Meno Matrimonio Più Amore Venale

L’Antica Roma conosce sviluppi della prostituzione e cali di legami matrimoniali Di regola, i romani si sposavano per convenienza sociale: perché a una certa età si usava farlo o perché, se appartenevano alle classi alte, il matrimonio serviva a stringere alleanze politiche; e soprattutto perché consideravano il matrimonio un dovere civico. Al quale peraltro, a quanto pare, […]

L’Antica Roma conosce sviluppi della prostituzione e cali di legami matrimoniali

Di regola, i romani si sposavano per convenienza sociale: perché a una certa età si usava farlo o perché, se appartenevano alle classi alte, il matrimonio serviva a stringere alleanze politiche; e soprattutto perché consideravano il matrimonio un dovere civico. Al quale peraltro, a quanto pare, si piegavano con notevole riluttanza.

Il numero di quelli che all’età in cui era appropriato farlo non prendevano moglie era così alto che nel 131 a.C. il censore Metello Numidico – messo in allarme da un preoccupante calo delle nascite – decise di intervenire e fece un discorso ai suoi concittadini:

“Se potessimo vivere senza mogli, o romani, nessuno di noi si sognerebbe di accettare le noie del matrimonio. Ma la natura, se ha voluto che non si potesse vivere con le mogli senza avere delle noie, ha  anche voluto che non si potesse vivere senza di loro. Dunque, meglio rassegnarsi: meglio preoccuparsi della tranquillità perpetua che del piacere di breve durata”.

Consiglio poco seguito per l’abbondanza di prostitute indicate con nomi che segnalavano il luogo o le ore in cui lavoravano: se cercavano clienti passeggiando nelle strade erano dette “passeggiatrici” (ambulatrices, da ambulare, “passeggiare”) o “circolatrici”(circulatrices); se lavoravano sotto i ponti erano dette “fornicatrici” (da fornices, “ponti”); se esercitavano di notte erano “lucciole” (noctilucae); se frequentavano le vie dove si trovavano i sepolcri, al di fuori delle mura, erano dette “tombarole” (bustuariae, da bustum, “tumulo, tomba”). Come che venissero chiamate, comunque, e quale che fosse il livello al quale esercitavano il mestiere, le prostitute erano immediatamente riconoscibili.

A Roma, già a partire dalla sua fondazione, i rapporti con le prostitute facevano parte della storia patria, i fondatori Romolo e Remo, abbandonati in una cesta sulle acque del Tevere, si erano salvati perché allattati da una lupa (uno dei termini usati per indicare le prostitute) ed erano stati allevati da Acca Larenzia, che si diceva avesse accumulato notevoli ricchezze (poi lasciate in eredità al popolo romano) concedendo i suoi favori a pagamento. Una prostituta, dunque, aveva avuto un ruolo determinante nella fondazione della città.

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