I Girodidò al Sanremo Rock Festival 2026: grande emozione per la band romana più volte presente alla Sagra dell’Uva di Marino

La notizia è questa: la band musicale GIRODIDO’ parteciperà alla 39^ edizione di Sanremo Rock Festival & Trend che si terrà nel mese di Settembre, preceduto da selezioni regionali durante l’estate.

Il gruppo storico composto da Giulia De Sisti, Gianluca Rossi e Luca Del Ferraro si è arricchito dal 2025 con la presenza del batterista/percussionista Oreste Riccitelli ed ha al suo attivo oltre quattro anni di live sia a Roma che nel Lazio.

Li abbiamo incontrati per conoscerli meglio ed ascoltare dalla loro voce qual è stato il percorso che li porterà a partecipare al prestigioso Contest nazionale.

  1. Innanzitutto, quando e come nasce GIRODIDO’ e cosa significa il nome della band?

Luca: Nasciamo a Roma nel 2021. Con Gianluca e Giulia ci siamo incontrati con la voglia di fare musica insieme inizialmente guardando al repertorio internazionale. Poi, un giorno in sala prove, è scattata la scintilla: abbiamo capito che attraverso la canzone cantautorale italiana saremmo stati più appagati del tempo insieme in sala prove. Da lì ai live il passo è stato brevissimo. Successivamente il focus è finito sulla canzone romana, per assonanze dialettiche e per come ci risultava “confortevole” suonarla e cantarla insieme! A fine 2025 il cerchio si è chiuso alla perfezione con l’arrivo di Oreste alle percussioni, che ha impresso una spinta ritmica pazzesca e viscerale alle nostre esibizioni.

Come nasce il nostro nome. Il “giro di do” è storicamente la primissima sequenza di accordi che impari da ragazzino quando prendi in mano una chitarra. Per noi rappresenta l’essenza stessa delle nostre radici: la semplicità della musica popolare e quell’istinto primordiale che ti spinge a fare cerchio e cantare a squarciagola insieme agli altri, che sia intorno a un fuoco o con i passanti incontrati per strada. È condivisione pura.

  1. Qual è il vostro progetto musicale e a chi si rivolge?

Giulia: Ci definiamo, con una punta di orgoglio, una True Roman Folk Band. Il nostro progetto vuole gettare un ponte tra il passato e il presente della canzone romana, fondendo il folk-pop con venature blues graffianti e autentiche. Ci ispiriamo ai giganti sacri della tradizione come Gabriella Ferri, Lando Fiorini e Franco Califano, ma teniamo sempre un occhio piantato sulla scena contemporanea di artisti del calibro di Mannarino, Daniele Silvestri o band come l’Orchestraccia e gli Ardecore.

Ci rivolgiamo potenzialmente a chiunque. La nostra è musica “in faccia”, senza filtri, che parla di vita vera, di fatiche, di amore e di rinascite quotidiane. Sotto il palco vogliamo far cantare e ballare sia il ventenne cresciuto a pane e indie, sia chi è rimasto legato alla stornellata più verace e sincera. Quando suoniamo vogliamo che le barriere generazionali crollino.

  1. Quali sono le esperienze musicali fatte nel corso di questi anni che ricordate con maggiore affetto?

Gianluca: Questi quasi cinque anni intensissimi di concerti tra Roma e tutto il Lazio ci hanno regalato un legame unico con il pubblico. Suonare nei borghi e stare in mezzo alla gente ti ricarica con un’energia indescrivibile. Se dobbiamo isolare due momenti magici, il primo è stato sicuramente l’apertura del concerto dell’Orchestraccia durante la celebre Festa di San Giovanni (la Notte delle Streghe) nel 2025. Conoscere dal vivo questa fantastica band salire  sul palco davanti a quel fiume di persone, nel cuore di una festa così visceralmente romana, è stato un brivido puro.

L’altra emozione pazzesca è legata ai Castelli Romani, con la nostra doppia partecipazione alla 100° e 101° Sagra dell’Uva di Marino nel 2024 e 2025. Cantare nel centro storico, immersi in quell’energia travolgente e nella tradizione di Marino, ci ha fatto sentire parte di qualcosa di davvero grande. E aver calcato il palco nell’edizione storica del Centenario è un ricordo indelebile che ci porteremo dentro per sempre.

C’è un filo invisibile ma potentissimo che lega queste due esperienze: è la storia stessa della nostra musica. Fu proprio durante una Notte delle Streghe a San Giovanni, nel 1891, che nacque il primissimo Festival della canzone romana, e quella stessa identica passione popolare, verace e festosa, la ritrovi intatta ogni anno tra le vigne e le fontane che buttano vino a Marino. Per noi Girodidò, aver suonato in entrambi questi palchi sacri non è stato solo un traguardo, ma un vero e proprio battesimo del fuoco nella tradizione più autentica di Roma.

  1. So che siete stati in RAI: raccontateci questa esperienza.

Luca: Una scarica di adrenalina pura! Portare la nostra musica, i nostri strumenti e la nostra dose di “romanità” dentro gli studi del servizio pubblico è stato incredibile. Confrontarsi con i tempi televisivi e con professionisti di quel livello ci ha fatto fare un salto di qualità enorme.

Partecipare a “E Viva il VideoBox” è stato un bellissimo riconoscimento per tutti i chilometri fatti, per il sudore versato sulla strada e nei locali. Volevamo dimostrare che il folk romano contemporaneo non è una nicchia nostalgica, ma ha una forza universale capace di bucare lo schermo e arrivare a tutti.

  1. Il 13 gennaio è uscito il vostro EP “Canta Roma” su tutte le piattaforme digitali. Potete illustrarci questo progetto e che emozione è stata per voi?

Gianluca:Canta Roma! è il nostro primogenito, un lavoro viscerale nato proprio durante i live, pensando alle storie che cerchiamo di raccontare e cosa significa essere oggi una band “popolare” nel 2026. Nell’EP sono presenti tre tracce: Giro di do blues, Bestemmie in Paradiso e la title track Canta Roma! È un vero e proprio inno alla romanità di ieri e di oggi, dove il folk acustico incontra il blues. Sentire le nostre chitarre e il basso prendere forma in uno studio di registrazione, senza però perdere quell’identità live che ci contraddistingue, è stata un’emozione indimenticabile.

Per questo ci teniamo a ringraziare i musicisti che ci hanno accompagnato in questa avventura aiutandoci a plasmare questo sound: Gabriele Pizzuti al basso, Max Farina alla chitarra elettrica e Marco Armari alla batteria. Vederlo finalmente pubblicato e disponibile per tutti è stato un mix di orgoglio immenso e fame di continuare a scrivere.

  1. Qual è la canzone che porterete al Sanremo Rock Festival? Ce ne potete parlare in anteprima?

Giulia: A Sanremo Rock giocheremo a carte scoperte e porteremo Bestemmie in Paradiso. È un brano che ci rappresenta al 100%, racchiude tutta l’anima e l’evoluzione del nostro progetto. Musicalmente è una ballata folk-blues passionale, guidata da un ritmo acustico incalzante, che nasconde un testo ironicamente profondo e stratificato.

Il pezzo gioca tantissimo sui contrasti: unisce la poesia amara e disincantata tipica dello spirito romano a una riflessione sulle contraddizioni della vita quotidiana. C’è il contrasto tra le nostre fatiche terrene e una spiritualità a volte un po’ “rumorosa”, verace e imperfetta. “Bestemmie in Paradiso” vuole essereuna allegoria della condizione umana e dell’eterno conflitto tra ideale e reale. Ci racconta di un’anima ascesa a un cielo perfetto ma piatto, che finisce per rimpiangere il caos imperfetto della Terra: le donne, il vino, il tifo allo stadio e persino i dolori della carne.

Vuole mettere allo specchio tutti noi, costantemente sospesi tra la ricerca di una felicità astratta e l’attaccamento a quei “peccati” quotidiani che ci rendono vivi. Il Paradiso diventala nostalgia stessa della nostra splendida, disordinata e bellissima fragilità terrena.

  1. Quali sono i vostri impegni attuali e cosa avete in mente di fare in futuro?

Oreste:In questo momento praticamente viviamo tra la sala prove e i live della bella stagione che sta partendo. Stiamo infatti curando nei minimi dettagli il tour estivo. Le selezioni regionali di Sanremo Rock ci vedranno protagonisti sul palco a partire da luglio per la Finale Regionale e stiamo preparando un set ritmico di percussioni e cajon potente, dinamico, che non lascerà fermo nessuno. Vogliamo che il ritmo batta dritto nel petto di chi ascolta. Nel frattempo, continuiamo a portare Canta Roma! in giro nei nostri concerti. Per il futuro l’obiettivo è chiarissimo: non fermarsi più. Vogliamo continuare a scrivere, incidere brani inediti, e vi anticipiamo che a breve ci saranno novità importanti. Quindi rimanete sintonizzati!

  1. Cosa vorreste dire ai vostri fan?

Luca: Più che “fan”, a noi piace chiamarli compagni di viaggio. Se in questi cinque anni siamo cresciuti così tanto è solo perché sotto i nostri palchi, dal locale di Trastevere alla grande piazza di paese, c’è sempre stato un pubblico nostalgico o semplicemente curiosoma sempre pronto a cantare, ballare e sudare insieme a noi. La gente comune non è solo un pubblico: sono la benzina e il sangue dei Girodidò. Senza di loro, la nostra musica sarebbe solo rumore in una stanza vuota.Quindi non vi stiamo dicendo solo “grazie”, vi stiamo dicendo di tenervi pronti. Seguiteci sui social, stringetevi a noi, perché questa avventura a Sanremo Rock non la andiamo a giocare da soli sul palco: la andiamo a vincere tutti insieme, portando Roma con noi. È se non sarà così continueremo a vederci in giro. Perché “la Banda” non smetterà mai di “cantare Roma!”.

In attesa della loro partecipazione al Sanremo Rock Festival 2026 seguite la band sul loro sito www.girodidoband.it

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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