Lariano applaude “Felicetta”: il teatro dialettale emoziona e fa rivivere l’anima del paese tra risate e solidarietà

Un tuffo nel passato, tra risate sincere, nostalgia e valori autentici. È quello che hanno vissuto le centinaia di spettatori che venerdì 26 giugno hanno gremito l’Anfiteatro Comunale “Tiberio Bartoli” per assistere alla prima di “Felicetta”, commedia in tre atti in dialetto larianese scritta e diretta da Sara Ceracchi e portata in scena dalla Compagnia Teatrale Dialettale ‘O Stegnarello, in collaborazione con il Cinema Ambra Multiplex.

Una serata che ha saputo unire teatro, tradizione e solidarietà, riportando sul palco la Lariano degli anni Sessanta, quando il dialetto era la lingua della quotidianità e la comunità rappresentava il vero punto di riferimento della vita sociale.

Ad aprire la serata è stata Sara Ceracchi, che ha dato lettura del messaggio di saluto del sindaco Francesco Montecuollo.

Il primo cittadino ha sottolineato il valore culturale dell’iniziativa, ringraziando l’autrice, gli attori e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dello spettacolo.

«Questa rappresentazione – ha evidenziato Montecuollo – è un momento in cui la nostra comunità si ritrova, riscopre le proprie radici e valorizza una delle espressioni più autentiche della nostra identità: il dialetto larianese. Il teatro ha la capacità di unire le persone, di far sorridere, emozionare e riflettere. Quando lo fa attraverso il nostro dialetto diventa anche uno strumento prezioso per custodire e tramandare la storia, la cultura e le tradizioni di Lariano alle nuove generazioni».

Il sindaco ha inoltre ricordato come la serata abbia assunto un significato ancora più profondo grazie alla finalità benefica dell’iniziativa, capace di trasformare un evento culturale in un concreto gesto di solidarietà.

Un viaggio nella Lariano di un tempo

“Felicetta” racconta la vita di una famiglia larianese nel secondo dopoguerra, riportando il pubblico in un’epoca fatta di semplicità, relazioni autentiche e forte senso di appartenenza.

La narrazione alterna momenti di grande comicità a scene più intime e commoventi, riuscendo a restituire il fascino di una comunità dove tutti si conoscevano, le porte delle case erano aperte e il dialogo tra le persone rappresentava il vero patrimonio sociale.

Merito anche della regia di Sara Ceracchi, capace di valorizzare il dialetto larianese come autentico strumento narrativo, mantenendone intatta la musicalità e la forza espressiva.

Costumi e scenografie riportano il pubblico agli anni ’50

Uno degli elementi più apprezzati dello spettacolo è stato il grande lavoro di ricostruzione storica.

Gli abiti indossati dagli attori, gli arredi domestici e gli oggetti di scena hanno ricreato fedelmente l’atmosfera dell’Italia degli anni Sessanta: le gonne lunghe delle donne, le camicie della festa, la figura del cardinale, il tavolo di cucina con pane, vino, bicchieri e immagini sacre hanno riportato il pubblico in un mondo ormai lontano ma ancora vivo nella memoria collettiva.

Una scenografia essenziale ma estremamente efficace, che ha contribuito a rendere ancora più credibile il racconto.

Un cast affiatato

Ad animare il palco sono stati:

  • Mirella Caliciotti
  • Aurora Ranieri
  • Matteo Muscedere
  • Eugenia Bencivenga
  • Luigi Ceracchi
  • Carlo Caliciotti
  • Graziano Di Giacomantonio
  • Chiara Caliciotti
  • Primo Romagnoli

Un gruppo affiatato che ha saputo dare vita a personaggi autentici, interpretando con naturalezza e passione una storia profondamente legata all’identità di Lariano.

Ad accompagnare lo spettacolo anche le musiche originali composte da Andrea Pace e Michele Di Filippo, capaci di sottolineare con delicatezza i momenti più divertenti e quelli più emozionanti.

Cultura e solidarietà insieme

La serata ha avuto anche un importante risvolto benefico. Al netto delle spese organizzative, il ricavato sarà infatti devoluto alle associazioni ALBA, AIL, APMARR e AISM, realtà impegnate quotidianamente nell’assistenza e nel sostegno delle persone affette da gravi patologie.

Lo spettacolo è stato realizzato con il contributo di R.A.S.I. – Rete Artisti Spettacolo Italiano, grazie alla collaborazione tra la Compagnia “‘O Stegnarello”, il Cinema Ambra Multiplex, il Comune di Lariano e l’APS Lariano 2022.

Lungo applauso finale per una rappresentazione che ha confermato come il teatro dialettale continui a essere uno straordinario strumento di valorizzazione della memoria collettiva.

“Felicetta” non è soltanto una commedia. È una dichiarazione d’amore verso Lariano, la sua lingua, la sua storia e la sua comunità. E il pubblico, che ha riempito l’Anfiteatro “Tiberio Bartoli”, lo ha dimostrato con applausi convinti e grande partecipazione.

Fonte: www.castellinotizie.itVelletri

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