Papa Leone: rispondiamo con gioia e coraggio alla missione cui Gesù ci chiama

ROMA – “Rispondiamo con gioia e coraggio alla missione cui Gesù ci chiama”. È questo l’invito che Papa Leone XIV ha rivolto a fedeli e pellegrini raccolti in …

ROMA – “Rispondiamo con gioia e coraggio alla missione cui Gesù ci chiama”. È questo l’invito che Papa Leone XIV ha rivolto a fedeli e pellegrini raccolti in piazza San Pietro per assistere alla recita dell’Angelus domenicale.

Di rientro dalla Spagna, dove si è recato la scorsa settimana in viaggio evangelico, il Pontefice si è soffermato sul passo del Vangelo (Mt 9,36 – 10,8) che, ha detto, “ci porta un grande regalo, perché coinvolge tutti coloro che lo ascoltano nello sguardo di Gesù: è un racconto che testimonia l’attenzione della sua vista, oltre a dirci che cosa il Signore osserva. Leggiamo, infatti, che Cristo “vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite” (v. 36). Fattosi nostro fratello, il Figlio di Dio guarda la gente, guarda l’umanità: vede l’oppressione che schiaccia e la violenza che toglie la forza. Vede le ferite delle guerre e il vuoto del consumismo. Vede volti ridotti a maschere, famiglie spezzate dal male e giovani illusi da falsi ideali. Gesù vede e ama. Ama e soffre per noi, con noi: la sua compassione esprime non solo vicinanza fraterna, ma volontà di redenzione. Egli, infatti, conosce il nostro cuore e se ne prende cura: davanti a tante persone simili a “pecore che non hanno pastore” (v. 36), Cristo si dedica a tutte come buon pastore e, come signore della messe, manda operai nel campo del mondo (cfr v. 38). Qual è il lavoro che devono svolgere? Dare il conforto di Dio a chi soffre: portare carità dove c’è miseria, speranza dove c’è afflizione, fede dove c’è sfiducia”.
“Il Vangelo riporta i nomi dei primi dodici “operai”: sono discepoli fatti apostoli, cioè missionari e predicatori”, ha proseguito il Papa. “Tra loro c’è Simone detto Pietro, il primo, e anche Giuda Iscariota, l’ultimo, per ricordarci che si può seguire Gesù e tradirlo, ma il Vangelo rimane per tutti parola viva e vera. La Buona Notizia che attraversa i secoli è identica, sempre giovane, fresca e liberante: “Il Regno dei cieli è vicino” (Mt 10,7)! Sì, è vicino perché in Gesù Cristo Dio si fa prossimo ad ogni uomo e ogni donna, ad ogni popolo e nazione. Quando questo Vangelo viene annunciato e praticato, il male crolla come una malattia che finisce (cfr v. 8), come una notte che cede all’aurora, come la morte vinta dal Risorto”.
“È così che lo sguardo di Gesù trasforma la realtà: piena d’amore, la sua iniziativa dà vita a un popolo nuovo, la Chiesa, chiamato a continuare la missione degli apostoli. “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (v. 8). Sì, il dono di Gesù è del tutto gratis”, ha ribadito Leone, “perché il suo valore eccede ogni misura: è impossibile meritarla o “comprarla”. Questa grazia è il bellissimo nome della misericordia di Dio, che ci raggiunge ovunque, per portarci a sé. “Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe” (Mt 9,38)!”.
Poi, concludendo, Prevost ha aggiunto: “il compito di evangelizzare nasce dal dono di Dio che in Cristo diventa perdono per il mondo, servizio a chi è più piccolo e povero, impegno per la giustizia. Chiediamo l’aiuto della Vergine Maria, piena di grazia, affinché rispondiamo con gioia e coraggio alla missione cui Gesù ci chiama”. (m.a.aise)  

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