Ludovico Abbaticchio eletto ai vertici del Sindacato Medici Italiani (SMI)

La crisi del Servizio Sanitario Nazionale, aggravata dal persistere delle lunghe liste d’attesa, dalla fuga di personale sanitario e dalle profonde disuguaglianze regionali, rischia di essere ulteriormente accentuata dall’Autonomia Differenziata. Ritengo necessario contrastare con determinazione questa deriva, che alimenta una sanità a geometria variabile, nella quale il diritto alla salute rischia di cambiare da territorio […]

Per queste ragioni, propongo di riportare la sanità sotto una guida statale forte e autorevole e di abrogare l’Autonomia Differenziata, affinché siano garantiti a tutti i cittadini gli stessi diritti e le medesime opportunità di accesso alle cure. È questa la posizione che ho ribadito intervenendo al VI Congresso Nazionale del Sindacato Medici Italiani (SMI), a Tivoli, dove sono stato riconfermato Presidente Nazionale del Sindacato.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescente competizione tra le Regioni del Nord, caratterizzate da una maggiore capacità di offerta sanitaria, e quelle del Sud, con conseguenze pesanti sulla mobilità sanitaria e sulle famiglie costrette a spostarsi per ricevere cure adeguate. Non possiamo accettare che il luogo di residenza diventi un fattore determinante per la possibilità di curarsi.
Abbiamo bisogno di politiche capaci di ridurre concretamente le disuguaglianze, contrastando la crescente povertà, anche sanitaria, che colpisce ampi settori della popolazione. Non si tratta semplicemente di tornare a una mera centralizzazione della sanità, ma di costruire un sistema più equo, solidale e capace di rispondere ai bisogni reali delle persone, rafforzando il Servizio Sanitario Nazionale e valorizzando il ruolo dei professionisti della salute.
Come Sindacato Medici Italiani, vogliamo inoltre contribuire alla promozione di una visione europea e solidale della medicina, fondata sul valore insostituibile del rapporto di fiducia tra medico e paziente. Credo fermamente che l’esperienza del nostro Servizio Sanitario Nazionale, basato sui principi di equità e universalismo, rappresenti un patrimonio da difendere e un modello capace di offrire un esempio importante a tutti i Paesi europei.
La salute è un diritto fondamentale e non può essere subordinata alle disponibilità economiche dei cittadini o alle differenze tra i sistemi sanitari regionali. Il nostro impegno sarà quello di difendere questo diritto, rafforzare la sanità pubblica e garantire a ogni persona, in ogni parte del Paese, cure accessibili, appropriate e di qualità.

Da