TERREMOSSE x Amatrice: dieci opere restituiscono nuovi modi di abitare un territorio diffuso

A dieci anni dal terremoto che nel 2016 ha colpito il Centro Italia, il progetto TERREMOSSE x Amatrice – Cantieri collettivi di architettura e riattivazione territoriale si conclude, lasciando al territorio molto più di nuove opere: ideato e coordinato dal Collettivo Terremosse e promosso da EASA Italia APS all’interno del network EASA – European Architecture […]
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A dieci anni dal terremoto che nel 2016 ha colpito il Centro Italia, il progetto TERREMOSSE x Amatrice – Cantieri collettivi di architettura e riattivazione territoriale si conclude, lasciando al territorio molto più di nuove opere: ideato e coordinato dal Collettivo Terremosse e promosso da EASA Italia APS all’interno del network EASA – European Architecture Students Assembly, l’iniziativa ha coinvolto oltre 250 architetti, designer e studenti provenienti da tutta Europa ma anche da Messico, Nicaragua, India, Armenia, Turchia, Palestina: un team internazionale che dal 2 al 12 luglio ha lavorato insieme alla comunità per trasformare bisogni reali e desideri emersi dall’ascolto del territorio in nuovi spazi dedicati all’incontro, alla socialità e alla vita quotidiana. Obiettivo del progetto è stato dimostrare che dopo la distruzione è possibile far emergere una nuova idea di abitare, ad Amatrice come in tutti i territori colpiti da calamità naturali. Terremosse x Amatrice ha consentito di trasformare le 69 frazioni in una “casa-territorio” e di dare una nuova visione dell’abitare diffuso.

Sono stati realizzati 10 progetti di costruzione e attivazione dello spazio pubblico che pongono l’attenzione su un aspetto spesso dimenticato dalla ricostruzione, cioè la pianificazione dello sviluppo del territorio (Terremosse è anche un gruppo di ricercatori).

L’iniziativa nasce da un percorso di ascolto durato quasi due anni, durante il quale il Collettivo ha attraversato le 69 frazioni di Amatrice, da cui è nata una call internazionale rivolta ad architetti e progettisti, chiamati a immaginare interventi architettonici capaci di rispondere alle esigenze della comunità che si sono tradotti in 10 cantieri collettivi. Studio, progettazione e autocostruzione si sono affiancati ad un ricco programma pubblico di talk, conversazioni, musica, performance artistiche, camminate e celebrazioni.

Dieci nuovi spazi di comunità

Le richieste emerse durante il percorso di ascolto parlavano spesso di bisogni semplici, ma fondamentali. È il caso di Casa Casale, situata nell’omonima frazione, dove una nuova struttura lignea offre finalmente uno spazio coperto per la comunità. Attraverso questa struttura, l’associazione locale Amici di Casale organizzerà presto incontri per riconnettere i residenti che, nell’attesa della ricostruzione, sono andati a vivere altrove.

A Colli, il Giardino dell’Eremo restituisce invece valore a un luogo profondamente legato alla memoria, alla ritualità e alle tradizioni locali. Il progetto è composto da più momenti: una soglia lapidea, uno stelo verticale e un ampio braciere circolare, questi ultimi due in titanio. Insieme, restituiscono nuova vita alla campana rimasta in silenzio dai tempi del terremoto. Nel centro storico, Tana Libera Tutti nasce invece pensando ai più giovani: “I nostri bambini non hanno mai visto Amatrice com’era una volta. Se non sviluppano una connessione con il territorio, si ricorderanno di tornare quando saranno grandi?”, si chiedeva Arianna, dell’associazione Alba Piccoli Passi, guardiana del progetto e custode del desiderio di un luogo dove i più giovani potessero giocare e crescere, capace di contrapporsi all’immagine del centro storico distrutto. Da questo desiderio nasce un piccolo padiglione pubblico per attività come rappresentazioni teatrali e laboratori per bambini.

Al Lago Scandarello, il workshop Breathing Circle ha realizzato un’ampia seduta circolare composta da frammenti lapidei e pietre abbandonate dal terremoto, assemblati con la tecnica dei muri a secco. L’intervento, concepito come un’opera di land art, valorizza l’ecosistema naturale del lago, rimasto intatto nonostante il sisma, instaurando un dialogo tra il paesaggio, la memoria e la ricostruzione.

I dieci cantieri hanno dato vita, inoltre, a nuove sedute nella piazza centrale di Cornillo Nuovo, un palco affacciato sulle montagne per rappresentazioni teatrali e serate di musica nella frazione di Collegentilesco, un riparo nei boschi di Capricchia dove poter organizzare feste, un luogo di sosta sulle rive del Lago Scandarello e tavolini e ripiani all’aperto per poter mangiare insieme in una piazzetta ad Amatrice.

Ma il risultato più importante è forse quello che non si vede. Se alla vigilia dell’iniziativa la lingua utilizzata per comunicare sembrava poter rappresentare un ostacolo, nei giorni del cantiere è diventata una delle sorprese più belle del progetto. I giovani progettisti sono stati accolti come parte della comunità e, allo stesso tempo, hanno contribuito a restituire al territorio uno sguardo nuovo. Tanto che gli stessi abitanti hanno sintetizzato lo spirito dell’iniziativa con una frase semplice ma efficace: «Oggi ad Amatrice c’è tutto il mondo».

Fondamentale è stato anche il ruolo dei guardiani, persone del posto, spesso legate ad associazioni locali, che hanno contribuito a individuare necessità e priorità. Sempre presenti durante i lavori e coinvolti direttamente nelle decisioni progettuali, molti abitanti hanno partecipato attivamente ai cantieri, mettendo a disposizione strumenti, competenze e tempo. Durante la cerimonia conclusiva sono state simbolicamente consegnate loro le “chiavi” degli interventi, a sancire il passaggio tra chi ha progettato e costruito le opere e chi continuerà a custodirle e a viverle nel tempo.

A guidare ogni fase del progetto, dall’ascolto del territorio fino alla realizzazione dei cantieri, è stato il Collettivo Terremosse, il gruppo che ha ideato e coordinato l’intera iniziativa.

«Il progetto lascia ad Amatrice non solo nuove opere, ma la possibilità di un nuovo modo di abitare un territorio sospeso dopo il terremoto. Da oggi, mentre le case sono ancora in ricostruzione, e mancano gli spazi per stare insieme, al lago si può trovare un salone dove rilassarsi, all’Eremo della Croce un luogo dove cucinare e pranzare in famiglia, a Casale una pergola per sorseggiare il caffè, a Collegentilesco, una quinta teatrale che si apre sulle montagne. Una volta terminati i cantieri, abbiamo notato che le persone hanno cominciato a muoversi in maniera diversa ed Amatrice è diventata una grande Casa- Territorio», racconta il Collettivo TERREMOSSE.

 

 INTERVENTI REALIZZATI

  • Tana Libera Tutti – Amatrice
  • Breathing Circle – Lago Scandarello
  • Il Giardino dell’Eremo – Colli
  • Let’s Eat and Seat – Cornillo Nuovo
  • Riscopri il fiume Molinaro – Fiume Molinaro
  • Camposaz x Terremosse – Capricchia
  • Casa Casale – Casale
  • S’Arrevot a Terre – Collegentilesco
  • Lignes D’Erre – Amatrice
  • Engineer Bricoleur – Cornillo Nuovo

 

Al seguente link le foto delle opere, immagini generiche e di momenti collettivi. Ogni immagine è stata nominata con i credits da inserire in fase di pubblicazione: https://www.swisstransfer.com/d/a1ffd1b4-3614-4907-b0c1-b6c1cfec6cf3

 

Bio Terremosse

Terremosse è una pratica collaborativa di 17 architetti e ricercatori che interviene nella riattivazione territoriale delle aree interne italiane. Dal 2024 si occupa di dare un supporto concreto ai territori vulnerabili colpiti da disastri naturali e indotti dall’uomo. Terremosse x Amatrice è il suo primo laboratorio sperimentale: 10 interventi diffusi per riattivare gli spazi pubblici di Amatrice e frazioni.

Il Collettivo Terremosse, ideatore e coordinatore sul territorio del progetto, è composto da: Giulia Azzini, Emma Ariaudo, Davide Battel, Elisa Cordaro, Ilaria Di Francescantonio, Marta Gaggi, Nicole Gardumi, Maria Letizia Guido, Alessandra Ledda, Pierfrancesco Lisi, Marco Maiorana, Sofia Manieri, Maria Vittoria Moretti, Alessandro Renzi, Giovanni Stoppoloni, Jiaqi Wang, Luca Wang.

TERREMOSSE rientra nel programma SESAM – Small European Students of Architecture Meeting, formato internazionale della rete EASA dedicato a sperimentazioni territoriali a scala ridotta e ad alta intensità relazionale. Il progetto è organizzato da EASA Italia APS con il patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Amatrice, del Politecnico di Milano – Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni (AUIC), dell’Università di Roma La Sapienza e dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara.

L’iniziativa gode del contributo della Fondazione Varrone, Fondazione Roma,  Unicredit e Otto per Mille Luterano; con il supporto di Slow Food Rieti, CSV Lazio ed Eurolegno. Sponsor del progetto sono Legnolandia, Tifast srl, BCC Roma e Tours service srl.

Le associazioni coinvolte sono: Associazione Concordia (Cornillo Nuovo), ProLoco Capricchia (Capricchia), Associazione Alba Piccoli Passi (Amatrice), Lenza Club (Lago Scandarello), Associazione Amici di Casale (Casale), associazione Colli (Colli), Nuovo Teatro Amatriciano (Amatrice).

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Fonte: www.rietilife.comRieti

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