Redazione Viterbo,29.8.29 La figura di letterato, appassionato della storia della nostra Città quale fu l’indimentabile Pippo Rescifina decano del giornalismo viterbese sarà ricordata nei locali della Diocesi di Viterbo lunedi prossimo alla presenza del Vescovo Mons.Piazza in occasione della presentazione dell’opera postuma dedicata al “famoso” conclave di Viterbo del 1268/1271. Non si tratta solo della […]
Redazione
Viterbo,29.8.29
La figura di letterato, appassionato della storia della nostra Città quale fu l’indimentabile Pippo Rescifina decano del giornalismo viterbese sarà ricordata nei locali della Diocesi di Viterbo lunedi prossimo alla presenza del Vescovo Mons.Piazza in occasione della presentazione dell’opera postuma dedicata al “famoso” conclave di Viterbo del 1268/1271.
Non si tratta solo della cronaca di un evento eccezionale, ma della riscoperta delle radici profonde di una comunità e di un’istituzione universale.
Il Conclave di Viterbo (1268-1271) rappresenta lo spartiacque definitivo nella storia del papato: il momento in cui la città della Tuscia divenne il cuore pulsante della cristianità e teatro della più lunga elezione mai documentata.
Attraverso un’analisi rigorosa e una rilettura critica degli spazi – dal Palazzo dei Papi alla via Francigena – Giuseppe Rescifina guida il lettore in un viaggio nel tempo tra il XII e il XIV secolo, ricostruendo il clima di un’epoca sospesa tra la magnificenza delle corti e la durezza delle lotte tra guelfi e ghibellini.
Il testo approfondisce la genesi del termine cum clavis, nato dall’insofferenza del popolo viterbese che, guidato dal Capitano del Popolo Raniero Gatti, arrivò a scoperchiare il tetto dell’aula per forzare la decisione dei cardinali.
Oltre l’aneddotica, l’opera esplora l’influenza di giganti come San Bonaventura e le ombre di delitti efferati, come l’assassinio di Enrico di Cornovaglia, citato da Dante. Dalla fondamentale costituzione Ubi Periculum di Gregorio X fino alle recenti riforme di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, questo volume offre una chiave di lettura essenziale per comprendere come la “chiusura sotto chiave” sia diventata un rito millenario.
