Nella parrocchia di Santa Maria Intemerata il concerto del Trivium Gospel Experience, a otto secoli dalla morte del Poverello di Assisi
Un viaggio fatto di voci, parole, suoni e natura. È quello che sabato 10 ottobre 2026, alle ore 19, ha riempito la chiesa di Santa Maria Intemerata, in Piazza Santa Eurosia a Lariano, con “Gospel del Creato”, concerto ispirato a San Francesco d’Assisi e interpretato dal Trivium Gospel Experience. A fare da cornice, la festa di San Giovanni Leonardi, a cui la parrocchia è legata, e la ricorrenza dell’ottocentenario della morte di San Francesco.
Alla serata, a ingresso libero, hanno preso parte anche il Sindaco Francesco Montecuollo e il vicesindaco Fabrizio Ferrante Carrante, a testimonianza dell’attenzione dell’amministrazione comunale per un appuntamento che ha unito fede, musica e comunità. Ha assisto al concerto, complimentandosi coi protagonisti, anche la Dirigente Scolastica dell’I.I.S. “Via Salvo d’Acquisto, 69” (Liceo Mancinelli e Falconi), prof.ssa Serena Incani.
L’idea di Padre Felix
A presentare la serata è stato Padre Felix, che ha raccontato come sia nata la proposta. L’ispirazione è maturata dopo una visita ad Assisi, che ha lasciato in lui il desiderio di dedicare a San Francesco un momento speciale anche in parrocchia. Da qui il contatto con il coro Trivium, che ha accolto l’invito e ha scelto di rileggere l’esperienza francescana attraverso gli elementi della natura ai quali il Santo rimase sempre profondamente affezionato.
Padre Felix ha ricordato anche la recente fiction dedicata a San Francesco trasmessa su Rai 1, nella quale, in più momenti, sono proprio gli elementi e gli animali ad ascoltare Francesco con maggiore attenzione degli uomini: come quando, rifiutato dalla gente, il Santo si mise ad annunciare il Vangelo agli uccelli, che lo ascoltarono con grande piacere. Un legame con il creato, ha sottolineato, che oggi appare più forte e attuale che mai.
Il gospel, ha spiegato ancora, è per sua natura un simbolo di libertà: nasce dal bisogno di dialogo con Dio e porta con sé spiritualità, fede, canto, gioia e festa. Il religioso ha poi richiamato il clima di festa della comunità, che dopo la ricorrenza di San Giovanni Leonardi si prepara a celebrarlo ancora insieme nella domenica, e ha chiuso il suo intervento con un benvenuto a tutti i presenti, scherzando sul fatto che, quando comincia a parlare, difficilmente si ferma.
Il Trivium Gospel Experience
Il Trivium Gospel Experience è un coro di circa venticinque elementi, tra coristi e musicisti, nato a Velletri nel 2013 con l’intento di trasmettere gioia e condivisione di idee improntate alla solidarietà e alla sensibilità d’animo. «Crediamo nella musica e nel suo potere di generare legami», si legge nella presentazione del gruppo: il canto come strumento per arrivare dove le parole non riescono, per generare emozioni, difendere cause e instillare il seme del cambiamento e della speranza. A dirigere questa realtà musicale sono il direttore artistico e vocal coach Maestro Marcello Tosti, insegnante di canto moderno e figura di riferimento della didattica musicale veliterna, e il direttore musicale e arrangiatore Domenico Migliori.
Il coro può contare su un valevole team musicale, con la splendida voce, tra le altre, di Michela Tartaglia, cui si deve anche la scrittura del testo, a partire dall’ispirazione del Cantico delle Creature, legato alle sonorità del gospel e al richiamo degli elementi naturali, attraverso gli strumenti ancestrali suonati, e le parole che fanno da filo conduttore alla narrazione di San Francesco.
Il Trivium Music Work in Progress è stato protagonista negli anni di numerose iniziative benefiche, dalla rassegna “Velletri in Gospel” a favore delle popolazioni di Amatrice colpite dal terremoto, fino all’appuntamento natalizio “A Gospel Christmas Night”.
Quattro elementi, un solo canto
Il percorso musicale della serata ha attraversato simbolicamente i quattro elementi: aria, acqua, fuoco e terra. In ciascuno di essi, è stato spiegato nella presentazione, non si riconosce soltanto una forza della natura, ma anche una parte profondamente umana di ciascuno di noi. Le parole del Cantico delle Creature si sono incontrate con la potenza evocativa degli strumenti ancestrali e con la forza spirituale del gospel, mentre l’eco della voce di San Francesco accompagnava il pubblico alla riscoperta del legame antico che unisce l’essere umano al creato.
Il pubblico, è stato l’invito finale, non era chiamato soltanto ad ascoltare ma a lasciarsi attraversare, «perché la bellezza del creato è un canto che unisce».
Un gesto per il campanile
L’ingresso è stato libero, ma la parrocchia ha invitato chi lo desiderava a contribuire con un’offerta destinata alla riparazione degli orologi del campanile: un piccolo gesto concreto per un simbolo che scandisce da sempre il tempo della comunità larianese.
