Teatro e arte: gli appuntamenti da qui a primavera

Drammaturgia contemporanea, classici e nuovi linguaggi visivi. Il calendario degli spettacoli e degli incontri a Roma nei prossimi mesi La figura dell’asino è il filo conduttore di due progetti della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti, firmati da Raffaele Curi e Marina Abramović. Il primo è “Rose per Lucilio”, allestito a Rhinoceros dal 28 ottobre al […]

Drammaturgia contemporanea, classici e nuovi linguaggi visivi. Il calendario degli spettacoli e degli incontri a Roma nei prossimi mesi

La figura dell’asino è il filo conduttore di due progetti della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti, firmati da Raffaele Curi e Marina Abramović. Il primo è “Rose per Lucilio”, allestito a Rhinoceros dal 28 ottobre al 28 aprile. E’ il terzo capitolo della trilogia dopo “Preghiera per andare in paradiso con gli asinelli” e “Solo le cose fragili resistono in eterno”. Curi rilegge liberamente “L’Asino d’oro” di Apuleio. Nell’opera, Lucilio, trasformato nell’animale, ritrova forma umana grazie a Iside. Immagini e contenuti audiovisivi sviluppano un percorso sulla fragilità e sulla rinascita. Nel cortometraggio il giovane incontra un ciuco in un bosco. A interpretarlo è Mario Soldaini, studioso di filosofia del linguaggio.

L’esperimento prosegue all’Arco di Giano con “Confession, 2026”, installazione di Marina Abramović che inaugura il 19 novembre e resterà aperta fino al 19 maggio 2027. Realizzata dalla Fondazione Alda Fendi – Esperimenti con Factum Arte e la Soprintendenza, presenta la prima scultura in bronzo dell’artista, un asino dorato a grandezza naturale con a fianco una seduta. Il visitatore può prendere il posto dell’artista e affidare alla figura ricordi e paure. L’opera rielabora una performance del 2010 nella quale Abramović aveva coinvolto un quadrupede vivo. Completa il progetto il video “The Road to Confession”, di Nabil Elderkin e girato a Roma con l’asino Paltò. Luci di Vittorio Storaro.

 

Dall’11 al 22 novembre il Teatro Ambra Jovinelli ospita “Closer” di Patrick Marber, curato da Fabrizio Coniglio, con Paolo Kessisoglu, Roberta Caronia, Alessandro Averone e Yeva Sai. Dall’esordio nel 1997, il testo è arrivato anche al cinema con il film di Mike Nichols del 2004. Quattro personaggi, un giornalista di necrologi, una spogliarellista, un dermatologo e una fotografa, vivono relazione segnate da gelosia e tradimenti. Il desiderio di conoscere l’altro si scontra con l’incapacità di vederlo davvero. Per Kessisoglu è un ritorno alla prosa, per Yeva Sai un debutto.

 

Al Teatro Arcobaleno (Centro stabile del classico, dal 6 al 22 novembre, “Il malato immaginario” di Molière, nella versione di Carlo Emilio Lerici, liberamente ispirata all’adattamento di Constance Congdon. Lerici firma anche la regia. Protagonista Edoardo Siravo, affiancato da Francesca Bianco e da un ampio cast.

 

Dal 13 al 15 novembre, il Teatro Trastevere propone “One More Kiss, Dear”. Scritto da Giovanni Caloro e Francesca Pimpinelli, è interpretato da Pimpinelli e diretto da Caloro. Una donna affronta il rifiuto della persona amata e si confronta con presenze reali e immaginarie. Il racconto riflette su quanto il desiderio possa trasformarsi in dipendenza e l’amore lasciare spazio all’odio.

 

La XXI edizione di “In Altre Parole”, diretta da Pino Tierno, presenta testi della drammaturgia contemporanea. Tema di questa rassegna è la perdita dei punti di riferimento individuali e collettivi. Dal 2006 la rassegna ha presentato oltre 170 opere in 20 lingue, circa cinquanta delle quali sono state successivamente prodotte o messe in scena.

 

Il 16 novembre, nella Sala Black dello Spazio Diamante, è in programma “Tutti gli volevano bene” di Ignacio del Moral, tradotto da Giorgia Maria D’Isa e curato da Pietro Bontempo. Sul palco i diplomati di Factory, diretti da Gabriele Cirilli. Tre adolescenti, riuniti alla veglia funebre di Seba, diciassette anni, scoprono attraverso i ricordi del ragazzo comportamenti manipolatori e abusi psicologici.

 

Il 17 novembre il calendario prosegue nella Sala Black con “Uscire di scena” di Václav Havel. Tradotto da Annalisa Cosentino e curato da Veronica Cruciani, è interpretato da Paolo Giovannucci e dagli attori dell’Accademia Internazionale di Teatro. Rieger, capo di Stato ormai prossimo a lasciare l’incarico, tenta di conservare la propria leadership mentre gli alleati lo abbandonano. Havel firma una satira sul potere, con richiami a “Re Lear” e “Il giardino dei ciliegi”.

 

Il 18 novembre, alla Casa delle Traduzioni, Annalisa Cosentino e Pino Tierno partecipano all’incontro “La voce dell’altro: traduzione teatrale come viaggio transculturale”, dedicato al passaggio della scrittura da una lingua e una cultura all’altra.

 

Il 14 dicembre il Teatro Piccolo Eliseo ospita “Un giorno da principe”, ispirato a “Il principe” di Machiavelli, con elaborazione teatrale di Pino Tierno e interpretazione di Graziano Piazza. Con oggetti, marionette e racconti, la rappresentazione racconta le strategie con cui si conquista e si mantiene il potere, riprendendo le riflessioni del filosofo fiorentino.

 

Si prosegue nel 2027 con due incontri dedicati al teatro internazionale.  L’8 febbraio, all’Instituto Cervantes, Pino Tierno approfondisce le nuove tendenze del teatro in lingua spagnola e le questioni legate alla traduzione. Il 9 marzo, allo Spazio Diamante, Enrico Luttmann si concentra invece sugli autori e sui linguaggi della scena contemporanea anglofona. Il 19 aprile, nella Sala Black, spazio alla nuove proposte artistiche italiane con la lettura del testo vincitore di PODIUM, il premio dedicato agli scrittori emergenti, a cura di Miriam Mesturino.

 

A chiudere il calendario è “Testori New Wave”, la rassegna che lo Spazio Diamante dedicata ai copioni di Giovanni Testori. Il ciclo comprende tre allestimenti. “Per sempre”, in scena dal 5 all’8 novembre, “Nei letti degli altri”, dal 19 al 22 novembre, con Noemi Apuzzo protagonista e la regia di Joele Anastasi, che si ispira a “La Gilda del Mac Mahon”.

 

Infine, dal 25 al 28 febbraio 2027, sarà la volta di “SdisOrè”, con Evelina Rosselli, attrice e regista. In questo testo Testori rielabora il mito greco di Oreste e affronta i temi della colpa, della vendetta e dei conflitti familiari.

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