Nemi ha celebrato il 4 Novembre, Bertucci agli studenti: «Avete colto il senso di questa giornata: mai più la guerra»

Una cerimonia all’insegna della memoria, del valore della pace e del coinvolgimento delle nuove generazioni. Questa mattina, mercoledì 4 novembre, anche Nemi ha celebrato la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, con una commemorazione che ha visto la partecipazione delle autorità civili, militari e religiose, delle associazioni del territorio e, soprattutto, degli alunni delle scuole, ai quali il sindaco Alberto Bertucci ha rivolto gran parte del proprio intervento.

Particolarmente significativa la presenza del picchetto d’onore del Battaglione Nemi, appartenente al 6° Reggimento Genio Pionieri dell’Esercito Italiano, di stanza presso la caserma Bazzani della Cecchignola, a Roma. Un reparto che porta il nome del Comune castellano e con il quale l’Amministrazione comunale mantiene un rapporto di collaborazione e vicinanza istituzionale.

La cerimonia commemorativa, accompagnata dagli onori militari ai Caduti, è stata anche l’occasione per ribadire il significato storico del 4 Novembre e il ruolo delle Forze Armate nella difesa della democrazia, della sicurezza e della pace.

Gli studenti protagonisti: «Mai più la guerra»

Ad aprire il proprio intervento, dopo l’Inno di Mameli e la deposizione della Corona al Monumento ai Caduti, è stato il sindaco Alberto Bertucci, che ha voluto rivolgere un saluto particolare agli studenti delle scuole elementari presenti  ed  invitando anche i ragazzi della scuola secondaria ad avvicinarsi per partecipare attivamente alla commemorazione. Un’attenzione speciale è stata riservata ai bambini più piccoli, che hanno portato un messaggio dal significato particolarmente importante: «Mai più la guerra».

«Mi sono subito complimentato con loro e con le maestre perché il senso della celebrazione della giornata di oggi è proprio questo e l’avete colto nel segno», ha dichiarato Bertucci. Il primo cittadino ha sottolineato come la presenza delle scuole rappresenti uno degli aspetti più importanti della ricorrenza, proprio per la necessità di trasmettere alle nuove generazioni i valori della memoria storica, della libertà e della convivenza pacifica.

«È soprattutto ai giovani e al futuro della nostra società che vogliamo trasmettere i valori di questa giornata», ha evidenziato il sindaco, richiamando il significato del sacrificio di quanti combatterono durante la Prima Guerra Mondiale.

Le autorità civili e militari presenti alla cerimonia

Numerose le rappresentanze istituzionali intervenute alla commemorazione. Accanto al sindaco Alberto Bertucci erano presenti gli assessori e i consiglieri comunali, insieme alla consigliera regionale e comunale Edy Palazzi, intervenuta in rappresentanza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, del quale ha portato i saluti. Tra le autorità militari, oltre al picchetto d’onore del Battaglione Nemi, accompagnato dal colonnello Sorice, anche l’ammiraglio Arrigoni, salutato con particolare affetto dal sindaco per il rapporto di collaborazione con l’Amministrazione comunale.

Presenti inoltre il comandante della Polizia Locale di Nemi, Gabriele Di Bella, il comandante della locale Stazione dei Carabinieri, Fabio Di Spirito, un ufficiale della Compagnia Carabinieri di Velletri e rappresentanti del Commissariato di Polizia di Stato di Genzano.

Non è mancata la partecipazione delle associazioni del territorio, tra cui la Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana, con la rappresentanza di Velletri-Nemi, e le associazioni d’Arma, con una presenza particolarmente significativa dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, i cui volontari collaborano anche alle attività di cura e custodia del territorio.

Tra le autorità religiose, il sindaco ha salutato padre Ettore Ricci, superiore della comunità dei Padri Mercedari, e padre Stefano.

Il significato del 4 Novembre e il sacrificio dei soldati italiani

Nel suo discorso, Bertucci ha ripercorso il significato storico della ricorrenza, ricordando la conclusione della Prima Guerra Mondiale nel 1918 e il sacrificio di centinaia di migliaia di italiani. Il sindaco ha richiamato la firma dell’armistizio di Villa Giusti, che segnò la fine delle ostilità tra Italia e Austria-Ungheria, soffermandosi sulle sofferenze affrontate dai soldati al fronte e sul contributo di un’intera generazione alla storia nazionale.

«Studiamo la storia per non ripetere più gli errori. Mai più la guerra», ha affermato Bertucci, riprendendo il messaggio portato dagli studenti. Un concetto sviluppato attraverso un richiamo ai principi costituzionali e alla necessità di custodire quotidianamente le conquiste democratiche. «La guerra va ripudiata, lo scrive anche la nostra Costituzione, ma la nostra pace, la nostra democrazia vanno difese». Secondo il primo cittadino, il sacrificio delle generazioni passate deve tradursi oggi in un impegno concreto a favore della pace e della democrazia.

«La democrazia e la pace che abbiamo ottenuto ce le dobbiamo ancora oggi conquistare giorno per giorno e difendere. E come si difende la pace? Con gli atteggiamenti, non solo a parole».

Nemi e il Milite Ignoto: il valore della memoria

Un altro passaggio dell’intervento è stato dedicato al Milite Ignoto, simbolo di tutti i soldati italiani caduti durante la Prima Guerra Mondiale e rimasti senza identità. Bertucci ha ricordato il significato della sepoltura del Milite Ignoto all’Altare della Patria, a Roma, e la scelta compiuta dall’Amministrazione comunale di conferirgli la cittadinanza onoraria di Nemi, in occasione delle celebrazioni per il centenario della sua tumulazione. Un riconoscimento dal forte valore simbolico, attraverso il quale la comunità nemese ha voluto rendere omaggio non soltanto a un soldato sconosciuto, ma a tutti coloro che hanno perso la vita per il Paese.

«Quel militare rappresenta anche la cittadinanza di Nemi», ha sottolineato il sindaco, ricordando come il sacrificio dei Caduti continui a rappresentare un riferimento per la difesa dei valori democratici.

Il legame speciale tra Nemi e il 6° Reggimento Genio Pionieri

Particolare rilievo è stato attribuito alla presenza del Battaglione Nemi del 6° Reggimento Genio Pionieri, un reparto dell’Esercito Italiano che porta il nome del paese castellano. Bertucci ha ricordato come il Genio Pionieri rappresenti una specialità militare caratterizzata da competenze tecniche e ingegneristiche fondamentali, impiegate non soltanto nelle attività operative dell’Esercito, ma anche negli interventi a sostegno della popolazione.

Dalla realizzazione di infrastrutture, ponti e opere strategiche fino al soccorso nelle emergenze, il sindaco ha sottolineato il contributo offerto dai militari del Genio in numerose situazioni di calamità naturale. Tra gli esempi citati, il terremoto del 2016 che devastò Amatrice, Accumoli e numerosi centri dell’Italia centrale.

«Nelle Forze Armate è custodita non solo la difesa in armi, ma la difesa della Nazione attraverso lo studio, la scienza e la tecnologia», ha evidenziato Bertucci.

Il sindaco ha inoltre richiamato la storia del 6° Reggimento Genio Pionieri, ricordando che nel 2026 ricorre il centenario del conferimento della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera del 6° Reggimento Genio. Un anniversario che ha reso ancora più significativa la partecipazione del reparto alla commemorazione di Nemi.

«Viva il 4 Novembre, viva le Forze Armate, viva l’Italia»

Nella parte conclusiva del proprio intervento, Bertucci ha ribadito la riconoscenza della comunità nei confronti di tutti i militari e degli appartenenti alle Forze dell’Ordine che operano quotidianamente per la sicurezza del Paese e dei cittadini. Un ringraziamento rivolto anche alle associazioni d’Arma e ai volontari che, attraverso le proprie attività, contribuiscono alla tutela del territorio e alla trasmissione dei valori della solidarietà e del servizio. Il messaggio finale del sindaco è stato ancora una volta rivolto alla necessità di difendere la pace, la democrazia e l’identità nazionale, ricordando il sacrificio delle generazioni che hanno preceduto quelle attuali.

«Sono al nostro fianco, sono a nostra disposizione per difendere i nostri valori, la nostra società civile, la nostra democrazia, la nostra pace, i confini e la nostra bandiera», ha dichiarato il primo cittadino riferendosi alle Forze Armate.

La commemorazione si è quindi conclusa con l’invito ad alzare idealmente il Tricolore e con il saluto pronunciato da Bertucci: «Viva il 4 Novembre, viva le Forze Armate, viva l’Italia!».

Una mattinata nella quale Nemi ha rinnovato il proprio omaggio ai Caduti, affidando soprattutto ai più giovani il compito di custodire la memoria e di trasformare il messaggio «Mai più la guerra» in un impegno concreto per il futuro.

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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