Un gruppo di cittadini si riunisce per riportare al centro del dibattito i problemi concreti della città e provare a costruire soluzioni oltre le logiche delle appartenenze politiche. L’obiettivo: tornare a fare della città la “perla dei Castelli Romani”.
Dopo la crisi dell’amministrazione comunale di Grottaferrata, culminata nello scioglimento del Consiglio Comunale e nel conseguente, ennesimo commissariamento della città, il dibattito politico cittadino sembra ormai proiettato verso le prossime elezioni.
Esaurita, almeno in parte, la fase dello scambio di accuse e della ricerca delle responsabilità che hanno portato alla fine anticipata dell’esperienza amministrativa, l’attenzione si sta concentrando sulle possibili alleanze elettorali, sui nomi dei candidati e sulla futura corsa alla poltrona di primo cittadino di Palazzo Consoli. Un confronto inevitabile, ma che rischia di lasciare ancora una volta sullo sfondo ciò che dovrebbe rappresentare il cuore della discussione pubblica: i problemi reali di Grottaferrata e le soluzioni necessarie per affrontarli.
IL LOGI DI NEXT
È proprio da questa considerazione che nasce l’iniziativa di un gruppo di cittadini che ha deciso di riunirsi attorno a un tavolo per avviare un percorso di analisi, ricerca e confronto sui temi che riguardano il futuro della comunità.
Nessuna velleità strettamente elettorale, non l’ennesima lista civica, ma un gruppo di persone con un obiettivo comune. L’idea è quella di creare una sorta di serbatoio di pensiero, un think tank civico capace di studiare i problemi, elaborare proposte e contribuire a orientare il dibattito pubblico, senza partire necessariamente dalle tradizionali contrapposizioni politiche.
Il progetto si chiama “Grottaferrata Next – Idee per la Grottaferrata del futuro”.
Per i promotori, “Next” vuole essere innanzitutto un tentativo di far compiere un salto di qualità alla politica di Grottaferrata. Una politica che troppo spesso finisce per non affrontare con la necessaria attenzione i reali problemi della città, rimanendo imprigionata in una sterile contrapposizione tra chi sottolinea i meriti della passata amministrazione e chi, al contrario, ne mette in evidenza errori e responsabilità.
Un confronto che rischia di guardare continuamente al passato, mentre la città avrebbe bisogno di interrogarsi sul proprio futuro. “Non si tratta – spiegano i promotori – di cancellare il passato o di ignorare quanto è stato fatto, nel bene e nel male. Si tratta piuttosto di superare la logica del confronto permanente sulle responsabilità per concentrarsi su una domanda fondamentale: che cosa vogliamo che diventi Grottaferrata? Da qui l’idea di mettere attorno allo stesso tavolo competenze diverse e di avviare un lavoro di analisi sui problemi della città, sulle sue potenzialità e sulle opportunità ancora inespresse”.
A promuovere il progetto sono Paolo Di Lazzaro, già ricercatore ENEA, Lucio Sepede, ex imprenditore nel settore dell’informatica, e Lorenzo Polenzani, già dirigente d’azienda. A loro si aggiungono Michele Mazza e Giovanni Guerisoli, entrambi ex amministratori della passata amministrazione comunale. Un gruppo eterogeneo per esperienze professionali e amministrative, accomunato dalla volontà di mettere competenze e conoscenze a disposizione della città.
L’obiettivo dichiarato non è quello di aggiungere semplicemente un’altra voce alla già vivace discussione politica locale, ma di provare a spostare il baricentro del confronto dalle persone ai problemi, dalle candidature ai contenuti, dalle appartenenze alle idee.
Quali sono le emergenze che Grottaferrata deve affrontare? Quali servizi possono essere migliorati? Come valorizzare il territorio? Quale futuro immaginare per lo sviluppo della città? Come intervenire sulla mobilità, sulla viabilità, sull’ambiente, sugli spazi pubblici, sulla cultura e sulle attività economiche? E, soprattutto, quali proposte concrete possono essere messe in campo? Sono queste alcune delle domande dalle quali il gruppo intende partire. Un primo tema analizzato in questa fase dal gruppo e, nello specifico da Paolo Di Lazzaro, riguarda l’ambiente e, nello specifico, una Proposta di rigenerazione urbana e mitigazione delle isole di calore a Grottaferrata, tramite deasfaltazione.
In uno scenario di surriscaldamento globale del pianeta infatti, le temperature in Europa salgono a velocità doppia rispetto alla media mondiale, con conseguenze drammatiche,
Anche a Grottaferrata l’aumento delle temperature è aggravato dall’effetto isola di calore urbana, ossia dall’accumulo di calore dell’asfalto, delle parti esterne dei palazzi, delle automobili. Tale calore viene rilasciato nelle ore successive all’irraggiamento solare, mantenendo le temperature elevate di notte. Un fenomeno che comporta un aumento medio della temperatura dell’aria fino a 5 °C rispetto alle zone rurali.
La deasfaltazione delle aree urbane e in particolare dei parcheggi, come potrebbe essere la grande superficie del parcheggio di Viale San Nilo, è uno degli interventi più efficaci di rigenerazione urbana e adattamento al cambiamento climatico. Sostituire l’asfalto con superfici permeabili (pavimentazioni drenanti, grigliati, masselli erbosi) offre vantaggi ambientali ed economici quantificabili in modo preciso perché già adottati in numerosi Paesi del nord Europa. “Nello studio che abbiamo proposto prendendo in considerazione proprio la superficie di Viale San Nilo – hanno specificato – a fronte di un importante costo iniziale dell’operazione di deasfalatazione, i vantaggi futuri sarebbero di gran lunga maggiori sia a livello ambientale, sia economico che psicofisico per la cittadinanza”.
Insomma, Next” vuole essere un tentativo di disegnare il futuro di Grottaferrata, individuandone i pregi, le potenzialità e le opportunità. Una visione che parte dalla consapevolezza che la città dispone di importanti risorse e di una posizione privilegiata, ma che queste caratteristiche devono essere trasformate in un progetto organico di sviluppo.
“L’ambizione – sottolineano – è quella di tornare a immaginare Grottaferrata come la “perla dei Castelli Romani”: una città capace di valorizzare il proprio patrimonio storico, culturale e ambientale, di offrire servizi efficienti ai propri cittadini, di attrarre iniziative e attività e, soprattutto, di costruire una propria identità forte e riconoscibile. Non una semplice aspirazione nostalgica, ma un obiettivo da tradurre in proposte, progetti e scelte amministrative concrete”.
“Grottaferrata Next” nasce quindi con una vocazione dichiaratamente civica e con l’ambizione di aprire il confronto al maggior numero possibile di contributi.
Il gruppo è aperto a tutti coloro che vorranno collaborare, portando competenze, idee, esperienze e proposte. L’intenzione è quella di coinvolgere cittadini, professionisti, imprenditori, associazioni e chiunque abbia a cuore il futuro della città. In una fase nella quale la politica cittadina rischia di concentrarsi ancora una volta soprattutto sulla composizione delle future coalizioni e sulla scelta dei candidati, l’iniziativa prova dunque a introdurre un elemento diverso: prima delle persone, i progetti; prima delle candidature, le idee; prima delle alleanze, una visione per la città.
Il nome scelto, “Grottaferrata Next”, guarda del resto proprio in questa direzione. Next significa ciò che viene dopo, il passo successivo, il futuro. E la sfida che il gruppo si propone è proprio questa: guardare oltre l’attuale fase di crisi e oltre le contrapposizioni del passato per iniziare a costruire la Grottaferrata che verrà. Perché, al di là di chi sarà chiamato a guidare Palazzo Consoli dopo le prossime elezioni, il vero tema è un altro: quale Grottaferrata vogliamo lasciare alle prossime generazioni?
