Il Consiglio comunale ha approvato ieri sera il piano con 28 voti favorevoli e 14 contrari. Opposizione: «Cementificazione mascherata da sostenibilità».
Il Consiglio comunale di Roma ha approvato ieri sera, con 28 voti favorevoli e 14 contrari, il Piano Straordinario di Rigenerazione Urbana 2026-2032, un pacchetto di interventi dal valore complessivo di 1,2 miliardi di euro che interesserà undici quartieri periferici della Capitale, da Corviale a Tor Bella Monaca, passando per Primavalle e Ostia. L’approvazione arriva dopo mesi di negoziazioni all’interno della maggioranza e un lungo dibattito pubblico che ha visto contrapporsi comitati di cittadini, associazioni ambientaliste e operatori del settore immobiliare.
Il sindaco Roberto Gualtieri, intervenuto in aula prima del voto, ha definito il piano «una svolta storica per Roma, la risposta concreta alle periferie che aspettavano da decenni investimenti seri». Il provvedimento prevede la demolizione e ricostruzione di complessi di edilizia pubblica degradata, la realizzazione di nuovi spazi verdi e servizi, e incentivi fiscali per i privati che ristrutturano immobili dismessi secondo criteri di efficienza energetica.
L’opposizione di centrodestra ha votato compattamente contro. Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Campidoglio, Fabrizio Ghera, ha parlato di «un piano che dietro la retorica verde nasconde nuova cementificazione» e ha annunciato il ricorso al TAR del Lazio contro alcune delle previsioni edificatorie. Perplessità sono arrivate anche da alcuni gruppi di centrosinistra che hanno lamentato la mancanza di coinvolgimento dei residenti nella fase di progettazione.
Tra gli interventi più attesi c’è quello al Corviale, il celebre «chilometro» di edilizia popolare nell’XI Municipio, dove sono previsti 180 milioni di euro per la ristrutturazione profonda di due dei quattro corpi dell’edificio. A Tor Bella Monaca, invece, il piano prevede la demolizione di tre palazzine di proprietà comunale in stato avanzato di degrado e la costruzione di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica con standard energetici di classe A.
I fondi provengono per il 40% dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per il 35% da risorse comunali proprie e per il restante 25% da partnership con operatori privati selezionati tramite gara. I lavori, secondo il cronoprogramma allegato alla delibera, dovranno partire entro il primo trimestre del 2027. L’opposizione ha già preannunciato ostruzionismo nelle commissioni competenti per ritardare l’iter attuativo.
