La crisi dei laghi dei Castelli Romani non è più una questione lontana o confinata al dibattito tra addetti ai lavori. Il progressivo abbassamento dei livelli del lago Albano di Castel Gandolfo e del lago di Nemi sta interessando un territorio nel quale acqua, ambiente, biodiversità, paesaggio e attività umane sono strettamente legati. È proprio a questo tema che il gruppo ambientalista Grottaferrata Sostenibile dedica il suo primo convegno pubblico, in programma venerdì 16 ottobre dalle ore 17, presso la Sala conferenze del Polo universitario di via G. Rovere, a Grottaferrata.
Il titolo scelto per l’incontro è significativo: “Origini e cura della crisi idrica dei nostri laghi”. Un appuntamento che intende affrontare in modo articolato una delle questioni ambientali più importanti per l’intera area dei Castelli Romani, concentrandosi in particolare su “L’impatto dei prelievi intensivi sui livelli idrometrici, qualità biologica e consumo del territorio”. L’iniziativa arriva in un momento nel quale la situazione del lago Albano di Castel Gandolfo continua a destare attenzione. Le rilevazioni più recenti hanno infatti registrato livelli particolarmente bassi: nell’agosto scorso l’idrometro installato da Grottaferrata Sostenibile ha raggiunto quota -130 centimetri, nuovo minimo storico. Anche il teleidrometro dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale ha documentato il progressivo abbassamento del livello del bacino.
La questione non riguarda però soltanto il livello dell’acqua. Il dibattito coinvolge il rapporto tra prelievi idrici, disponibilità della risorsa, condizioni degli ecosistemi lacustri, cambiamenti climatici e trasformazioni del territorio. La situazione del lago Albano, inoltre, si inserisce in un quadro più ampio che interessa anche il lago di Nemi e, più in generale, il sistema ambientale dei Castelli Romani.È su questi aspetti che Grottaferrata Sostenibile vuole aprire un confronto pubblico, mettendo insieme competenze scientifiche, tecniche e divulgative.
Il programma prevede la partecipazione di Valentina Messineo, ricercatrice presso il Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, e di Franco Medici, ingegnere già docente presso l’Università La Sapienza. Interverranno inoltre Emanuele Loret, geoinformazione PhD, Montaigne Gianoli, architetto dell’Università di Lione, e Maurizio Bocci, giornalista e scrittore. A moderare l’incontro sarà Giancarlo Della Monica, presidente dell’associazione Grottaferrata Sostenibile. La presenza di professionalità differenti riflette l’obiettivo dell’iniziativa: affrontare la crisi idrica non da un unico punto di vista, ma provare a mettere in relazione dati ambientali, gestione della risorsa idrica, territorio, qualità degli ecosistemi e conseguenze dei prelievi.
A presentare l’iniziativa è la stessa Grottaferrata Sostenibile, che sottolinea come si tratti del primo convegno pubblico organizzato dall’associazione su una questione considerata centrale per il futuro dell’area dei Castelli Romani.
“È un tema che ci sta molto a cuore e che riguarda l’intera area dei Castelli Romani”, spiegano gli organizzatori, che ringraziano il Comune di Grottaferrata per la concessione del patrocinio e della Sala conferenze del Polo universitario. E proprio il carattere pubblico dell’incontro rappresenta uno degli elementi qualificanti dell’iniziativa. Al termine degli interventi dei relatori il microfono resterà aperto, permettendo ai presenti di porre domande, esprimere osservazioni e portare eventuali contributi. Un confronto, dunque, che non vuole fermarsi alla relazione degli esperti, ma che punta a coinvolgere direttamente la cittadinanza su una questione che riguarda il patrimonio naturale e la disponibilità di una risorsa essenziale.