Mauro Di Ruvo al Parlamento Europeo d’Italia. “Bisogna che l’arte diventi diplomatica”

Luogo: Roma, Piazza Venezia, Parlamento Europeo d’Italia Data: 19 maggio 2026 Il 19 maggio si è svolto a Roma, nella Sala del Parlamento Europeo d’Italia l’importante …

Luogo: Roma, Piazza Venezia, Parlamento Europeo d’Italia

Data: 19 maggio 2026

Il 19 maggio si è svolto a Roma, nella Sala del Parlamento Europeo d’Italia l’importante convegno sul Partenariato Professionale Italia-America Latina: Valorizzazione del Capitale Umano nelll’Unione Europea, organizzato dalla sede provinciale dell’Associazione Lavoratori Stranieri MCL,  e promosso dall’on. Fabio Porta e da Rina Silva, che ha organizzato l’evento in qualità di presidente ALS-MCL di Roma.

L’incontro avvenuto negli uffici parlamentari di Piazza Venezia, ha radunato tutti i maggiori esponenti parlamentari e diplomatici d’Italia e dell’America Latina, affiancati da esperti e istituzioni del mondo produttivo e dirigenziale, convocati a confrontarsi su come costruire un modello di governance i flussi migratori nel rispetto della legalità e della formazione pre-partenza secondo l’ex art. 23 T.U. Immigrazione.

Una tavola rotonda che ha visto discussi i temi e le soluzioni più attuali per la cooperazione bilaterale Italia-America Latina, quali la mobilità lavorativa qualificata, il riconoscimento dei titoli, la formazione professionale e l’integrazione e tutela dei lavoratori. È stata durante il convegno anche presentata la piattaforma digitale Migrants Work.

Ospite dell’evento era anche il critico d’arte Mauro Di Ruvo che ha contribuito alla discussione dei valori integrativi sul riconoscimento professionale dei soggetti migratori.

“Molto spesso ci troviamo di fronte a lacune culturali che il nostro Paese non dovrebbe esibire all’interno del trapianto extra-territoriale/regionale, dal momento che il lavoratore o professionista straniero che giunge in Italia, deve essere prima un ammiratore della nostra società politica, e solo dopo può veramente contribuire ad accrescere il livello produttivo interno del Paese, anche garantendo la distanza da certi fenomeni di odio e violenza discriminatoria, che rendono meno sicura la permanenza dei nostri cittadini” – afferma il critico.

“Ma per fare questo” –aggiunge Di Ruvo – “è necessario che la cultura sia il corpo satellitare di congiunzione tra Estero e Interno, tra Lavoro e Società, tra Italia e America-Latina. E la materia che meglio sa riunire le differenze umane è proprio l’Arte, intesa come pittura, scultura, letteratura e cinema. Se la Ricerca del patrimonio storico-artistico mondiale cessa di essere una priorità politica, allora anche la dignità del Lavoro indipendente cessa di godere della sua autonomia morale e di democrazia. Lo ripeto e non mi stancherò mai di farlo. L’Arte è Politica, e la Critica la rende Diplomatica”.

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