Tra storia, archeologia e leggende: un’escursione narrata alla scoperta del territorio dei Colli Albani
Nella mattinata di domenica 13 settembre, con raduno presso la celebre Olmata di Genzano di Roma, ha preso il via l’escursione “Alla scoperta di Fontan Tempesta – Tra Antichi Romani, Briganti e Streghe”, in cui ogni passo è diventato l’occasione per scoprire una storia, una leggenda, un’antica testimonianza o una curiosità. Un’esperienza partecipata e coinvolgente, la prima sul territorio di “Castelli Notizie Outdoor”, vissuta con molto entusiasmo da adulti e bambini.
L’escursione narrata, egregiamente condotta da Tiziana Ilari, Guida Ambientale Escursionistica Esperienziale FIPTES e realizzata con la collaborazione di Castelli Notizie, non è stato un semplice trekking, ma un vero e proprio viaggio nel tempo, nel cuore del Parco regionale dei Castelli Romani, uno scrigno di tesori a due passi dalla Città Eterna.
Una quarantina i partecipanti, compreso il Direttore Responsabile del nostro giornale, Daniel Lestini, che in apertura ha salutato i partecipanti e presentato l’iniziativa, che rientra tra quelle con cui Castelli Notizie si avvia a celebrare il suo 15° anniversario.
Sono stati proprio i paesaggi dei Colli Albani, i laghi, i boschi, l’abbondanza di acqua, a fare da filo conduttore a un racconto che passo dopo passo, ci ha riportati indietro nel tempo, attraversando milioni di anni di storia. Siamo partiti dalle origini geologiche del territorio e dal Vulcano Laziale, per poi percorrere le tracce lasciate dalle prime comunità che hanno abitato il territorio fino all’epoca moderna, attraverso testimonianze archeologiche, culti antichi e leggende che ancora oggi sopravvivono nella memoria popolare.
Una lunga narrazione che ha accompagnato i partecipanti lungo il percorso, suscitando curiosità e domande soprattutto tra i più piccoli.
Tutto comincia dal Vulcano Laziale
Per comprendere la storia dei Colli Albani bisogna tornare al grande protagonista che ha modellato questo territorio: il Vulcano Laziale. Milioni di anni fa l’attività vulcanica ha profondamente trasformato il paesaggio, dando origine a rilievi, vallate, laghi e terreni che ancora oggi caratterizzano questa zona alle porte di Roma.
Un argomento che ha affascinato particolarmente i bambini, incuriositi dall’idea che proprio dove oggi camminiamo, viviamo e osserviamo boschi e colline, un tempo si sviluppasse una gigantesca attività vulcanica.
Il racconto si è quindi spostato sulla preistoria, sulle prime frequentazioni del territorio e sulle tracce lasciate dalle comunità che hanno abitato queste zone.
Attraverso le testimonianze archeologiche e le immagini, è stato possibile immergersi in un paesaggio molto diverso da quello attuale e comprendere come l’uomo abbia imparato a utilizzare e sfruttare le innumerevoli risorse di questo territorio.
In questo percorso di conoscenza hanno trovato spazio anche le ricerche e le scoperte di studiosi e appassionati che, nel corso degli anni, hanno contribuito a riportare alla luce importanti frammenti di storia. Tra questi è stato ricordato Riccardo Bellucci, figura legata alle ricerche e alla valorizzazione delle testimonianze archeologiche dell’area dei Colli Albani.
Il Villaggio delle Macine e le testimonianze archeologiche
Uno dei momenti più interessanti dell’escursione è stato quello dedicato al Villaggio delle Macine, una testimonianza capace di raccontare la vita quotidiana delle popolazioni che abitavano questi luoghi in epoche remote. Il nome stesso richiama le macine, oggetti che permettono di immaginare attività quotidiane ormai lontanissime nel tempo, come la lavorazione dei cereali e la preparazione degli alimenti.
La narrazione ha poi condotto i partecipanti verso altre testimonianze archeologiche, tra cui l’Altare litico e le Tombe a grotticella di Rocca di Papa.
Davanti a queste tracce del passato, i boschi che solitamente attraversiamo durante le nostre passeggiate in natura, assumono un valore diverso, ovvero quello di luoghi che conservano ancora oggi le testimonianze di chi li ha abitati migliaia di anni fa.
Il mistero di Alba Longa
E poi è arrivato uno dei grandi enigmi della storia dei Castelli Romani: Alba Longa. Dove si trovava esattamente la leggendaria città latina? È una domanda che da secoli affascina storici, archeologi e appassionati. Il suo legame con le origini di Roma e con la tradizione leggendaria della fondazione della città eterna rende Alba Longa uno dei capitoli più suggestivi e misteriosi della storia antica del territorio.
Durante l’escursione, il tema è diventato naturalmente motivo di confronto e curiosità, mostrando come la storia non sia sempre composta da risposte definitive, ma anche da ipotesi e domande ancora aperte.
Il racconto ha toccato l’Artemisio, luogo nel quale storia, natura e dimensione religiosa dell’antichità si incontrano. I monti e i boschi dei Colli Albani erano infatti tutt’altro che luoghi marginali per le popolazioni antiche. Erano spazi sacri, frequentati e associati a divinità, riti e tradizioni che hanno lasciato tracce profonde nella storia del territorio.
Si è parlato così anche dei diversi culti che hanno caratterizzato l’area: Diana Nemorense, legata al santuario presso il lago di Nemi; Giove sul Monte Cavo, centro religioso di straordinaria importanza per il mondo latino; e Giunone Sospita, il cui culto era particolarmente importante nell’antico territorio di Lanuvio.
La grande Roma sui Colli Albani
Con l’arrivo della Roma imperiale, il territorio viene trasformato ulteriormente. Il racconto dell’escursione ha seguito le tracce di questa presenza attraverso gli acquedotti romani, le strade, le ville e le grandi opere che testimoniano l’importanza raggiunta dall’area. Particolare attenzione è stata dedicata alle grandi residenze dell’aristocrazia romana e, soprattutto, alla Villa di Domiziano, il vasto complesso imperiale legato al territorio del lago Albano di Castel Gandolfo.
Un’altra pagina straordinaria è quella delle navi di Caligola, ritrovate nel lago di Nemi. Le gigantesche imbarcazioni imperiali, lunghe più di 70 metri, recuperate nel corso di una delle più importanti operazioni archeologiche mai realizzate, continuano ancora oggi a rappresentare una delle storie più affascinanti legate a questi luoghi.
Il viaggio è proseguito con i Castra Albana, il grande complesso militare legato alla presenza della Legio II Parthica ad Albano Laziale. E poi i Cisternoni, straordinaria testimonianza dell’ingegneria romana e della capacità di organizzare sistemi complessi per la raccolta e la gestione dell’acqua.
Attraverso queste testimonianze, il folto gruppo di partecipanti ha potuto comprendere quanto il territorio fosse importante anche dal punto di vista strategico, militare e residenziale.
La storia lascia spazio alla leggenda
Ma un’escursione narrata non poteva fermarsi alle vicende documentate. Quando il sentiero entra nel bosco, anche la storia lascia spazio alla fantasia e alle tradizioni popolari. E così, nel racconto di Tiziana Ilari, sono comparsi streghe e folletti, creature che, secondo la leggenda, quando gli uomini non possono vederli si ritroverebbero proprio a Fontan Tempesta, che si trova nel territorio di Rocca di Papa, ad una altitudine di 606 metri sul livello del mare, li dove si incrociano i sentieri CAI 512 (Genzano di Roma-Monte Cavo) e il 511 (Cappuccini di Albano – Lago di Nemi).
Un luogo che, già per il suo nome e per la sua atmosfera, sembra fatto apposta per alimentare racconti misteriosi.
Si è parlato anche delle carrozze che arrivavano alla fonte, riportando i partecipanti indietro nel tempo, quando attraversare questi luoghi significava vivere un rapporto con il bosco spesso fatto di immaginazione e paure verso ciò che non si conosceva.
E in questo intreccio tra storia e leggenda non poteva mancare il celebre brigante Antonio Gasbarrone, detto Gasparone, originario di Sonnino, che ha fatto sentire la sua presenza anche qui. La sua figura è entrata ormai nell’immaginario popolare, alimentata da racconti e storie tramandate nel tempo, come quella di un ipotetico tesoro, che secondo la leggenda sarebbe stato nascosto e sepolto da qualche parte nella zona di Fontan Tempesta.
Una storia perfetta da raccontare durante un’escursione nel bosco, soprattutto quando ad ascoltare ci sono dei bambini pronti a chiedersi se quel tesoro possa essere ancora lì, nascosto da qualche parte sotto la terra.
Quando il trekking diventa un racconto
Il viaggio ha riservato spazio a curiosità apparentemente semplici, ma capaci di sorprendere, soprattutto i bambini, come quella della carruba e dei carati. Attraverso il racconto dei semi della carruba si è potuto scoprire un curioso collegamento tra un elemento della natura e una parola che utilizziamo ancora oggi per indicare un’unità di misura. Un’altra curiosità ha riguardato il bossolo, i cui semi, per la loro particolare caratteristica, venivano utilizzati per realizzare i grani dei rosari.
Sono proprio questi piccoli dettagli a rendere un’escursione narrata diversa da una semplice passeggiata. Improvvisamente anche una pianta, un seme o un albero possono diventare l’inizio di una storia.
Domande e curiosità dei partecipanti hanno trasformato il percorso in un dialogo continuo, nel quale il racconto non arrivava soltanto da chi conduceva l’escursione, ma nasceva anche dalle osservazioni di chi camminava. Al termine della giornata, il bilancio non poteva che essere positivo.
I partecipanti sono rimasti contenti e soddisfatti, portando a casa non soltanto la sensazione di aver trascorso qualche ora immersi nella natura, ma anche la scoperta di un territorio osservato con occhi completamente nuovi.
È questa la forza di un modo diverso di vivere il trekking: camminare, conoscere, immaginare e riscoprire il territorio attraverso le sue bellissime storie.
Domenica 20 settembre 2026 Tiziana Ilari tornerà ad accompagnare i lettori in un appuntamento dedicato alla scoperta del territorio dei Colli Albani con “In cammino tra laghi e miti”, trekking narrato lungo il Sentiero CAI 511, tra il Lago Albano e il Lago di Nemi.
L’escursione, organizzata da Vallepietra Planet con una Guida Ambientale Escursionistica FIPTES e in collaborazione con l’Associazione Arco di Diana APS, accompagnerà i partecipanti tra natura, storia, archeologia, racconti e leggende del territorio.
Il ritrovo è fissato alle ore 9.30 a Castel Gandolfo, in località Le Fratte Ignoranti, viale Pio XI 45. Il percorso è di circa 14 km, con un dislivello di circa 400 metri e una durata indicativa di 6 ore.
La prenotazione è obbligatoria via WhatsApp al 351 591 9957. Il contributo richiesto è di 1 euro a persona per l’assicurazione.
Un’occasione per vivere i Castelli Romani a passo lento, immergendosi nei paesaggi che uniscono i due laghi vulcanici e nelle storie che da secoli accompagnano questi luoghi.
