Qual è (oggi) la vera “Perla dei Castelli Romani”? Un titolo che tanti rivendicano (e ora decidono i lettori di Castelli Notizie)

Qual è la vera Perla dei Castelli Romani? Un viaggio tra storia, turismo e identità, da Frascati a Genzano, da Velletri a Nemi e Castel Gandolfo. Vota il sondaggio di Castelli Notizie

Qual è oggi la Perla dei Castelli Romani? Vota il sondaggio di Castelli Notizie

C’è un’espressione che, forse più di ogni altra, accompagna da decenni i racconti, i ricordi e le discussioni di chi vive ai Castelli Romani. “La Perla dei Castelli Romani”.

Un appellativo che negli anni è stato attribuito a più di una città e che ancora oggi torna fuori ogni volta che si parla del proprio paese. Quasi sempre con una frase che inizia allo stesso modo: “Una volta sì che era la Perla dei Castelli Romani…”.

È successo per anni a Genzano di Roma, dove ancora oggi molti ricordano con nostalgia il trentennio delle amministrazioni guidate da Gino Cesaroni, quando la Città dell’Infiorata veniva indicata da tanti come il fiore all’occhiello dell’intero comprensorio castellano.  Succede lo stesso ad Albano Laziale, dove non manca chi rivendica il ruolo storico di città più importante del territorio, che per istituzioni e servizi si affibbia più facilmente a Velletri.

Accade anche a Frascati, dove il dibattito è tornato d’attualità proprio in questi giorni. L’idea di questo articolo, che farà sorridere qualcuno e magari storcere il naso a qualcun altro, ci è venuta leggendo i commenti pubblicati sotto un nostro servizio dedicato al passaggio del Rally di Roma Capitale.

Tra decine di messaggi ne sono comparsi alcuni che fanno riflettere.

“Frascati era la Perla dei Castelli Romani… oggi basta scendere dal pullman a Piazza Marconi per rendersene conto”. 

Commenti che non vogliono essere un giudizio politico, ma raccontano qualcosa di molto più profondo: il rapporto affettivo che ogni comunità ha con la propria città e il desiderio di rivederla splendere come un tempo.

Un titolo che nessuno ha mai davvero posseduto

La verità è che la definizione di “Perla dei Castelli Romani” non è mai appartenuta ufficialmente a nessun Comune. È un titolo nato spontaneamente, tramandato negli anni, che ogni paese ha fatto proprio.

Per qualcuno era Genzano. Per altri Frascati. Per altri ancora Albano. C’è chi indica Marino, forte della Festa dell’Uva e di una storia secolare. Chi guarda ad Ariccia, con Palazzo Chigi, il Ponte Monumentale e la porchetta più famosa d’Italia. Chi pensa a Rocca di Papa, affacciata sul Vulcano Laziale e custode di panorami spettacolari. Chi cita Grottaferrata, con l’Abbazia di San Nilo.

Chi ricorda Monte Compatri, Monte Porzio Catone, Rocca Priora, Lanuvio o gli altri splendidi centri castellani.

E Velletri?

Qui la questione diventa ancora più interessante. Per alcuni Velletri – come d’altronde Lariano e Ciampino – viene ancora oggi inserita quasi “forzatamente” nel novero dei Castelli Romani, una vecchia diatriba che abbiamo raccontato più volte su Castelli Notizie (al tema abbiamo dedicato un noto Pesce d’Aprile, che suscitò migliaia di commenti).

Eppure Velletri è una città millenaria, addirittura più antica della stessa Roma, con un patrimonio storico, archeologico e culturale che nei secoli l’ha resa una delle realtà più importanti dell’Italia centrale. Anche lei, per molti, è stata una…”perla”, prima che i bombardamenti e la ricostruzione post bellica lasciassero ulteriori macerie.

Ma oggi qualcosa è cambiato

Negli ultimi anni, però, la fotografia dei Castelli Romani sembra essere diversa. Noi di Castelli Notizie, da tempo, abbiamo iniziato a definire Nemi come “la Bomboniera dei Castelli Romani”. Una definizione che nasce dal fascino del suo borgo ammantato di verde,  dall’affaccio sul lago, dalle fragole e fragoline, dai fiori, dalle Navi Romane, dalla sua dimensione raccolta e dalla capacità di conservare un fascino quasi sospeso nel tempo.

Non è soltanto una sensazione. Nemi è stata insignita della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, ha rappresentato il Lazio al concorso nazionale Il Borgo dei Borghi ed è oggi uno dei piccoli borghi italiani che cresce più rapidamente anche nell’interesse del turismo digitale.

Lo conferma lo studio “Borghi italiani online 2025” dell’Osservatorio Telepass: analizzando oltre 210 milioni di ricerche effettuate tra il 2021 e il 2024, l’indagine certifica per Nemi un incremento del 112% delle ricerche online rispetto al 2023, uno dei dati di crescita più elevati dell’intero Lazio.

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E poi c’è Castel Gandolfo…

Se però si guarda ai numeri assoluti, un altro Comune continua a dominare la scena. Nel corso degli Stati Generali del Turismo organizzati in passato ad Ariccia, la società Valica S.p.A. presentò uno studio sull’interesse dei turisti stranieri verso i Castelli Romani. Eloquenti i risultati: con 76 mila ricerche annuali, Castel Gandolfo risultò il Comune più cercato sul web dai turisti internazionali, davanti a Frascati (60 mila), Marino (35 mila) e Nemi (23 mila).

I primi quattro Comuni, da soli, concentravano addirittura l’87% di tutte le ricerche online dedicate ai Castelli Romani.

Un risultato che non sorprende. Castel Gandolfo può contare sulla fama mondiale del Palazzo Pontificio, sulla presenza del lago, sul riconoscimento come Borghi più belli d’Italia e su un’immagine ormai consolidata a livello internazionale. E, da un anno, persino sul ritorno del Papa.

Forse stiamo sbagliando domanda

A questo punto viene spontaneo chiedersi se abbia ancora senso cercare una sola “Perla dei Castelli Romani”. O se, piuttosto, il futuro non passi dalla valorizzazione dell’intero territorio.

È questa la strada imboccata ormai da anni dal Parco Regionale dei Castelli Romani, dalla DMO Castelli Romani, dal Sistema Castelli Romani e da tante realtà pubbliche e private che stanno lavorando per promuovere il comprensorio come un’unica grande destinazione turistica.

Perché chi arriva ai Castelli Romani difficilmente visita un solo Comune. Spesso ne scopre cinque, sei o sette nello stesso weekend. Ed è proprio questa la forza del territorio. Non una sola perla. Ma una collana composta da 17  gioielli, ognuno con una storia diversa da raccontare.

Adesso tocca a voi

Noi, però, siamo curiosi di conoscere il vostro pensiero. Se doveste indicare oggi, nel 2026, la Perla dei Castelli Romani, quale scegliereste? Per la sua bellezza? Per la sua storia? Per la sua vivibilità? Per il turismo? Per come è amministrata?

Oppure semplicemente perché è il paese che amate di più?

Votate il nostro sondaggio e raccontateci il perché nei commenti.

Una sola richiesta: niente guerre di campanile.

Difendete il vostro Comune…ma convincete anche gli altri.


Qual è oggi la vera “Perla dei Castelli Romani”?

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Dalla “Perla” alla “Cenerentola”: come è cambiato il racconto dei Castelli Romani

C’è però un altro aspetto curioso, che racconta bene come sia cambiata negli anni la narrazione delle città castellane. Se fino a qualche decennio fa era frequente sentir parlare della “Perla dei Castelli Romani”, negli ultimi anni è diventato sempre più ricorrente l’utilizzo dell’espressione opposta: “la Cenerentola dei Castelli Romani”.

Un appellativo utilizzato spesso da opposizioni politiche, movimenti civici o candidati sindaco durante le campagne elettorali per descrivere il presunto declino del proprio Comune rispetto agli altri centri del territorio. Ma anche da semplici cittadini, delusi da servizi, decoro urbano o occasioni mancate, che sui social network hanno finito per definire la propria città come “la Cenerentola dei Castelli Romani”.

È accaduto praticamente in quasi tutti i Comuni del comprensorio. A seconda dei periodi storici e delle maggioranze amministrative, ogni città ha avuto chi ne esaltava il passato ricordandola come “la Perla” e chi, al contrario, ne denunciava il presente definendola “la Cenerentola”.

Due definizioni diametralmente opposte che, in fondo, raccontano lo stesso sentimento: il forte legame che ogni comunità conserva con il proprio territorio e il desiderio di vederlo valorizzato e protagonista.

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Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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