Frascati usata come esca dai truffatori: finto maresciallo arrestato dopo colpo da 25mila euro con una foto creata dall’Intelligenza Artificiale

Hanno usato una falsa rapina a Frascati per truffare un anziano di 77 anni. Arrestato un finto maresciallo: nelle chat anche una foto in divisa creata con l’IA

“La sua auto coinvolta in una rapina a Frascati”: arrestato il finto maresciallo. Nelle chat anche una foto in divisa creata con l’Intelligenza Artificiale

Hanno utilizzato il nome di Frascati, città dei Castelli Romani, per rendere ancora più credibile una truffa ai danni di un anziano. È uno dei particolari emersi nell’ultima operazione della Polizia di Stato, che ha portato all’arresto di un 38enne di origine campana, accusato di aver raggirato un pensionato di 77 anni fingendosi un maresciallo dei Carabinieri.

A rendere ancora più inquietante la vicenda è l’impiego dell’Intelligenza Artificiale: nel telefono cellulare dell’indagato gli investigatori hanno infatti trovato un’immagine che lo ritraeva con la divisa dell’Arma dei Carabinieri, realizzata artificialmente e verosimilmente destinata a rafforzare la credibilità della sua falsa identità durante le truffe.

L’uomo è stato bloccato dagli agenti del I Distretto Trevi-Campo Marzio mentre usciva dall’abitazione della vittima, ancora in possesso dell’intero bottino, del valore di circa 25 mila euro.

Il raggiro partito da una falsa rapina a Frascati

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, tutto è iniziato con una telefonata sulla linea fissa dell’anziano, rimasto vedovo soltanto da pochi giorni.

Dall’altra parte della cornetta un sedicente maresciallo dei Carabinieri gli comunicava che la sua automobile risultava coinvolta in una rapina avvenuta ai danni di una gioielleria di Frascati. Un dettaglio studiato nei minimi particolari per rendere credibile la storia e convincere il pensionato a collaborare con i presunti investigatori.

Mentre uno dei complici continuava a tenerlo occupato al telefono, la banda metteva in atto la seconda fase del piano. Con un pretesto, infatti, veniva convinto ad allontanarsi anche il domestico che si trovava nell’abitazione per assistere l’anziano, lasciando così la vittima completamente sola.

Poco dopo si presentava alla porta il falso maresciallo che, sostenendo di dover effettuare verifiche sulla provenienza dei beni custoditi nell’abitazione nell’ambito delle presunte indagini, riusciva a farsi consegnare denaro contante, gioielli, orologi, libretti di assegni e altri oggetti di valore.

Approfittando poi di un momento di distrazione del pensionato, ancora impegnato al telefono con gli altri complici, l’uomo tentava di allontanarsi con il bottino.

Fermato dalla Polizia con tutta la refurtiva

Il piano si è però interrotto all’uscita dello stabile.

Gli agenti della Polizia di Stato, insospettiti dai movimenti del trentottenne già prima che entrasse nell’edificio, avevano deciso di attendere il momento opportuno per intervenire. Quando è uscito dall’appartamento è stato immediatamente bloccato.

Nella valigetta che portava con sé gli investigatori hanno recuperato l’intera refurtiva, comprese numerose cose di valore appartenute alla moglie della vittima, deceduta soltanto pochi giorni prima.

L’Intelligenza Artificiale usata per impersonare un Carabiniere

L’aspetto più innovativo e preoccupante dell’indagine è emerso dall’analisi del cellulare sequestrato al trentottenne.

All’interno del dispositivo gli investigatori hanno trovato chat operative con gli altri componenti della banda, videochiamate con quello che ritengono essere il “centralino” della truffa e soprattutto una fotografia realizzata con l’Intelligenza Artificiale che ritraeva l’indagato mentre indossava la divisa dei Carabinieri.

Secondo gli investigatori, quell’immagine sarebbe stata utilizzata per rafforzare ulteriormente la messinscena e conquistare la fiducia delle vittime, dimostrando come anche le organizzazioni criminali stiano iniziando a sfruttare le nuove tecnologie per perfezionare i propri raggiri.

Arresti domiciliari e indagini sui complici

Per il trentottenne sono scattate le manette con l’accusa di furto in abitazione. L’arresto è stato successivamente convalidato dall’Autorità Giudiziaria, che ha disposto nei suoi confronti la misura degli arresti domiciliari.

Le indagini della Polizia di Stato proseguono ora per ricostruire l’intera organizzazione criminale e identificare tutti i complici che hanno preso parte alla truffa.

Ancora una volta le forze dell’ordine rinnovano l’invito, soprattutto agli anziani e ai loro familiari, a diffidare da telefonate che segnalano incidenti, rapine o presunti procedimenti giudiziari e a non consegnare mai denaro o oggetti di valore a sedicenti appartenenti alle forze dell’ordine. In caso di dubbi è sempre opportuno interrompere la conversazione e contattare direttamente il 112.


Come previsto dalla legge, si precisa che il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e che l’indagato deve considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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