Sabato 10 ottobre corteo dai Campi d’Annibale alla sede del Parco dei Castelli Romani. Il Comitato chiede stop ai tagli boschivi, tutela dei laghi e una posizione contro l’inceneritore.
Un corteo per mettere al centro il futuro ambientale dei Castelli Romani, dai boschi alla crisi dei laghi, passando per il consumo di suolo e il progetto dell’inceneritore di Santa Palomba. È quello convocato per sabato 10 ottobre a Rocca di Papa dal Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani.
Il ritrovo è fissato alle ore 10 ai Campi d’Annibale, in piazza Giuseppe Di Vittorio. Da qui, intorno alle 10.30, il corteo si muoverà attraverso le strade di Rocca di Papa fino a raggiungere la sede dell’Ente Parco Regionale dei Castelli Romani.
La manifestazione sarà aperta a cittadini, associazioni, comitati e realtà del territorio e nasce, nelle intenzioni degli organizzatori, per chiedere un cambio di passo nelle politiche di tutela ambientale.
Dal taglio dei boschi alla crisi dei laghi
Le richieste del Comitato sono numerose. Al primo posto c’è una moratoria dei tagli boschivi all’interno del territorio del Parco e un rafforzamento dei vincoli, fino alla proposta di trasformare l’attuale Parco Regionale in Parco Nazionale.
Sul tema forestale esiste però una posizione differente dell’Ente Parco, che considera il taglio ceduo una modalità di gestione storicamente legata ai castagneti dei Castelli Romani. Secondo il Parco, gli interventi devono essere autorizzati e sono sottoposti a un iter tecnico e a prescrizioni specifiche, nel rispetto della normativa regionale e delle misure di conservazione previste nelle aree Natura 2000.
È proprio su questa impostazione che il Comitato concentra una delle proprie contestazioni, sostenendo invece che l’estensione e la frequenza dei tagli stiano producendo conseguenze negative sul paesaggio, sulla biodiversità, sulla fruibilità dei sentieri e sulla capacità dei boschi di svolgere le proprie funzioni ecologiche.
Gli organizzatori chiedono quindi al Parco di rendere disponibili studi, dati e documentazione sugli effetti della gestione a ceduo e di adottare, a loro giudizio, un approccio maggiormente conservativo.
«Servono interventi straordinari per i laghi»
Altro grande capitolo è quello delle risorse idriche. Il Comitato chiede che venga riconosciuta formalmente la gravità della situazione dei laghi Albano e di Nemi e che venga individuata una soglia idrometrica oltre la quale adottare misure straordinarie.
Che i due bacini siano in una fase di sofferenza è ormai riconosciuto anche dagli organismi istituzionali. L’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale ha rilevato un progressivo calo del livello del Lago Albano e ha attivato un tavolo tecnico con Regione Lazio, Città Metropolitana, Ente Parco, Comuni e Acea per aggiornare il quadro conoscitivo e individuare misure capaci di ridurre la pressione sulle falde e sui laghi.
Anche lo stesso Parco parla apertamente di una situazione di «sofferenza» del Lago Albano, collegandola alla pressione dei prelievi determinata dalla forte densità demografica e ai cambiamenti climatici.
Nel mirino del Comitato finisce in particolare il sistema dei prelievi idrici e il progetto relativo alla nuova condotta tra il serbatoio Sforza Cesarini e Monte Gentile, nei territori di Castel Gandolfo, Albano e Ariccia. L’intervento è effettivamente oggetto di una Conferenza dei servizi avviata nel 2026 su progetto di Acea Ato 2.
Il Comitato contesta la possibilità di incrementare o mantenere prelievi locali in un momento di particolare fragilità dei bacini. Acea, in documentazione societaria del 2026, ha invece indicato tra gli obiettivi la progressiva riduzione fino all’annullamento di diversi prelievi da pozzi ricadenti nei bacini dei laghi Albano e Nemi, attraverso riduzione delle perdite di rete e maggiore apporto dei grandi acquedotti.
Nel mirino anche il progetto sul Lago di Nemi
Nel documento che accompagna la convocazione del corteo viene criticato anche il progetto dell’“Impianto Sportivo Lineare Lago di Nemi”, finanziato attraverso fondi PNRR.
L’intervento prevede percorsi ciclopedonali, aree per l’attività fisica all’aperto, sistemazione dell’illuminazione, arredi e opere di messa in sicurezza. Il finanziamento complessivo annunciato dalla Città Metropolitana è di circa 1,6 milioni di euro. L’Ente metropolitano presenta il progetto come un intervento orientato all’accessibilità, alla sicurezza e alla valorizzazione del rapporto tra attività sportiva e natura.
Il Comitato ne offre invece una lettura fortemente critica, sostenendo che alcune opere realizzate nell’area del lago siano eccessivamente impattanti rispetto alla delicatezza ambientale e paesaggistica del bacino.
Anche l’inceneritore tra i temi del corteo
La mobilitazione del 10 ottobre allargherà lo sguardo anche al progetto dell’inceneritore previsto a Santa Palomba.
Il Comitato chiederà all’Ente Parco una presa di posizione netta contro l’impianto, collegando la battaglia per i boschi e i laghi alle altre vertenze ambientali che nelle ultime settimane hanno portato cittadini, comitati e associazioni in piazza tra Albano Laziale e Roma.
Il corteo di Rocca di Papa arriva infatti dopo la manifestazione organizzata al Lago di Nemi all’inizio di settembre e dopo le mobilitazioni contro il termovalorizzatore.
Le richieste del Comitato
Nel documento diffuso per convocare la manifestazione, il Comitato riassume le proprie richieste in alcuni punti: moratoria dei tagli boschivi; incremento dei livelli di tutela fino all’ipotesi di un Parco Nazionale; maggiore severità nella concessione dei nulla osta per interventi ritenuti impattanti; misure straordinarie per la crisi idrica dei laghi Albano e di Nemi; accesso ai dati e agli studi ambientali richiesti negli ultimi anni.
«Non possiamo fermarci, non vogliamo mollare», affermano dal Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani, invitando alla partecipazione quanti considerano prioritaria la tutela ambientale dei Castelli Romani.
L’appuntamento è dunque per sabato 10 ottobre: ritrovo alle ore 10 ai Campi d’Annibale, in piazza Giuseppe Di Vittorio, e successivo corteo fino alla sede del Parco Regionale dei Castelli Romani.