Sono iniziati questa mattina a Marino i lavori preparatori della 12esima edizione di Segaturart dal titolo ‘Senza fili’, la rassegna di opere realizzate con i trucioli colorati che da questa sera e fino al prossimo 27 luglio, abbellirà via Costa Batocchi nel quartiere di Borgo Garibaldi.
Inserito nell’ambito dei festeggiamenti per la ‘Madonna de u sassu’, la seicentesca icona in peperino protettrice dei viandanti posta presso uno degli ingressi principali dell’antica For de Porta, l’appuntamento di quest’anno è interamente dedicato alla figura di Pinocchio, il burattino di legno creato nel 1883 dalla penna di Carlo Collodi, in occasione del bicentenario della nascita dello scrittore fiorentino.
Nove i quadri, che saranno portati a termine nella serata di oggi, di cui quattro – realizzati con la tecnica dei gessetti colorati – affidati alla creatività dell’associazione Madonnari Rodomonte Gonzaga di Mantova. Le artiste, provenienti dalla storica città lombarda – Erika Stefàno, Ornella Zaffanelli, Francesca Culpo e Vanna Pasini – si sono dette entusiaste di essere state invitate nella graziosa cittadina castellana e avere avuto così l’opportunità di partecipare alla caratteristica manifestazione ideata da Bixio Baccari nel lontano 2015.
Divenuto, nel corso del tempo, un importante e imprescindibile evento culturale dell’estate marinese, l’edizione 2026 promette di essere ‘sgargiante’ e allo stesso tempo carica di significati, impliciti ed espliciti, legati al personaggio forse più amato da molteplici generazioni di lettori. Dalla disobbedienza (più o meno consapevole) verso l’asfissiante società dell’epoca alle marachelle ‘senza causa’, condite dalle assurde ma indispensabili bugie pronunciate per sopravvivere, Pinocchio è ancora oggi più attuale che mai.
«Con l’odierna Segaturart – afferma al nostro giornale Daniela Giacci, curatrice ed espositrice – vogliamo coinvolgere i ragazzi e anche i bambini a leggere la storia e lavorare sui bozzetti che riguardano Pinocchio, trasmettendo una visione completa di quel che vuole essere la favola, dando ai giovani la possibilità di poter ‘vedere’ tutta la parte fantastica dell’opera di Collodi sul tappeto».
Giacci è, per inciso, l’autrice – insieme al marito, Bixio Baccari (Vascarelle) – della riproduzione della moneta da 2 euro emessa il 5 marzo di quest’anno dalla Zecca di Stato, presente da questa sera sul ‘tappeto’ di via Batocchi. Oltre ai già citati, gli altri concorrenti marinesi di questa edizione sono lo scultore Luigi Marazzi (sua la statua di Pinocchio che verrà scoperta nel pomeriggio) coadiuvato dalla Fondazione San Michele; Elisa De Santo, per la Croce Rossa Italiana Colli Albani e Marco Fanasca, per l’Oratorio San Filippo Neri. Le partecipanti di Mantova verranno assistite rispettivamente dalla Parrocchia Santa Maria delle Grazie (Pasini), dallo Storico Cantiere (Culpo), dal Comitato santa Rita e dal Centro Anziani (Zaffanelli).
Fanasca, presente questa mattina a Borgo Garibaldi, ha tenuto a sottolineare l’importanza della manifestazione: «Nel voler rinnovare artisticamente la materia, a dimostrazione del fatto che quello che noi tutti possiamo ritenere materiale “di scarto”, spesso in realtà non lo è: come per ogni cosa, con la buona volontà e l’impegno, possiamo riutilizzare una materia – come in questo caso la segatura – colorarla, rielaborarla e donarle una seconda vita».
«Vorremmo far comprendere all’osservatore – prosegue Fanasca – che laddove esiste lo ‘scarto’, in verità vi può essere una rinascita, un nuovo progetto, un’altra possibilità». Pinocchio, in questo senso, elabora un messaggio: «Principalmente quello della ‘paternità’, mancata o voluta, ma soprattutto in Pinocchio troviamo il tema del rinnovamento: se dapprima abbiamo una vita ‘rigida’, di legno appunto, in un secondo tempo possiamo ri-costruirci una vita “morbida”, carnale, dove trova posto il coraggio, la passione, la dedizione, l’amore per gli altri e per il padre, nel nostro caso».
Obiettivi ambiziosi e un caloroso auspicio per questa edizione di Segaturart 2026, per i suoi partecipanti e per la città di Marino: «una rinascita culturale, emotiva, spirituale e un ritrovato senso di umanità». Con un ‘no’ deciso alla “cultura dello scarto”.
