Nel pomeriggio di ieri, sabato 8 agosto, si è svolto il Festival della Canzone d’Autore a
Genzano di Roma.
Gli ingredienti giusti per la riuscita dell’evento c’erano tutti: a partire
dalla location: la terrazza de Il Bivio Bistrot di Piazzale Cina 1, in grado di creare
quell’atmosfera di piacevole intimità con gli artisti, la golden hour come momento
d’avvio del festival e una piacevole brezza fresca che ha stemperato la torrida calura
d’agosto.
Ma la grande protagonista è stata, e non poteva essere altrimenti, la musica
cantautorale e le declinazioni che ne hanno offerto gli otto artisti che hanno preso parte
al festival.
L’apertura affidata al conduttore dell’evento Gino Basile è stato un doveroso omaggio alla
memoria di Francesco Guccini, il grande maestro scomparso il 6 agosto e tappa
obbligatoria nella formazione musicale di qualunque cantautore italiano.
Le primissime parole sono proprio quelle del testo de “L’avvelenata” «Ma s’io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto»; ma il Festival non ha preso la piega verbosa della commemorazione e Gino Basile ha portato il pubblico subito dentro la musica, con la scena subito lasciata agli artisti e alle loro canzoni.
Si è partiti da lontano, dalle suggestioni che evocano i brani proposti da Stefano Pavan,
primo artista a esibirsi, e si è viaggiato tra lunghe autostrade negli States e omaggi alla Beat Generation di Kerouac, in una carriera che si racconta da più di un quarto di secolo
(primo disco del 1999).
Cambio di marcia con Alessandro Cives, secondo a esibirsi, dove l’ispirazione rock-punk si legge in brani con chitarra elettrica distorta dai riff taglienti e suggestioni acid.
Subentrate poi le atmosfere gioiose sostenute dalla voce squillante di Marco Pichiorri, il terzo cantante a esibirsi, e si è arrivati al giro di boa della serata con la voce potente e le tematiche profonde e introspettive di Sara Milani.
Momenti di grande interplay con il pubblico sono arrivate con la genuinità e la spontaneità di Duca, giovane cantautore che racconta le sue origini ciociare e il suo presente al quartiere Pigneto a Roma.
Poi è arrivato il momento per il sound rotondo e la voce graffiante di Claudio Carnevali.
Ci si è poi staccati dal dualismo classico del cantautorato voce e chitarra con Lumo, talentuosa ed eclettica artista che accompagnandosi al piano forte ha proposto un repertorio in italiano, inglese e spagnolo.
Il format proposto dal Festival, tre brani per artista, è stato gestito con ampia maestria dai musicisti, e i cambi palco sono stati così rapidi che il conduttore Gino Basile ha dato spazio per un ulteriore brano a testa, un inusuale bis che il pubblico ha molto apprezzato.
Ma prima di questa seconda chance, è toccato a Emiliano Pinucci, ultimo artista a esibirsi e a prendersi il proprio spazio sul palco, e lo ha fatto con suggestioni che richiamano alla mente Daniele Silvestri, nome noto del cantautorato italiano.
Il Festival della Canzone d’Autore è stato organizzato e diretto dal collettivo Castelli
Romani Cantautori, con la partnership e il supporto dell’etichetta discografica Terre
Sommerse e delle rassegne culturali Soprac’èGente e Cantad’autore, ed ha offerto uno spaccato di musica d’autore nel cuore dell’estate di Genzano.