Sanità, il Pd di Rieti: «La clinicizzazione non deve smantellare l’ospedale pubblico»

Il Partito Democratico di Rieti esprime sostegno alle organizzazioni sindacali dei dirigenti medici e sanitari sulla “clinicizzazione” dell’ospedale San Camillo de Lellis, condividendone le preoccupazioni per le modalità con cui si sta sviluppando il processo di integrazione con l’Università Sapienza.   Il PD riconosce il valore della presenza universitaria nel territorio e nell’ospedale reatino, considerandola […]
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Il Partito Democratico di Rieti esprime sostegno alle organizzazioni sindacali dei dirigenti medici e sanitari sulla “clinicizzazione” dell’ospedale San Camillo de Lellis, condividendone le preoccupazioni per le modalità con cui si sta sviluppando il processo di integrazione con l’Università Sapienza.

 

Il PD riconosce il valore della presenza universitaria nel territorio e nell’ospedale reatino, considerandola «una risorsa straordinaria e una leva strategica irrinunciabile» per migliorare la qualità delle cure, attrarre risorse e rafforzare la ricerca scientifica. Tuttavia, avverte il partito, «l’opportunità universitaria non può e non deve trasformarsi in un pretesto per smantellare la sanità pubblica e mortificare le professionalità» che negli anni hanno garantito il funzionamento dei reparti.

 

Tra i punti sollevati c’è innanzitutto la necessità di fare chiarezza sulle procedure adottate per la sostituzione dei direttori delle Unità operative. Il PD precisa di non voler esprimere giudizi personali sui professionisti coinvolti, ma sottolinea che «la trasparenza delle decisioni amministrative e il rispetto delle procedure applicabili rappresentano elementi essenziali per tutelare la fiducia dei cittadini nel servizio sanitario pubblico».

 

Al centro anche la continuità assistenziale. Secondo il partito, l’ingresso dei docenti universitari deve integrarsi con il lavoro dei medici ospedalieri, senza sostituirsi completamente a esso e senza compromettere la presenza nei reparti. Un altro tema riguarda la fuga dei professionisti: «Se i professionisti se ne vanno, è perché vedono barriere alle proprie e giuste prospettive e alla propria autonomia decisionale», sostiene il PD, chiedendo di affrontare le ragioni che spingono medici esperti e qualificati a lasciare la struttura.

 

Per il Partito Democratico, la clinicizzazione deve quindi svilupparsi attraverso «un percorso di integrazione equilibrato, trasparente e concordato», e non attraverso un’imposizione della Direzione generale e della Regione Lazio. La tutela del personale già in servizio viene indicata come una condizione fondamentale per garantire la qualità dell’assistenza e la tenuta del servizio sanitario pubblico universalistico, nel rispetto dell’articolo 32 della Costituzione.

 

Il PD chiede pertanto alla Direzione generale della Asl di Rieti e alla Regione Lazio di rivalutare l’approccio adottato e di aprire «un tavolo di confronto immediato con i rappresentanti dei lavoratori». Tra le richieste figurano anche il rispetto delle norme del contratto collettivo nazionale di lavoro e la massima chiarezza sul piano assistenziale, con indicazioni precise su quando e quante nuove risorse mediche arriveranno effettivamente a Rieti e sui benefici concreti per i cittadini.

 

«Saremo al fianco dei medici, delle organizzazioni sindacali e dei cittadini in tutte le sedi per difendere il diritto alla salute e una sanità pubblica trasparente, efficiente ed equa», conclude il Partito Democratico della città di Rieti.

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Fonte: www.rietilife.com — Rieti

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