Genzano, Iside Bombaci protagonista a Grosseto per “Stop alla Mafia”: applausi nel nome di Falcone e Borsellino

C’era anche un po’ di Genzano di Roma allo Stadio Carlo Zecchini di Grosseto, dove il 26 maggio si è svolta la manifestazione “Stop alla Mafia”, importante evento dedicato alla memoria dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli immortali della lotta alla criminalità organizzata e dell’impegno per la legalità.

Tra i protagonisti della giornata, che ha riunito istituzioni, rappresentanti delle forze dell’ordine, giovani e cittadini in un momento di riflessione e partecipazione collettiva, ha brillato la voce della cantante pop lirica Iside Bombaci, artista di origini siciliane ma ormai da anni residente a Genzano, dove è diventata una presenza sempre più apprezzata e seguita grazie alle numerose esibizioni nei Castelli Romani.

L’iniziativa ha rappresentato un’occasione importante per rinnovare il ricordo delle vittime della mafia e trasformare la memoria in un messaggio concreto di responsabilità civile e consapevolezza. In campo si sono sfidate, in un quadrangolare amichevole, le rappresentative delle Forze dell’Ordine e dei sindacati di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, mentre sul palco si sono alternati artisti e ospiti che hanno contribuito a rendere ancora più significativo l’evento.

Accanto a Iside Bombaci erano presenti Giorgia Loiacono, Noemi Cannizzaro, Lesia Kharabura, Andrea Grisandi, Ettore Bassi, il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna e Klaudjo Viska.

Particolarmente intensa e coinvolgente la performance dell’artista genzanese, che ha saputo unire musica, teatro e simbolismo in una rappresentazione ideata e curata personalmente.

«Ho cantato con grande emozione prima “Imparare ad amarsi” – racconta Iside Bombaci al rientro da Grosseto – e anche la scelta del vestito aveva un significato molto profondo. Nella coreografia le ragazze erano vestite di rosso e io di bianco, con un mantello che riportava sulla schiena l’immagine di un cuore che spezza le catene. Significa che l’amore vero rompe le catene, supera i limiti e libera dalle paure».

L’artista ha poi spiegato il significato del momento scenico che ha accompagnato l’esibizione: «Ad un certo punto le ragazze si sono tolte il vestito e sotto indossavano un body con un cuore disegnato sul petto. Per imparare ad amarsi bisogna spogliarsi delle proprie paure e toccare con mano ciò che si è davvero».

La rappresentazione è poi proseguita con un passaggio altamente simbolico. «Terminato quel momento – prosegue Bombaci – ho tolto anch’io il mantello e l’ho appoggiato a terra. A quel punto è arrivato l’artista Andrea Grisandi, che ha realizzato le giacche dedicate a Falcone e Borsellino. Ne ho indossata una e ho iniziato a cantare “Pensa” di Fabrizio Moro, reinterpretata nel mio stile pop lirico».

Un’esecuzione intensa, costruita tra recitazione e canto, culminata con un omaggio in dialetto siciliano ai due magistrati assassinati dalla mafia. Un passaggio che ha profondamente colpito il pubblico presente, suggellando uno dei momenti più emozionanti dell’intera manifestazione.

L’intera coreografia, dalla regia ai dettagli scenici, è stata ideata dalla stessa Iside Bombaci, che ha coinvolto direttamente lo stilista, il corpo di ballo e tutti i collaboratori nella costruzione di un messaggio artistico capace di unire memoria, legalità e speranza.

Una partecipazione che ha rappresentato motivo di orgoglio anche per Genzano di Roma, con l’artista che ha portato sul palco nazionale non solo il proprio talento, ma anche un messaggio universale di amore, giustizia e libertà nel ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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