Il nostro orologio interno accelera con il passare degli anni ma possiamo tentare di rallentarlo Più si avanza con l’età e più il tempo pare scorrere in fretta, da bambini si ha fretta di diventare grandi ma gli anni passano con lentezza, chi ha è stato militare di leva ricorderà sofferto passare dei giorni con […]

Il nostro orologio interno accelera con il passare degli anni ma possiamo tentare di rallentarlo

Più si avanza con l’età e più il tempo pare scorrere in fretta, da bambini si ha fretta di diventare grandi ma gli anni passano con lentezza, chi ha è stato militare di leva ricorderà sofferto passare dei giorni con il frustrante conteggio dei giorni rimanenti all’alba del congedo.

Giunti alla mezza età tutto sembra correre più velocemente, i neuro scienziati ritengono che tutto sia attribuibile a una ridotta sensibilità di registrare gli eventi routinari.

Una regione del cervello chiamata ippocampo gestisce la memoria breve e le nuove esperienze ma non quelle ripetitive, durante l’infanzia e l’adolescenza le nuove esperienze sono all’ordine del giorno, tutto rimane impresso come evento importante, il primo bacio o un regalo diventano  eventi importanti che lasciano tracce mentre con lo scorrere degli anni la ripetitività degli eventi appiattisce i ricordi e accelera il trascorrere del tempo.  Einstein dichiarava che due eventi possono essere simultanei oppure no a seconda del sistema di riferimento.

 Secondo Bergson, la rappresentazione del tempo come successione di istanti della stessa durata sarebbe soltanto l’effetto di un meccanismo mentale: il nostro intelletto, cioè, paragonerebbe il tempo a una sorta di spazio fisico da suddividere in segmenti, non riuscendo a cogliere la temporalità autentica, che esiste soltanto nella nostra coscienza. Il tempo “vero” sarebbe dunque quello interiore, continuo e indivisibile oltre che irripetibile.

Anche a età avanzata, i giorni trascorsi in un viaggio di piacere vengono ricordati meglio di quelli grigi e invernali tra casa e solite incombenze quotidiane.

Al cervello piacciono le novità e registrarle con curiosità e socialità, rallenta il nostro orologio di una sana direzione di longevità.   

  

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