Il lago che cambia volto: a Castel Gandolfo la mostra che mette a confronto un secolo di fotografie

Una mostra fotografica a Castel Gandolfo mette a confronto le immagini storiche del Lago Albano firmate Primoli, Chigi e Anderson con gli scatti contemporanei del Fotoclub Castelli Romani, raccontando la profonda trasformazione del paesaggio nel tempo

Il lago ‘specchiato’, dalle foto di Primoli, Chigi e Anderson agli scatti di oggi: a Castel Gandolfo in mostra un paesaggio mutato

“Il lago ‘specchiato’: cronache di un paesaggio in mutamento. Dalle foto del Primoli, Chigi e Anderson agli scatti del Fotoclub Castelli Romani”: obbliga a riflessioni e confronti la bella mostra allestita nella Sala Consiliare di Castel Gandolfo, a cura di Stefania Ricci in collaborazione con il Foto Club Castelli Romani. Inaugurata l’11 maggio, sarà visitabile fino alla prossima domenica (31 maggio) nell’ambito del Festival della Comunicazione, ‘Custodire Volti e Voci umane, la via della Bellezza’, ideato e promosso dalla Diocesi di Albano.

Riflessioni e confronti obbligati, immagini che parlano e possono far male

Non a caso la mostra fotografica è stata allestita presso la Sala Consiliare del comune di Castel Gandolfo che vanta un affaccio sul lago, un capolavoro che mostra segni di radicale metamorfosi.

La caratteristica della rassegna è che accosta foto storiche con immagini recenti, obbligando a comparazioni a volte impietose, tra il prima e l’oggi.

Giuseppe Primoli, James e Domenico Anderson, Francesco Chigi, sono i pionieri della fotografia, autori di immagini che celebrano la bellezza del lago Albano di Castel Gandolfo contraddistinto da vegetazione incontaminata, la natura che la fa da protagonista, una sovrabbondanza di acqua, mentre la ricerca del Foto Club documenta passaggi di stato, evidentemente irreversibili, sempre più al centro dell’attenzione pubblica perché oggetto di battaglie, denunce, tristi cronache.

Le foto dei grandi maestri ‘sorprendono’ un paesaggio quasi primordiale in cui la Natura è predominante e l’umanità sembra occupare un posto marginale in una compostezza silente e rispettosa. A ogni modo, è un’umanità che ‘sbircia’ il lago e i suoi tesori in maniera occasionale, per poi dileguarsi con delicatezza e ricomporre silenzio e immutabilità millenari. Viceversa, le foto a colori raccontano l’impatto antropico invasivo, la spavalda presenza umana, anche se non il Sapiens non compaia direttamente nelle inquadrature.

Il paesaggio dove un tempo c’erano solo rocce, tufo, boschi, ha assunto un altro aspetto. La collocazione in Sala Consiliare induce a una comparazione diretta tra ciò che il lago era e ciò che oggi è, tra lo scatto fotografico e il paesaggio reale alla portata del visitatore. Dal confronto tra l’altroieri e l’oggi, spontaneo sorge l’interrogativo: che volto offrirà il lago alle future generazioni? Ci sarà, o resterà una pozza prosciugata come prefigurano alcuni attivisti? Si potrà vedere solo in cartolina? Certo è che questa documentazione artistica permette di compiere un percorso storico-culturale all’insegna di una obbligatoria acquisizione di consapevolezza.

Le immagini in mostra, un mondo scomparso in equlibrio con la Natura

Per unire Castel Gandolfo ad Albano e i vicini conventi, papa Urbano VIII, l’iniziatore nel 1626 della villeggiatura dei pontefici nel luogo tanto amato per salubrità dell’aria e bellezza, fa realizzare due splendidi percorsi di un paio di chilometri: la ‘Galleria di Sopra’, sul crinale del vulcano con scorci mozzafiato del lago e vegetazione, e quella ‘di Sotto’ con vista sulla campagna romana, un monumentale corridoio arboreo. Sono tuttora presenti e immortalate nelle foto storiche. Con gli alberi, prevalentemente lecci, olmi e castagni secolari che intrecciandosi sopra la strada formano tunnel naturali, scenografiche vie carrozzabili diventano parte del paesaggio. Oggi sono minacciate e da preservare trattandosi di un monumento verde unico al mondo, sintesi di natura e architettura.

Domenico Anderson fotografa una dama che contempla il lago sotto un grande albero dalla Galleria di Castel Gandolfo, protetta da un ombrellino. C’è poi una foto della Galleria superiore confrontata a un’immagine attuale. In uno scatto del conte Primoli c’è un leccio colossale detto ‘Lo Gnommero’ ad altezza del Convento dei Frati Minori poi Collegio di Propaganda Fide.

Grandi personalità capaci di dare risalto a luoghi unici, visti forse per la prima volta da un’umanità tanto sensibile al bello, quanto estranea all’overtourism. James Anderson, origini inglesi, pittore e fotografo, dal 1855 diventa noto a Roma per le sue vedute realizzate utilizzando la nuova arte con audace sperimentazione tecnica. Suo figlio Domenico prosegue con altrettanto successo l’attività per documentare il patrimonio storico-artistico non solo di Roma e dintorni. Francesco Chigi, nato nel 1881 e morto nel 1953, è a sua volta un pioniere della fotografia anche del fotogiornalismo di guerra. Allestisce camere oscure in ogni sua residenza, sia quella di Ariccia che di Castel Fusano, mosso da intento documentaristico, oltre che personale, fino ad avere un archivio di 6mila immagini.

Fotografo amatore di grande talento è Giuseppe Primoli, imparentato con i Bonaparte, autore di oltre 15 mila scatti, alcuni inediti. Immortala scene di vita all’aperto, istantanee, specie tra gli anni 1888-1894 e fino al 1905: la campagna romana con l’attenzione dei pittori impressionisti, impegnati nella rappresentazione diretta e spontanea dei soggetti. E poi fotografa persone e scorci ad Ariccia, Albano e Castel Gandolfo durante i suoi soggiorni nel Casino Kaisermann acquistato ad Ariccia dal nonno materno Carlo Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, poi divenuto Palazzo Primoli dove invita personalità illustri dell’epoca, D’Annunzio, Eleonora Duse, Matilde Serao. Suo, uno scorcio di Castel Gandolfo vista dal lago: in primo piano solo una capanna tra la fitta vegetazione. E poi una bellissima immagine di un gentiluomo e due dame che camminano sui resti romani in riva al lago, attenti a ogni passo, come in un sacro percorso, ospiti timorati di un mondo antico, essi stessi elementi estetici del paesaggio. Di Anderson, una veduta del lago visto da Palazzolo e un magnifico panorama dalle vigne di Albano con crinale del vulcano quasi intatto. Un’immagine della ‘Galleria di Sopra’, immortala un particolare della strada carrozzabile con bambinaie, due suore, bambini in abiti eleganti. Un mondo scomparso, in un equilibrio con la Natura oggi sconosciuto.

L’iniziativa della Diocesi

Il Festival della Comunicazione, inaugurato l’11 maggio si concluderà il 24. Ospitato dalla Diocesi di Albano, è ideato dalla Società San Paolo e dalle Figlie di San Paolo, in occasione della Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali per creare momenti di riflessione e condivisione a partire dal messaggio proposto ogni anno dal Papa, quest’anno dedicato al tema “Custodire voci e volti umani”.

È un ‘viaggio’ ideale che si svolge ogni anno in una Diocesi italiana diversa con un programma intensivo di celebrazioni, incontri, convegni, spettacoli, mostre, abitualmente articolati su 5 percorsi tematici: la via della conoscenza, la via dei linguaggi, la via della bellezza, la via dell’aggregazione, la via della solidarietà.

Il Fotoclub Castelli romani

Il Foto Club Castelli Romani è un’associazione culturale attiva da 45 anni che promuove la fotografia quale mezzo di espressione artistica, documentazione e comunicazione. Ha al suo attivo tante iniziative: mostre, concorsi fotografici, corsi, workshop, audiovisivi e prodotti editoriali. La mostra realizzata in collaborazione con il Rotary Club Albano laziale Alba Longa è visitabile Tutti i giorni feriali dalle 15 e 30 alle 19 e 30. La domenica dalle 10 alle 12.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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