Nemi, escursionista si perde nel bosco col buio: due ore di paura, 30enne salvato dai Vigili del Fuoco

30enne di Marino residente a Genzano si perde nei boschi durante un’escursione al buio. Salvato dai Vigili del Fuoco dopo due ore e portato in ospedale

Momenti di paura e apprensione nella serata di ieri, sabato 24 ottobre, nei boschi che circondano il lago di Nemi, dove un escursionista di 30 anni, originario di Marino e domiciliato a Genzano di Roma, ha perso l’orientamento durante una camminata in solitaria, ritrovandosi al buio, al freddo e in difficoltà lungo i sentieri che risalgono verso la zona di Fontan Tempesta.

Sono state oltre due ore di trepidante attesa, tra le 19 e le 21.30, prima che le operazioni di soccorso si concludessero positivamente, grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco di Nemi e degli specialisti del Nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale) di Roma, supportati dai Carabinieri della Compagnia di Velletri e dalla Protezione Civile di Nemi.

Secondo quanto ricostruito, il trentenne aveva iniziato la propria escursione dalla zona del lungolago di Nemi, nei pressi di via Tempio di Diana, con l’intenzione di risalire attraverso i sentieri boschivi verso Fontan Tempesta, per poi raggiungere via dei Laghi.

Durante il percorso, però, il sopraggiungere dell’oscurità ha complicato notevolmente la situazione. Il buio totale, la fitta vegetazione e il freddo intenso all’interno del bosco hanno fatto perdere l’orientamento all’escursionista, che si è ritrovato impossibilitato a individuare con sicurezza la strada da seguire.

Fortunatamente, il suo smartphone era ancora funzionante e con sufficiente batteria per consentirgli di contattare il Numero Unico di Emergenza 112 e chiedere aiuto.

Una circostanza che si è rivelata decisiva: il giovane è infatti riuscito a trasmettere ai soccorritori le coordinate satellitari della propria posizione, permettendo alle squadre intervenute di circoscrivere l’area in cui effettuare le ricerche.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Nemi, affiancati dal personale specializzato del Nucleo SAF di Roma, particolarmente addestrato per operare in ambienti impervi e difficilmente accessibili.

Alle operazioni hanno partecipato anche i Carabinieri della Compagnia di Velletri, presenti con una pattuglia della Stazione di Ariccia, e i volontari della Protezione Civile nemese.

Le ricerche si sono svolte in condizioni tutt’altro che semplici, lungo percorsi boschivi caratterizzati da forti pendenze, terreno accidentato e vegetazione particolarmente fitta.

I Vigili del Fuoco hanno dovuto farsi strada nell’oscurità, illuminando il percorso con potenti lampade, fino a individuare il trentenne all’interno della boscaglia.

Considerate le difficoltà di accesso e le condizioni dei sentieri, il recupero è stato infine completato nel territorio di Genzano di Roma, in via della Madonnina, nella zona delle Piagge, al termine di un impegnativo intervento durato circa due ore.

Al momento del ritrovamento, il giovane era cosciente, ma lamentava un forte dolore a una caviglia, compatibile con una distorsione probabilmente riportata durante il cammino lungo i tortuosi sentieri che attraversano il versante boschivo del lago.

Una volta raggiunta una zona accessibile ai mezzi di emergenza, è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118, che ha effettuato una prima valutazione delle sue condizioni.

Successivamente, il trentenne è stato trasportato in ambulanza all’Ospedale dei Castelli, dove è stato sottoposto agli accertamenti necessari per verificare l’entità del trauma alla caviglia.

La vicenda si è così conclusa senza conseguenze più gravi, grazie alla tempestiva richiesta di aiuto e al lavoro coordinato delle squadre di soccorso.

L’episodio riporta l’attenzione sui rischi legati alle escursioni nei boschi dei Castelli Romani, soprattutto quando vengono affrontate in solitaria e nelle ore che precedono il tramonto.

La zona del lago di Nemi, pur offrendo scorci naturalistici di grande bellezza, presenta numerosi percorsi caratterizzati da dislivelli importanti, vegetazione fitta e tratti particolarmente impervi, che possono diventare insidiosi con il sopraggiungere del buio.

Il Parco Regionale dei Castelli Romani ha realizzato e segnalato diversi itinerari escursionistici per favorire una fruizione più sicura del territorio, mentre altri tracciati, non adeguatamente mantenuti o segnalati, sono sconsigliati.

La disavventura del trentenne rappresenta dunque un richiamo alla prudenza: programmare attentamente il percorso, verificare gli orari del tramonto, evitare sentieri sconosciuti e portare con sé un telefono carico sono precauzioni fondamentali, soprattutto durante la stagione autunnale, quando le giornate si accorciano e le temperature nei boschi scendono rapidamente.

In questo caso, proprio la possibilità di comunicare la posizione attraverso lo smartphone ha contribuito in maniera determinante al buon esito dei soccorsi.

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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