Frascati – Svelata “La Fenice” del tuscolano Fulvio Merolli: la statua simbolo di rinascita davanti alle Scuderie Aldobrandini

L’opera del 50enne artista frascatano Fulvio Merolli è il cuore di un più ampio progetto di riqualificazione delle Scuderie Aldobrandini promosso dall’Associazione Culturale Aurea Phoenix APS e dallo Studio di Scultura M’arte, insieme all’Amministrazione comunale di Frascati.

C’è una storia di distruzione e rinascita racchiusa nelle forme della Fenice, la monumentale scultura di Fulvio Merolli, inaugurata ieri sul marciapiede di fronte al Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini di Frascati. Una presenza imponente e insieme leggera, che con il suo slancio verso l’alto sembra voler trasformare uno spazio urbano in un luogo di incontro, memoria e futuro.

Alta oltre cinque metri considerando anche il basamento, l’opera è molto più di un nuovo elemento d’arredo urbano. È un simbolo scelto per raccontare una città che, nel corso della sua storia, ha conosciuto più volte la distruzione e la capacità di rialzarsi. Una città che ha saputo ricostruirsi dopo dolore e macerie, assumendo ogni volta forme nuove e tornando a vivere grazie alla forza e alla tenacia dei suoi cittadini.

Dalla fine di Tuscolo alle devastazioni della Seconda guerra mondiale, la storia della città è infatti segnata da successive rinascite. Particolarmente drammatico e sentito dalla comunità il bombardamento dell’8 settembre 1943, che colpì duramente Frascati e lasciò profonde ferite nel suo tessuto urbano e nella sua comunità. Da quelle macerie la città seppe però ripartire. La Fenice di Merolli diventa così una sorta di metafora tridimensionale della storia frascatana: brucia, lascia alle spalle ciò che è stato e torna a sollevarsi. Quella rappresentata dall’artista non è però la classica fenice della tradizione iconografica, pur avendo le ali, non è infatti un uccello: è una figura femminile, androgina, colta nel momento sospeso che precede il volo.

“La sua nudità, più che un rimando alla cultura classica, si riferisce alla necessità, dettata dal volo, di alleggerirsi, di abbandonare il passato”, spiega il curatore Andrea Guastalla. Ma il passato non viene cancellato. La Fenice, osserva Guastalla, “non rinnega” ciò che è stato: il suo sguardo pensoso rivolto verso il basso sembra infatti mantenere un legame con la memoria, mentre il corpo è già proiettato verso una nuova dimensione. È proprio questo equilibrio tra memoria e rinascita, tra ciò che si lascia alle spalle e ciò che ancora deve accadere, a rendere particolarmente significativa la collocazione dell’opera davanti alle Scuderie Aldobrandini. Il basamento stesso è stato concepito da Merolli come parte integrante del progetto. Non soltanto un elemento necessario a sostenere la grande scultura, ma uno spazio da vivere: un luogo dove sedersi, fermarsi, osservare e riflettere. L’opera, dunque, non chiede soltanto di essere guardata. Invita a sostare. A prendere parte all’evento sono stati la sindaca Francesca Sbardella,  il direttore del Museo Tuscolano Alfredo Moraci, diversi rappresentanti dell’Amministrazione comunale, il curatore Andrea Guastalla, i progettisti Marco Di Pasqua e Daniele Giuliani, insieme a numerosi cittadini accorsi per conoscere da vicino la nuova opera, a testimonianza dell’interesse della comunità per un progetto che punta a restituire alle Scuderie Aldobrandini un ruolo sempre più centrale nella vita culturale della città.

In questa dimensione trova compimento anche il più ampio progetto di riqualificazione delle complesso museale promosso dall’Associazione Culturale Aurea Phoenix APS e dallo Studio di Scultura M’arte, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Frascati. I promotori si sono infatti aggiudicati un importante bando regionale con relativo finanziamento destinato alla valorizzazione del museo che oggi vive una nuova ed entusiasmante fase di rilancio e rivitalizzazione come ha avuto modi di sottolineare ieri, a margine dell’evento, Emanuela Bruni, presidente del MAXXI Roma e cittadina tuscolana: “Un’opera notevole ricca di particolari – ha detto Emanuela Bruni –  collocata di fronte a questo Museo che grazie al direttore Alfredo Moraci e all’amministrazione comunale sta vivendo un’importante fase di rilancio”.

“Quando mi sono insediato, tre anni fa – ha detto Moraci – le Scuderie e il Museo non versavano certamente nelle migliori condizioni. Mancava soprattutto una dimensione di apertura e di aggregazione: il Museo doveva tornare a essere un punto di riferimento per la comunità di Frascati, ma anche un luogo capace di accogliere e coinvolgere i tanti turisti che visitano la nostra città. In questi tre anni il Museo è rinato e questa statua, oggi, rappresenta non un punto di arrivo, ma un nuovo inizio. La Fenice, del resto, è per sua stessa natura l’emblema di ciò che rinasce dalle proprie ceneri. Con questo finanziamento abbiamo intrapreso una serie di interventi importanti, dall’illuminazione agli impianti antincendio, fino alla realizzazione di una nuova app web.  Può sembrare forse banale dirlo, soprattutto in questi tempi di guerra, in cui si investe così tanto in armi che distruggono. Noi sappiamo bene cosa significa la distruzione. Forse sarebbe invece necessario investire di più nella cultura, perché la cultura dà vita, crea, unisce. E dalla cultura può nascere una nuova rinascita”.

IL VIAGGIO DELLA FENICE

La Fenice di Merolli, arriva a Frascati dopo un vero e proprio viaggio attraverso l’Italia. Prima di trovare la sua collocazione definitiva davanti alle Scuderie Aldobrandini, la scultura è stata infatti ospitata in luoghi che, ciascuno a modo proprio, erano chiamati a raccontare una rinascita. Nel maggio 2025 è stata protagonista nella piazza principale di Noto, nell’ambito di Fuori Infiorata. Nell’ottobre 2025 è approdata a Roma, all’Acquario Romano – Casa dell’Architettura, in occasione di Hortus. Nel 2026 ha raggiunto Maiori, in Costiera Amalfitana, per Dolce Vita. Maiori Wonder Coast.

E forse è proprio questo il messaggio più forte della nuova scultura: rinascere non significa dimenticare ciò che è accaduto, ma trovare la forza di trasformarlo in energia per il futuro. La Fenice, allora, non è soltanto una scultura collocata davanti alle Scuderie Aldobrandini. È una dichiarazione d’intenti. Un invito a immaginare una nuova stagione per il Museo e per la città.

Fulvio Merolli (Marino, 1975) si forma all’Accademia di Belle Arti di Roma e poi di Carrara. Collabora con lo studio M’arte Scultura e nel corso degli anni partecipa a mostre internazionali vincendo diversi premi, tra cui il Premio Catel per la scultura. La sua attività comprende la progettazione e realizzazione di opere in spazi pubblici civili e sacri, con lavori monumentali presenti in Italia, Giappone, Serbia e Turchia. Una sua opera, Risalita, è esposta al Padiglione nazionale della Guinea Equatoriale alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. È curatore presso l’Acquario Romano Casa dell’Architettura e docente di Scultura presso la RUFA di Roma.

 

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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