Ottantadue anni dopo quel tragico 28 maggio 1944, la città di Lariano si è raccolta ancora una volta attorno alla memoria del carabiniere Antonino Fleres, Medaglia d’Oro al Merito Civile, barbaramente fucilato dai soldati tedeschi durante gli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale.
Una commemorazione intensa e partecipata ha ricordato il giovane militare originario di Borgetto, in provincia di Palermo, che a soli 19 anni sacrificò la propria vita rifiutandosi di fornire informazioni alle truppe naziste sulle posizioni alleate. Una figura divenuta simbolo di coraggio, fedeltà e senso del dovere.
La storia di un giovane carabiniere
Antonino Fleres nacque a Borgetto il 16 febbraio 1925. Seguendo l’esempio del padre, si arruolò giovanissimo nell’Arma dei Carabinieri nel 1942, prima ancora di compiere diciotto anni. Terminato il corso presso la Scuola Allievi Carabinieri di Roma, prestò servizio inizialmente a Settebagni e successivamente, nel marzo del 1944, venne assegnato alla stazione dei Carabinieri di Lariano.
Erano giorni drammatici per il Lazio meridionale. Dopo la caduta di Cassino e la rottura della linea difensiva tedesca, gli Alleati risalivano rapidamente la penisola. Il 27 maggio 1944 un contingente dell’85ª Divisione di Fanteria americana raggiunse la zona a sud della linea ferroviaria Velletri-Colleferro.
Il giorno seguente Antonino Fleres e il collega Filomeno Moretti, impegnati in un servizio di perlustrazione, incontrarono una pattuglia americana in esplorazione e decisero di accompagnarla come guide conoscitrici del territorio. Durante l’avanzata il gruppo si imbatté improvvisamente in una colonna tedesca.
Ne nacque un violento scontro a fuoco in cui morirono due soldati americani. Moretti riuscì a fuggire e a ricongiungersi con gli Alleati, mentre Antonino Fleres venne catturato dai tedeschi.
Condotto nei boschi circostanti, il giovane carabiniere fu interrogato per ore affinché rivelasse le posizioni delle truppe alleate. Nonostante le torture e la consapevolezza del destino che lo attendeva, si rifiutò di collaborare. Considerato un “traditore” dai militari tedeschi, venne infine fucilato.
Solo all’alba del 29 maggio il suo corpo fu ritrovato. Inizialmente sepolto nel luogo del martirio e poi trasferito in località Acqua di Papa insieme ai caduti della zona, nel 1948 la salma tornò definitivamente nella sua Borgetto.
La Medaglia d’Oro al Merito Civile
Il sacrificio di Antonino Fleres è stato ufficialmente riconosciuto il 1° marzo 2007, quando il Presidente della Repubblica gli conferì alla memoria la Medaglia d’Oro al Merito Civile con la seguente motivazione:
“In servizio presso la Stazione Carabinieri di Lariano, nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, si metteva a disposizione di una pattuglia americana in qualità di guida. A seguito di un violento combattimento, veniva catturato dai soldati tedeschi e barbaramente fucilato per essersi rifiutato di fornire informazioni sulla posizione delle forze alleate. Chiaro esempio di altissimo senso del dovere e di elette virtù civiche.”
Una cerimonia nel segno della memoria
La commemorazione di quest’anno ha visto la partecipazione delle autorità civili, militari e religiose, dei rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, delle associazioni combattentistiche e di numerosi cittadini. Particolarmente toccante la presenza degli studenti dell’Istituto Comprensivo “Achille Campanile” di Lariano, protagonisti di canti, poesie e letture dedicate all’eroe carabiniere. Grande emozione ha suscitato la lettera letta da una giovane studentessa, Lucrezia, che ha voluto rivolgersi direttamente ad Antonino Fleres con parole profonde e sincere, definendolo “un modello che noi giovani dovremmo seguire”.
Il sindaco di Lariano, Francesco Montecuollo, nel suo intervento ha sottolineato il valore della memoria come patrimonio condiviso della comunità: “La storia di Antonino Fleres è la storia di tre famiglie: quella che gli ha dato la vita, quella dell’Arma dei Carabinieri che lui ha scelto e quella di Lariano, che da oltre ottant’anni custodisce il suo ricordo.”
Il primo cittadino ha inoltre ricordato il legame sempre più forte tra Lariano e Borgetto, destinato presto a concretizzarsi in un gemellaggio nel nome del giovane carabiniere.
Anche il tenente colonnello Lorenzo Iacobone, comandante del Gruppo Carabinieri di Frascati, ha ribadito il valore dell’esempio lasciato da Fleres: “Antonino non tradì nessuno. Rimase fedele al suo giuramento, salvando vite umane a costo della propria.”
La commemorazione ha visto la presenza anche del vicesindaco di Lariano Fabrizio Ferrante Carrante, del presidente del Consiglio comunale Natalino Ascenzi, insieme and assessori e consiglieri comunali. Hanno preso parte alla cerimonia anche il Generale di Brigata in congedo Pasquale Muggeo, il comandante della Compagnia Carabinieri di Velletri, Capitano Giovanni Maria Cappa, il comandante della Stazione Carabinieri di Lariano, Luogotenente Giuseppe Palmeri, il comandante della Stazione Carabinieri Forestale di Velletri, Maresciallo Nicola Gentile, il comandante della Guardia di Finanza di Velletri, Capitano Bruno Alessandro, il dirigente del Commissariato di Polizia di Stato di Velletri, dottor Patrizio Cocco, il Commissario Capo della Polizia Penitenziaria Simona Iacovacci e il comandante della Polizia Locale di Lariano, dottor Loris Mastrella.
Presente anche il vicesindaco di Rocca di Papa, Ottavio Atripaldi, in rappresentanza dei Comuni del territorio.
Alla cerimonia hanno inoltre partecipato i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo, il colonnello Giuseppe Isabella e il tenente Sergio Di Silvio, una delegazione del Centro Anziani “Tiberio Bartoli”, il cappellano militare del 2° Reggimento Allievi Marescialli e Brigadieri, don Eugenio Campini, il parroco padre Felix, la rappresentanza dell’Istituto Comprensivo di Lariano guidata da una docente in rappresentanza della dirigente scolastica Fermina Tardiola e la Protezione Civile di Lariano con Gianluca Ciriaci.
Particolarmente sentita anche la presenza della famiglia Fleres e dei familiari di Antonino Chiarantano, nipote dell’eroe larianese in quanto figlio di Brigida Fleres, sorella di Antonino. Un ringraziamento speciale è stato rivolto inoltre alla dottoressa Raffaella Biagi, il cui lavoro di ricerca e la biografia dedicata ad Antonino Fleres hanno contribuito a riportare alla luce una storia di coraggio e sacrificio che continua a rappresentare un patrimonio di memoria per l’intera comunità.
Un esempio che attraversa le generazioni
Nel corso della cerimonia, il generale in congedo Pasquale Muggeo ha ricordato come il nome di Antonino Fleres debba continuare a vivere nella memoria collettiva: “La vera morte arriva quando si dimentica un nome. Per questo il nome di Antonino Fleres è scritto sulla roccia della nostra memoria.”
Parole che hanno riassunto il significato più profondo della giornata: non una semplice celebrazione del passato, ma un impegno concreto a trasmettere alle nuove generazioni i valori del coraggio, della fedeltà, del sacrificio e dell’amore per la comunità.
A 82 anni dalla sua uccisione, Antonino Fleres continua così a essere non solo un eroe dell’Arma dei Carabinieri, ma un simbolo di dignità e umanità per tutta l’Italia.
