Gli insegnanti italiani della scuola secondaria di primo grado percepiscono retribuzioni mediamente inferiori del 33% rispetto a quelle degli altri lavoratori con istruzione terziaria considerati nel confronto internazionale. È quanto emerge dal rapporto OCSE Education at a Glance 2026, pubblicato il 29 settembre, che richiama l’attenzione sulla competitività economica della professione docente. Su questo quadro […]
Gli insegnanti italiani della scuola secondaria di primo grado percepiscono retribuzioni mediamente inferiori del 33% rispetto a quelle degli altri lavoratori con istruzione terziaria considerati nel confronto internazionale. È quanto emerge dal rapporto OCSE Education at a Glance 2026, pubblicato il 29 settembre, che richiama l’attenzione sulla competitività economica della professione docente. Su questo quadro interviene Francesco Tanasi, Segretario Nazionale del Codacons, sollecitando una maggiore valorizzazione del lavoro degli insegnanti.
“Non possiamo parlare del futuro della scuola senza preoccuparci delle condizioni economiche di chi ogni giorno ha la responsabilità di educare e formare i nostri ragazzi – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale del Codacons – Dietro ogni lezione ci sono studio, preparazione, attenzione alle difficoltà degli studenti e un impegno che spesso continua anche fuori dall’aula. La passione per l’insegnamento è una risorsa straordinaria, ma da sola non basta. È giusto riconoscere gli aumenti contrattuali già previsti, ma occorre proseguire con interventi capaci di tutelare il potere d’acquisto e garantire prospettive professionali adeguate. Gli insegnanti meritano un riconoscimento economico coerente con le responsabilità che assumono e con il contributo che offrono alla società. Valorizzare il loro lavoro significa anche creare condizioni migliori per gli studenti e per le famiglie”.
Il quadro delineato dall’OCSE interessa diversi livelli del sistema scolastico. Il rapporto evidenzia che, rispetto agli altri lavoratori con istruzione terziaria, il divario retributivo raggiunge il 36% per gli insegnanti della scuola dell’infanzia e il 33% per quelli della secondaria di primo grado. Differenze che, secondo il Codacons, meritano attenzione anche per la capacità del sistema educativo di attrarre e trattenere personale qualificato.
A questo scenario si aggiunge il tema della soddisfazione professionale. Nel rapporto 2026 l’OCSE richiama anche i risultati dell’indagine TALIS condotta nel 2024, secondo cui appena il 22,6% degli insegnanti italiani della scuola secondaria di primo grado intervistati si dichiarava soddisfatto dello stipendio, rispetto a una media OCSE del 38,7%. Si tratta di una rilevazione precedente agli ultimi rinnovi contrattuali, ma che contribuisce a descrivere le difficoltà di riconoscimento economico percepite dai docenti.
Il Codacons prende atto degli incrementi previsti dai rinnovi contrattuali, compreso quello relativo al triennio 2025-2027, sottoscritto definitivamente per la parte economica il 1° luglio scorso. L’associazione ritiene tuttavia necessario verificare nel tempo l’effettivo impatto degli aumenti sul potere d’acquisto e valutare ulteriori misure per rendere più attrattiva la professione, soprattutto per i giovani che intendono intraprendere la carriera dell’insegnamento.
Per queste ragioni, il Codacons sollecita il Governo, il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Ministero dell’Economia e delle Finanze a promuovere una programmazione pluriennale delle risorse destinate al personale docente, attraverso gli strumenti della contrattazione collettiva, con particolare attenzione alle retribuzioni iniziali, alla progressione economica e alla valorizzazione delle competenze.
Per l’associazione, il riconoscimento economico degli insegnanti non riguarda soltanto le legittime aspettative di una categoria professionale, ma rappresenta una questione di interesse generale, strettamente legata alla qualità dell’istruzione e alle opportunità offerte alle nuove generazioni.
