L’attore di Grottaferrata Salvatore Marino ha guidato 33 scuole di Roma e provincia nella realizzazione di 28 cortometraggi contro il razzismo con lo smartphone
Un telefono cellulare che diventa una macchina da presa, uno schermo verticale trasformato in una finestra sul mondo e il cinema come strumento per riflettere su discriminazione, inclusione e rapporto con l’altro. È questa l’idea alla base della seconda edizione di “Scuole Contro il Razzismo”, il concorso promosso dalla Città metropolitana di Roma Capitale su iniziativa della consigliera Tiziana Biolghini, con il sostegno dell’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, e realizzato in collaborazione con Roma Capitale e l’associazione “Un Ponte Per”.
L’iniziativa ha coinvolto 33 scuole medie di Roma e provincia, chiamando ragazze e ragazzi a confrontarsi con uno dei temi più delicati della società contemporanea attraverso un linguaggio a loro particolarmente familiare: quello delle immagini realizzate con lo smartphone.
A guidare gli studenti nel percorso formativo è stato l’attore Salvatore Marino, originario di Grottaferrata e direttore artistico del Vertical Movie Festival, che ha accompagnato i ragazzi attraverso una serie di incontri e workshop dedicati al linguaggio cinematografico e alle possibilità offerte dal formato verticale.
L’obiettivo era imparare ad utilizzare il proprio telefono non soltanto come strumento quotidiano, ma come una vera e propria macchina cinematografica. Da questa esperienza sono nati 28 cortometraggi, nei quali i giovani autori hanno provato a raccontare il modo in cui guardano il mondo e, soprattutto, il modo in cui percepiscono l’altro.
Tra gli istituti coinvolti figurano anche l’Istituto Comprensivo Via dell’Aeroporto di Roma e l’Istituto Comprensivo Nettuno 1, insieme alle numerose altre scuole che hanno aderito al progetto.
Al centro delle loro storie ci sono la discriminazione e l’incontro, le parole che possono escludere e quelle che, al contrario, riescono ad accogliere. Un percorso che ha trasformato i ragazzi da semplici spettatori a protagonisti e autori, affidando proprio a loro il compito di raccontare attraverso le immagini una società nella quale le differenze possono diventare occasione di confronto.
I cortometraggi sono stati presentati il 20 marzo 2026, durante la giornata finale ospitata al Roma Convention Center “La Nuvola”.
Tra i lavori proiettati figurano “Sulle orme dei giganti”, realizzato dall’I.C. Via delle Alzavole, e “Le Parole”, dell’I.C. Via delle Carine, entrambi di Roma, oltre a “Il colore delle parole”, dell’I.C. Nettuno I.
Ma il percorso dei giovani cineasti non si è fermato alla competizione.
Il progetto ha trovato infatti una particolare collocazione all’interno del Vertical Movie Festival, manifestazione dedicata al cinema realizzato nel formato verticale, quello nato e cresciuto proprio attraverso gli schermi degli smartphone e dei social network, e di cui Salvatore Marino è direttore artistico.
I lavori di “Scuole Contro il Razzismo” sono stati così proiettati sui grandi schermi verticali, alti fino a dieci metri, della Casa del Cinema di Villa Borghese, nell’ambito della recente edizione del Vertical Movie Festival, offrendo ai giovani autori l’opportunità di vedere le proprie opere inserite in un contesto cinematografico di grande rilievo.Una scelta che assume anche un significato simbolico: prima ancora di diventare cinema, il formato verticale rappresenta infatti il modo attraverso cui una generazione guarda e interpreta la realtà. Ed è proprio attraverso quello sguardo che gli studenti hanno scelto di prendere posizione contro ogni forma di discriminazione.
Dal piccolo schermo di uno smartphone ai grandi schermi verticali della Casa del Cinema, il messaggio è chiaro: raccontare il mondo significa anche scegliere da quale parte guardarlo.
