Conclusi a Genzano i lavori alla Villa degli Antonini: il 10 novembre la presentazione e la visita al sito archeologico restaurato con fondi PNRR
L’intervento, realizzato dalla Soprintendenza nell’ambito del PNRR – progetto Caput Mundi, rappresenta un passaggio fondamentale per restituire alla collettività un patrimonio di straordinario valore storico e culturale, attraverso percorsi di visita, strutture restaurate e servizi pensati per rendere il sito accessibile.
La presentazione si svolgerà presso la Sala Consiliare del Comune di Genzano di Roma, alla presenza dei rappresentanti della Soprintendenza e dell’Amministrazione comunale. Alle ore 12 seguirà una visita all’area archeologica, con con ingresso da via del Lavoro, che consentirà di conoscere da vicino i risultati degli interventi effettuati.
Scavi, restauri e nuovi percorsi di visita: come cambia la Villa degli Antonini
Il progetto ha interessato diversi settori dell’area archeologica, attraverso una serie di interventi destinati sia alla conservazione delle testimonianze antiche sia alla loro valorizzazione.
In particolare, sono stati eseguiti scavi archeologici, opere di consolidamento e messa in sicurezza, restauri delle strutture antiche e la realizzazione di un percorso di visita, capace di collegare le principali testimonianze monumentali del complesso: l’area residenziale della villa, l’anfiteatro e l’impianto termale.
Una tettoia è stata realizzata per proteggere i preziosi mosaici e i pavimenti in lastre di marmo, mentre un nuovo edificio destinato all’accoglienza consentirà di migliorare i servizi per i visitatori.
Particolare attenzione è stata riservata anche all’accessibilità, con l’installazione di pannelli informativi, planimetrie in braille e un’applicazione dedicata, sviluppata dalla società Visivalab, per favorire una conoscenza più ampia e inclusiva del sito.
L’obiettivo è quello di trasformare un’area conosciuta soprattutto dagli studiosi e dagli appassionati di archeologia in un luogo di cultura fruibile, capace di entrare stabilmente nei percorsi di visita dei Castelli Romani.
Una residenza imperiale tra storia e archeologia
La Villa degli Antonini sorge in un’area compresa tra il XVIII e il XIX miglio dell’antica via Appia, in un territorio che in epoca romana rivestiva un ruolo di particolare importanza, ed oggi Patrimonio Unesco.
Secondo le fonti storiche, proprio in questa zona sarebbero nati gli imperatori Antonino Pio e Commodo, circostanza che rende ancora più significativo il legame tra il complesso archeologico e la dinastia degli Antonini.
L’impianto originario della villa risalirebbe all’epoca repubblicana, ma fu soprattutto nel II secolo dopo Cristo che la residenza conobbe un’importante fase di ampliamento, fino a occupare diversi ettari e ad assumere le caratteristiche di una prestigiosa dimora imperiale.
Gli scavi hanno restituito strutture monumentali, raffinati mosaici, pavimentazioni in marmi pregiati e ambienti di rappresentanza, tra cui una grande sala circolare. Accanto alla parte residenziale sorgono inoltre un complesso termale e un anfiteatro, elementi che testimoniano la ricchezza architettonica e la rilevanza della villa.
Le ricerche archeologiche, avviate sistematicamente nel 2010 grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza, il Comune di Genzano e la Montclair State University, hanno progressivamente contribuito a ricostruire la storia di questo straordinario insediamento.
Tra i reperti più significativi figura un bollo laterizio riferibile alle proprietà di Faustina Minore, moglie di Marco Aurelio, datato al 147 d.C., che rafforza il collegamento del sito con la famiglia imperiale.
L’anfiteatro di Commodo e i misteri ancora custoditi nel sottosuolo
Uno degli aspetti più affascinanti riguarda proprio l’anfiteatro individuato nell’area della villa, una struttura che potrebbe essere collegata a quanto raccontato nelle fonti antiche.
Nell’Historia Augusta si fa infatti riferimento a un anfiteatro di Lanuvio nel quale l’imperatore Commodo avrebbe combattuto contro animali feroci. Secondo alcune interpretazioni archeologiche, il monumento individuato nella Villa degli Antonini potrebbe corrispondere proprio al luogo citato nel testo.
Si tratta di un’ipotesi di particolare interesse, che contribuisce ad accrescere il valore storico del complesso e apre ulteriori prospettive di ricerca.
Non meno suggestiva è la possibile presenza, nelle vicinanze, di un luogo di culto dedicato alla Magna Mater Cibele, divinità orientale venerata anche durante l’età antoniniana. Un rilievo raffigurante un sacerdote della dea, rinvenuto nel Settecento lungo l’Appia Antica, ha alimentato l’ipotesi dell’esistenza di un piccolo santuario nell’area.
Aspetti che erano stati approfonditi anche nel corso del convegno dedicato alla Villa degli Antonini, organizzato a Genzano alla fine dello scorso marzo su iniziativa della consigliera comunale Marta Elisa Bevilacqua, durante il quale l’archeologa Maria Cristina Vincenti aveva ricostruito la storia del sito e illustrato le prospettive della sua valorizzazione.
Un investimento da 700mila euro con i fondi del PNRR
L’intervento sulla Villa degli Antonini rientra nel più ampio programma Caput Mundi, finanziato attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con uno stanziamento di 700mila euro per il restauro, la riqualificazione e la valorizzazione del complesso archeologico genzanese.
La presentazione del 10 novembre si inserisce in una serie di appuntamenti dedicati al recupero di importanti testimonianze archeologiche del territorio.
L’iniziativa segue infatti quella del 27 ottobre presso Torre Astura, a Nettuno, dove sono stati presentati i lavori di restauro e consolidamento del ponte-acquedotto romano, una struttura monumentale che necessitava di interventi urgenti per garantirne la conservazione e la sicurezza.
Il percorso di valorizzazione proseguirà anche a Nemi, con il Tempio di Diana, altro sito archeologico di eccezionale rilevanza storica interessato dagli interventi finanziati nell’ambito del PNRR – Caput Mundi.
L’appuntamento del 10 novembre e i protagonisti dell’intervento
I lavori sulla Villa degli Antonini sono stati realizzati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti, sotto la guida della Soprintendente, architetto Lisa Lambusier.
La responsabilità unica del progetto è stata affidata alla dottoressa Simona Carosi, con la direzione dei lavori dell’architetto Valentina Milano, la direzione scientifica della dottoressa Gemma Carafa Jacobini e la progettazione dell’architetto Laura Gasseau. Gli interventi sono stati eseguiti dall’impresa Samac Appalti.
L’appuntamento è fissato per martedì 10 novembre alle ore 11 presso la Sala Consiliare del Comune di Genzano, mentre alle ore 12 è prevista la visita al sito archeologico, con accesso da via del Lavoro.
Per Genzano si tratta di un risultato particolarmente significativo, che permette di compiere un passo concreto verso la restituzione alla cittadinanza di un patrimonio rimasto per anni poco conosciuto e difficilmente visitabile.
La conclusione dei lavori apre ora una nuova fase, nella quale sarà fondamentale definire anche le modalità di apertura e gestione ordinaria del sito, affinché gli investimenti effettuati possano tradursi in una fruizione stabile da parte di cittadini, scuole, studiosi e turisti.
Un’opportunità importante per Genzano e per tutti i Castelli Romani, che potranno contare su un ulteriore tassello nella valorizzazione della propria storia, a pochi passi dall’antica via Appia.
