Dal Comune di Bari al waterfront di San Girolamo: sport, inclusione, salute e volontariato protagonisti del progetto Primo open day alla scuola Surf Bari con la …
Dal Comune di Bari al waterfront di San Girolamo: sport, inclusione, salute e volontariato protagonisti del progetto
Primo open day alla scuola Surf Bari con la supervisione del dottor Attilio Guarini e il supporto della Scuola Cani di Salvataggio Nautico coordinata da Lucia Lafaenza
BARI – Dalla sala consiliare del Comune di Bari alle acque del waterfront di San Girolamo. È entrata nel vivo la terza edizione di “Mare Inclusivo”, il progetto che promuove l’avvicinamento di persone con disabilità e pazienti oncologici agli sport di scivolamento acquatico attraverso percorsi gratuiti di Stand Up Paddle (SUP), con l’obiettivo di favorire inclusione, benessere psicofisico e partecipazione sociale.
L’iniziativa è stata presentata ufficialmente il 27 maggio a Palazzo di Città alla presenza dell’assessore alla Giustizia e al Benessere sociale e ai Diritti civili Michelangelo Cavone, del consigliere comunale e metropolitano delegato alle Politiche per le persone con disabilità Italo Carelli, dell’istruttrice tecnica federale FISSW Angela Carbonara, del presidente del Comitato Italiano Paralimpico regionale Gianni Romito, della presidente regionale di Special Olympics Ketty Lorusso, dell’oncoematologo Attilio Guarini e del sindaco Vito Leccese.
Durante la conferenza stampa è stato ribadito il valore dello sport come strumento di inclusione e di crescita personale, capace di favorire autonomia, socializzazione e qualità della vita, soprattutto per le persone che affrontano percorsi di fragilità fisica o psicologica.
Il progetto Mare Inclusivo: sport e benessere per pazienti oncologici e persone con disabilità
A pochi giorni dalla presentazione, il progetto è passato dalla teoria alla pratica. Oggi, 30 maggio, presso la scuola Surf Bari sul waterfront di San Girolamo, si è svolto il primo open day dedicato ai pazienti oncologici che parteciperanno al corso gratuito di SUP.
Guidati da Angela Carbonara, istruttrice tecnica federale FISSW specializzata in SUP e surf paralimpico, i partecipanti hanno affrontato le prime attività propedeutiche, imparando le tecniche di base della disciplina e sperimentando il contatto diretto con il mare in un ambiente sicuro, accogliente e inclusivo.
Particolarmente importante è stata la presenza del dottor Attilio Guarini, già direttore dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, che ha seguito l’iniziativa monitorando gli aspetti sanitari delle partecipanti e valutando le condizioni mediche necessarie per affrontare l’attività sportiva in totale sicurezza. La sua partecipazione conferma il ruolo sempre più riconosciuto dell’attività fisica adattata quale supporto complementare ai percorsi terapeutici e di recupero.
Sicurezza in mare e volontariato: il ruolo delle unità cinofile di soccorso acquatico
Fondamentale anche il contributo del volontariato impegnato nelle attività di sicurezza e assistenza. A supportare l’organizzazione sono stati infatti i volontari della Scuola Cani di Salvataggio Nautico (S.C.S.N.), coordinati da Lucia Lafaenza, che hanno garantito assistenza e vigilanza durante tutte le attività in acqua.
Accanto ai volontari hanno operato le unità cinofile di soccorso acquatico, protagoniste di un importante servizio di prevenzione e supporto. I cani da salvataggio e i loro conduttori hanno affiancato istruttori e partecipanti, contribuendo a creare un contesto protetto e altamente qualificato sotto il profilo della sicurezza. La loro presenza ha rappresentato anche un significativo momento di sensibilizzazione sul ruolo svolto quotidianamente da queste squadre specializzate nelle attività di soccorso marittimo.
La diplomazia dei sentimenti: inclusione, solidarietà e comunità attraverso il mare
Le immagini della giornata raccontano momenti di preparazione, formazione, prove in acqua e condivisione, mostrando come il mare possa trasformarsi in uno straordinario strumento di inclusione e rinascita. Dai primi esercizi sulle tavole ai momenti di confronto con istruttori, medici e volontari, ogni attività è stata vissuta all’insegna della fiducia, della collaborazione e del sostegno reciproco.
Più che un semplice progetto sportivo, “Mare Inclusivo” rappresenta una concreta espressione della Diplomazia dei Sentimenti: una rete di relazioni umane costruita attraverso l’ascolto, la solidarietà, il volontariato e la condivisione. In mare non esistono differenze tra fragilità e forza, ma persone che scelgono di affrontare insieme nuove sfide, sostenendosi reciprocamente e riscoprendo il valore della comunità.
Realizzato grazie a donazioni private e senza il ricorso a fondi pubblici, il progetto proseguirà nei prossimi giorni con le ulteriori lezioni previste per i partecipanti e con il successivo open day dedicato alle persone con disabilità.
L’iniziativa si concluderà con una giornata finale e la consegna degli attestati di partecipazione, confermando ancora una volta il mare come luogo di benessere, inclusione e cittadinanza attiva.
