Una bandiera ufficiale per rappresentare il Cicolano e rafforzarne l’identità storica, culturale e territoriale. È la proposta lanciata da Nicolò Rinaldi Di Federico, dottore in Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali, accompagnatore turistico e guida ambientale escursionistica, che ha inviato una lettera alla Comunità Montana Salto Cicolano, ai sette Comuni del territorio e alle rispettive […]
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Una bandiera ufficiale per rappresentare il Cicolano e rafforzarne l’identità storica, culturale e territoriale. È la proposta lanciata da Nicolò Rinaldi Di Federico, dottore in Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali, accompagnatore turistico e guida ambientale escursionistica, che ha inviato una lettera alla Comunità Montana Salto Cicolano, ai sette Comuni del territorio e alle rispettive Pro Loco.
L’iniziativa nasce da un forte legame personale con il Cicolano. «Sono discendente di una famiglia profondamente legata a questa terra – scrive – e da questo sentimento di appartenenza è nata l’idea di dotare il territorio di una propria bandiera, simbolo capace di rappresentarne la storia, la cultura e l’identità».
Nella lettera, Di Federico sottolinea come il Cicolano sia «una realtà di straordinaria ricchezza storica, culturale, paesaggistica e archeologica», ritenendo che un vessillo possa contribuire a rafforzare il senso di appartenenza della comunità e a promuovere il territorio.
L’autore ha realizzato personalmente il bozzetto della bandiera, dichiarando di cederne gratuitamente la proprietà intellettuale qualora venisse presa in considerazione per un’eventuale adozione ufficiale.
Ogni elemento del vessillo richiama un aspetto identitario del Cicolano. Al centro compare uno scudo attraversato da un fiume azzurro, simbolo del Salto e dell’omonimo lago. Ai lati si trovano sette torri rosse, che rappresentano i sette Comuni della Comunità Montana e richiamano le storiche torri quadrangolari di Torano e Poggio Poponesco.
Nella parte superiore è raffigurato un tumulo roccioso, riferimento sia al paesaggio montano sia al celebre Tumulo di Corvaro e agli importanti siti archeologici dell’area. Sopra il tumulo si ergono tre croci azzurre dedicate alle sante che più hanno segnato la storia religiosa del territorio: Santa Chelidonia, Santa Filippa Mareri e Santa Anatolia.
I colori predominanti, rosso e azzurro, sono stati scelti perché ricorrono nella tradizione araldica di numerosi Comuni del Cicolano. Completa il vessillo il motto latino “Duris Aequicula Glaebis”, tratto dal VII libro dell’Eneide di Virgilio, con cui il poeta definisce gli antichi Equicoli, popolazione che abitava queste terre.
«Non intendo soltanto presentare un simbolo grafico – conclude Di Federico – ma offrire un emblema capace di rappresentare la memoria, la cultura, la storia e il senso di appartenenza dell’intera comunità cicolana».
Ora la proposta è al vaglio delle amministrazioni locali, chiamate a valutare l’eventuale riconoscimento della bandiera come simbolo ufficiale o culturale del territorio.
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