Genzano, 10 anni dopo Lorenzon il Movimento 5 Stelle tracolla: solo 2,06% a sostegno di Zoccolotti, meno della Lista Gramsci

Dieci anni fa è stata la grande sorpresa della politica castellana, sulla scia del trionfo di Virginia Raggi nella Capitale. Oggi il suo risultato è talmente modesto da finire tra gli elementi più curiosi e significativi segnalati dall’ANSA nel racconto delle elezioni comunali di Genzano di Roma.

A fare notizia, infatti, non è stato soltanto il ballottaggio tra Fabio Papalia e Carlo Zoccolotti, ma anche il pesante ridimensionamento del Movimento 5 Stelle, che nella Città dell’Infiorata ha raccolto appena il 2,06% dei voti, venendo addirittura superato dalla Lista Gramsci, attestatasi al 2,28%.

Un dato che l’agenzia ANSA ha ritenuto sufficientemente significativo da citarlo espressamente nel proprio lancio nazionale dedicato al voto genzanese.

“Da segnalare anche il risultato della Lista Gramsci che con il 2,28% supera il Movimento 5 Stelle fermo al 2,06%”, scrive infatti l’ANSA nel resoconto del primo turno delle amministrative genzanesi.

Una circostanza che assume un significato particolare se si guarda alla storia recente della città. Era infatti il 2016 quando il Movimento 5 Stelle conquistò Genzano con una delle vittorie più sorprendenti dell’intera provincia di Roma. A guidare quell’impresa fu il giovane Daniele Lorenzon, appena 28enne, che al ballottaggio riuscì a dare il benservito all’allora sindaco uscente Flavio Gabbarini, diventando l’ottavo sindaco nella storia della città. Lo fece capovolgendo l’esito del primo turno, dove Gabbarini stravinse, fino ad un clamoroso rovesciamento di fronte appena 2 settimane dopo.

Una vittoria che all’epoca sembrò certificare l’affermazione definitiva dei pentastellati in uno dei principali comuni dei Castelli Romani e che venne letta come il simbolo della capacità del Movimento di intercettare il voto di protesta e di cambiamento. Da allora, però, il quadro politico è profondamente cambiato.

L’esperienza amministrativa di Lorenzon, naufragata anzitempo, le trasformazioni nazionali del Movimento, l’ingresso nei governi con forze politiche un tempo considerate avversarie e, più recentemente, la scelta di aderire alla strategia del cosiddetto “campo largo” hanno progressivamente modificato il posizionamento politico dei pentastellati.

In questa tornata elettorale – dopo un’infausta corsa in solitaria nel 2020 – il Movimento 5 Stelle ha sostenuto la candidatura del sindaco uscente Carlo Zoccolotti, entrando stabilmente nella coalizione di centrosinistra. Una scelta che avrebbe dovuto consentire di mantenere una presenza significativa all’interno dell’elettorato cittadino ma che, stando ai numeri delle urne, non ha prodotto i risultati sperati.

Il dato appare ancora più sorprendente se si considera che appena un mese fa Genzano aveva ospitato il presidente nazionale del Movimento Giuseppe Conte, arrivato in città per presentare il suo ultimo libro e per sostenere indirettamente il progetto politico della coalizione progressista.

La visita dell’ex Presidente del Consiglio, pur se dedicata ad altro, ha rappresentato uno dei momenti più significativi della campagna elettorale genzanese, ma non sembra aver avuto effetti rilevanti sul consenso della lista pentastellata.

Con 209 voti e il 2,06%, il Movimento 5 Stelle si colloca infatti alle spalle non soltanto del Partito Democratico (14,86%) e di Alleanza Verdi e Sinistra (5,36%), ma anche di formazioni civiche come Noi Domani Genzano(3,76%) e della stessa Lista Gramsci, ferma al 2,28% ma comunque capace di precedere i pentastellati.

Numeri che certificano una involuzione profonda (dal 21 al 2%). Dieci anni dopo aver conquistato il Comune con un giovane sindaco simbolo del cambiamento, il Movimento 5 Stelle si ritrova oggi a rappresentare una componente numericamente marginale della coalizione di centrosinistra.

Naturalmente il ballottaggio tra Zoccolotti e Papalia potrebbe cambiare gli equilibri politici complessivi della città. Ma una cosa appare già evidente: nella Genzano che dieci anni fa incoronò Daniele Lorenzon, il Movimento 5 Stelle è solo un lontano parente del protagonista di allora.

E il fatto che a sottolinearlo sia stata persino l’ANSA racconta meglio di qualsiasi commento la portata del ridimensionamento.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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