Dalla ragazza del Piper, simbolo di una generazione che voleva cambiare il mondo, alla donna che oggi scende in strada per difendere gli alberi della sua Roma. La storia di Mita Medici sembra avere attraversato molte vite, ma in fondo conserva una stessa parola chiave: libertà. Questa estate Mita Medici è tornata più volte nel […]
Dalla ragazza del Piper, simbolo di una generazione che voleva cambiare il mondo, alla donna che oggi scende in strada per difendere gli alberi della sua Roma. La storia di Mita Medici sembra avere attraversato molte vite, ma in fondo conserva una stessa parola chiave: libertà.
Questa estate Mita Medici è tornata più volte nel salotto televisivo di Vita in diretta, nella versione condotta da Manuela Moreno. Un ritorno che ha avuto quasi il sapore di un viaggio nel tempo: la sua carriera, il cinema, il teatro, la televisione, la musica, gli anni del Piper e naturalmente gli amori che hanno accompagnato alcuni dei capitoli più celebri della sua vita.
Tra i ricordi riaffiorati c’è quello di Franco Califano, con cui visse una relazione importante e intensa. La stessa Mita ha raccontato quella storia come un periodo di anni bellissimi, vissuti insieme e con grande intensità.
E poi c’è Adriano Panatta, un altro nome entrato nella sua biografia sentimentale e nell’immaginario di quegli anni. Un capitolo che appartiene alla stagione irripetibile della Roma degli anni Sessanta e Settanta, quando cinema, musica, sport e mondanità si intrecciavano continuamente. Lo stesso Panatta, molti anni dopo, ha parlato pubblicamente con rammarico di come si comportò con Mita Medici.
Ma oggi, forse, raccontare Mita Medici soltanto attraverso gli amori celebri o attraverso la fotografia della bellissima ragazza del Piper sarebbe riduttivo.
Perché c’è una Mita Medici che continua a sorprendere.
Dalla ragazza del Piper alla cittadina che protesta
Mita Medici è stata uno dei volti più riconoscibili della trasformazione culturale italiana. A quindici anni vinse il concorso Miss Teenager Italiana proprio al Piper Club di Roma e da lì cominciò una carriera che l’avrebbe portata dal cinema al teatro, dalla televisione alla musica, dalla conduzione alla fiction.
Era una ragazza che rappresentava una nuova idea di donna: più libera, più consapevole, meno disposta ad accettare i modelli imposti. La minigonna, il Piper, la musica, la voglia di ballare, la libertà dei rapporti e dei costumi erano parte di una trasformazione che avrebbe cambiato profondamente la società italiana.
E quella stessa ragazza, diventata oggi una donna di 76 anni, sembra avere conservato intatto lo spirito di allora.
Solo che il fronte della sua battaglia è cambiato.
Oggi non sono più soltanto i costumi sociali a preoccuparla. Sono gli alberi.
«Roma è bella, ma va tutelata»
Da tempo Mita Medici prende posizione contro gli abbattimenti e quelli che considera interventi indiscriminati sul patrimonio arboreo della Capitale.
Nel maggio 2025 raccontava di essere stata presente, insieme ai comitati e ai cittadini, nelle proteste contro gli abbattimenti a viale dei Quattro Venti, viale Europa e nella zona di San Pietro. Il suo ragionamento era semplice: Roma non può limitarsi a essere una città bella per la sua storia e per i suoi monumenti; deve essere difesa anche nella sua dimensione quotidiana, fatta di alberi, ombra, parchi e giardini.
«Roma è bella, vero, ma va tutelata», aveva spiegato.
È una frase che racconta bene la sua posizione.
Non si tratta soltanto di difendere un pino o un platano. Per Mita Medici gli alberi fanno parte della memoria stessa della città: sono cresciuti insieme ai suoi abitanti, hanno accompagnato generazioni, modificano il clima delle strade e rendono più vivibili i quartieri.
E proprio per questo la sua protesta non è rimasta confinata a un’opinione espressa sui social.
È scesa fisicamente in strada.
Ha partecipato alle iniziative dei comitati, ha parlato con i residenti, ha contestato gli abbattimenti e ha chiesto maggiore trasparenza e confronto con i cittadini. Nel novembre 2025, per esempio, intervenne pubblicamente anche sulla situazione di via delle Fornaci, denunciando nuovi tagli e chiedendo perché, secondo lei, non si preferisse curare gli alberi anziché abbatterli.
Una battaglia che continua
E il tema non è rimasto confinato al 2025.
Nell’agosto 2026, dopo l’abbattimento di quattro pini storici in piazza Monteleone di Spoleto, al Fleming, Mita Medici è tornata a intervenire duramente. Ha definito quella degli abbattimenti «un incubo» e ha criticato soprattutto la mancanza di ascolto nei confronti dei cittadini.
Il caso mostra anche quanto sia complesso il tema: l’amministrazione municipale ha difeso il progetto spiegando che aveva ottenuto le autorizzazioni necessarie e prevedeva la piantumazione di nuovi alberi. Ma per Mita Medici la sostituzione non può automaticamente cancellare il valore degli alberi adulti già presenti.
È una posizione che la porta a confrontarsi con un problema molto più grande della singola strada: come si trasforma una città senza cancellarne la memoria verde?
Anche la collana con gli artigli di pantera racconta qualcosa
C’è poi un particolare apparentemente curioso che, osservato insieme a tutto il resto, assume quasi un significato simbolico.
Durante una delle sue apparizioni televisive Mita Medici ha mostrato una vistosa collana che richiamava degli artigli di pantera. Un accessorio scenografico, quasi selvaggio, perfettamente coerente con il personaggio che ancora oggi porta con sé quell’immagine di donna libera e anticonformista.
Ma c’è una precisazione importante: quegli artigli non provenivano da un animale. Mita ha chiarito anche sui social la sua contrarietà all’utilizzo di parti vere di animali.
Un dettaglio piccolo, ma coerente con un atteggiamento che negli ultimi anni è diventato sempre più evidente: l’attenzione verso la natura non è per lei soltanto una posa televisiva.
Una carriera senza una sola definizione
Forse è proprio questo il punto più interessante della Mita Medici di oggi.
Per decenni è stata raccontata soprattutto come la «ragazza del Piper», come la musa di un’epoca, come l’attrice, la cantante, la donna legata a uomini famosi.
Ma il suo percorso professionale è molto più ampio.
Cinema, teatro, televisione, musica, conduzione, radio, fiction: Mita Medici ha attraversato linguaggi e generazioni diverse. È stata protagonista di Canzonissima, ha lavorato in teatro con Garinei e Giovannini, ha recitato in numerose produzioni televisive e cinematografiche e ha fatto parte anche del cast di Un posto al sole.
E oggi, mentre torna in televisione come ospite e opinionista, mostra un’altra parte di sé.
Non sembra avere bisogno di rimanere semplicemente dentro la fotografia nostalgica della ragazza degli anni Sessanta.
Anzi.
Sembra quasi voler dimostrare che la ribellione può cambiare forma senza scomparire.
La ragazza che voleva cambiare il mondo è ancora lì
C’è un filo che collega la ragazza del Piper alla donna che oggi protesta contro le motoseghe.
Allora Mita Medici rappresentava una generazione che voleva abbattere convenzioni, tabù e modelli sociali.
Oggi difende alberi, spazi verdi, memoria urbana e diritto dei cittadini a essere ascoltati.
Sono battaglie apparentemente lontanissime.
Eppure alla base c’è la stessa idea: non accettare passivamente ciò che accade.
Forse è questa la vera ragione per cui Mita Medici continua a essere interessante.
Non soltanto perché appartiene a una stagione irripetibile dello spettacolo italiano. Non soltanto perché porta con sé i ricordi di Califano, Panatta, del Piper e di una Roma che non esiste più.
Ma perché, a distanza di sessant’anni, sembra conservare ancora quella stessa inquietudine, quella stessa curiosità e quella stessa voglia di prendere posizione.
Una volta lo faceva attraverso la musica, il cinema, la televisione e la libertà dei costumi.
Oggi lo fa anche davanti a un albero che rischia di essere abbattuto.
La ragazza del Piper, in fondo, non ha mai smesso di protestare. Ha semplicemente trovato un altro modo per farlo.
