattempo, il rugby frascatano continua a fare i conti con una struttura che non può ancora tornare a disposizione ed è costretto a organizzare allenamenti e partite altrove. Solo dopo la messa in sicurezza e la conclusione delle lavorazioni sarà infatti possibile procedere con il rifacimento del terreno di gioco e guardare finalmente alla riapertura dell’impianto.
