Marino, Italia Nostra dona alimenti alla Mensa Caritas: la solidarietà unisce cristiani, musulmani ed ebrei

Sono stati consegnati ieri gli alimenti da parte della Sezione di Marino di Italia Nostra alla Mensa Fraterna della Caritas di Marino. Tra i diversi beni alimentari c’erano riso (normale e con cereali), consistente fornitura di tonno sott’olio, cioccolata, cacao, biscotti, acqua minerale, limoni biologici.

Ad accogliere Mauro Abate, Presidente della Sezione di Marino di Italia Nostra, sono stati i volontari Carla, Eugenio e Marina, visibilmente commossi del gesto spontaneo venuto dall’Associazione.

A questi beni si sono aggiunti altri donati dagli esercenti che hanno partecipato alla raccolta, con una fornitura di molta e variata frutta, con una dozzina di chili di vari tipi di pane speciale e anche una fornitura di polpette vegetariane a base di ceci e spezie (“falafel”).

“Tra gli esercenti che hanno partecipato- ci ha riferito Mauro Abate di Italia Nostra – segnaliamo il “Forno LG pane e dolci” di Via Nettunense km 0.100 e in particolare il forno ELLEGI di Luigi e Gina, persone di grande sensibilità. Ringraziamo anche il negozio di frutta e verdura “Mohamed Ali” di Via Nettunense n. 4, che è un punto di riferimento per tutti a Frattocchie; e infine l’esercizio Kebab Delight del Sig. Eran in Via Appia a Frattocchie, il quale, nel rispetto dell’amore per gli animali di S  Francesco, ha fornito polpette vegetariane. Da notare che i titolari degli ultimi due esercizi sono musulmani e hanno risposto prontamente e con commovente partecipazione all’appello”.

Sia nella religione islamica che in quella ebraica infatti l’aiuto ai bisognosi ha un nome molto simile (“Zakat” nell’Islam, “Zedaká” nell’Ebraismo), con una concezione diversa dal cristianesimo.

“Nell’Islam – precisa Abate – è il terzo pilastro della fede, significa “purificazione” dall’avidità umana, e aiutare i bisognosi serve a ricordare che tutti i beni appartengono a Dio. Nell’ebraismo significa “giustizia”, e nasce dal concetto che i beni materiali ci sono affidati solo temporaneamente, e nel darne una parte si compie un atto giusto, facendo crescere la collettività con un impronta divina”.

 In entrambe le religioni aiutare il prossimo e la comunità sono quindi un obbligo, non un atto di compassione caritatevole o di sussidiarietà come nel cristianesimo.

“Ringraziamo ed elogiamo questi nostri concittadini, che ci insegnano con l’esempio che la convivenza di diverse religioni e popoli è un dono prezioso che arricchisce la nostra comunità” conclude Mauro Abate.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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