Si è chiusa domenica sera la 95ª Festa dell’Uva e dei Vini di Velletri, un’edizione che difficilmente potrà essere valutata senza tenere conto delle condizioni straordinarie nelle quali è stata preparata, rinviata, ripensata e infine portata a compimento. La partecipazione c’è stata. Nel corso del fine settimana Corso della Repubblica e le principali piazze del centro storico sono state caratterizzate da un notevole afflusso di cittadini e visitatori, tra vino, prodotti tipici, musica, cantine, tradizioni, iniziative culturali e appuntamenti capaci di richiamare pubblico anche da fuori città.
Ma il bilancio di questa 95ª edizione va necessariamente letto partendo dal lavoro compiuto dietro le quinte. Una macchina organizzativa che era stata costruita per altre date e che, dopo il doppio spostamento e le successive rimodulazioni del programma, ha dovuto essere praticamente rimessa in moto in condizioni tutt’altro che semplici.
La Festa era infatti inizialmente prevista per sabato 3 e domenica 4 ottobre, con il patrocinio della Città di Velletri, in sinergia con Città del Vino – Associazione Nazionale e Coldiretti Lazio, e con l’organizzazione affidata a Tradizioni e Sapori de Noiatri APS. Il progetto originario prevedeva due giornate nelle quali l’intero centro cittadino, da Piazza Garibaldi a Piazza Mazzini, avrebbe dovuto trasformarsi in un grande percorso dedicato al vino e alle tradizioni, con il Tour delle Cantine, stand enogastronomici, artigianato, musica folkloristica e la partecipazione delle associazioni del territorio.
Poi gli eventi hanno imposto di cambiare tutto.
Una Festa ricostruita più volte
Il rinvio legato alla tragica scomparsa del 14enne Edoardo Petrella, con il lutto che ha attraversato profondamente la comunità veliterna, ha rappresentato inevitabilmente il momento più delicato.
La decisione di fermare la Festa era stata definita dal sindaco Ascanio Cascella non soltanto opportuna e doverosa, ma soprattutto “voluta”, perché in quei giorni, aveva spiegato, non vi sarebbero stati né l’animo né lo spirito per una celebrazione. Quando si è deciso di ripartire, però, non è bastato semplicemente spostare una data sul calendario.
Tradizioni e Sapori de Noiatri APS, insieme agli assessorati competenti, agli uffici comunali e a tutti i soggetti coinvolti, si è trovata davanti alla necessità di ricomporre in pochi giorni un programma molto articolato: ricontattare artisti e fornitori, verificare nuovamente la disponibilità delle cantine e delle associazioni, modificare allestimenti, riassegnare spazi, riorganizzare servizi, sicurezza, viabilità e occupazioni del suolo pubblico.
Un lavoro complesso, reso ancora più difficile dal fatto che non tutto ciò che era stato programmato inizialmente poteva essere trasferito automaticamente nelle nuove giornate.
Ed è proprio questo aspetto che deve accompagnare qualsiasi valutazione sulla Festa appena conclusa: la 95ª edizione è arrivata al traguardo dopo essere stata riscritta più volte e dopo uno sforzo organizzativo indubbiamente superiore all’ordinario.
Tanta gente nel centro storico
Nonostante le difficoltà, la risposta del pubblico è arrivata. Già dal pomeriggio di sabato, dopo l’inaugurazione volutamente sobria e il minuto di raccoglimento dedicato ad Edoardo, Corso della Repubblica, Piazza Cairoli, Piazza Mazzini e Piazza Caduti sul Lavoro hanno iniziato ad animarsi, soprattutto per merito delle associazioni, come quella dei Vignaroli Velletrani (guidati dal Presidente Michele Di Stazio) che hanno rinverdito il rito della pigiatura e riportato tutti alle antiche tradizioni.
Il Salotto del Vino, gli spazi delle cantine, gli stand enogastronomici, la tradizionale pigiatura dell’uva, gli allestimenti, gli spettacoli musicali e le iniziative delle associazioni hanno accompagnato cittadini e visitatori lungo il centro. Buono anche il riscontro per il Tour in Cantina, uno degli appuntamenti maggiormente legati alla vera identità della manifestazione: quella di una città che mantiene un rapporto profondo con la viticoltura, l’agricoltura e la produzione vinicola.
A completare il programma sono stati gli appuntamenti dei Musei Civici, la corsa delle botti, gli Sbandieratori, gli eventi dell’AVIS e il Memorial Luciano Luciani, che ha portato a Velletri anche campioni come Francesco Moser, Marta Bastianelli e Palmiro Masciarelli.
Felci: «Una Festa partecipata nonostante i tanti problemi»
A tracciare un bilancio è stato l’assessore Paolo Felci, tra coloro che più direttamente hanno seguito la complessa fase di riorganizzazione. «È stata una Festa dell’Uva partecipata nonostante i tanti problemi. Il bilancio è positivo, abbiamo visto molte persone in strada e nelle piazze, una buona partecipazione al Tour in Cantina, una buona affluenza agli spettacoli musicali e molta gente nel centro storico di Velletri».
Felci non ha nascosto le difficoltà affrontate nelle settimane precedenti. «Abbiamo dovuto mutare più e più volte la programmazione, non è stato affatto semplice, ma nonostante questo c’è soddisfazione».
Parole che danno la misura di quanto, quest’anno, il lavoro organizzativo abbia rappresentato una componente determinante per consentire alla Festa di andare comunque in scena.
Simonetti: «Al centro vino, cantine ed eccellenze veliternе»
Accanto a Felci, un ruolo centrale è stato svolto dall’assessore all’Agricoltura Cristian Simonetti, che già alla vigilia aveva indicato con chiarezza uno degli obiettivi della manifestazione: riportare vino, uva e produttori locali al centro della Festa. «È stata una Festa dell’Uva e dei Vini certamente più complessa di quanto avessimo immaginato, perché siamo stati costretti a rivedere più volte il programma e a riorganizzare in pochissimo tempo una manifestazione che coinvolge tantissime realtà. Nonostante questo siamo riusciti a portarla a termine con una buona partecipazione e, soprattutto, mantenendo al centro il vino, le nostre cantine e le eccellenze del territorio. Il Tour in Cantina e la presenza delle aziende vitivinicole hanno confermato quanto Velletri abbia un patrimonio importante da valorizzare sempre di più. Ci sono sicuramente aspetti sui quali lavorare e migliorare, ma da questa edizione dobbiamo ripartire rafforzando ancora di più il legame tra la Festa dell’Uva, il mondo agricolo, le cantine e l’identità vitivinicola di Velletri. È questa la direzione sulla quale vogliamo continuare a investire».
Non sono mancate, naturalmente, le osservazioni critiche, da tradizione in ogni kermesse tanto attesa. Osservazioni che possono certamente diventare uno spunto utile per il futuro, senza dimenticare che si è trattato di una manifestazione costruita affrontando più spostamenti e rimodulazioni, che ha dovuto inevitabilmente fare i conti con disponibilità che cambiano, appuntamenti che non possono essere recuperati, fornitori e artisti che possono avere altri impegni e spazi che devono essere ripensati.
Questo non significa sottrarre la Festa alle valutazioni o alle critiche, ma significa giudicarla tenendo conto delle condizioni reali nelle quali è stata organizzata.
Il ruolo di Tradizioni e Sapori de Noiatri APS
In questo quadro merita di essere evidenziato il lavoro di Tradizioni e Sapori de Noiatri APS, associazione organizzatrice che si è trovata a gestire una situazione decisamente diversa da quella immaginata quando era cominciata la preparazione dell’evento. Mettere in piedi una Festa dell’Uva significa coordinare decine di realtà differenti, dalle cantine agli operatori commerciali, dagli artisti alle associazioni, passando per logistica, allestimenti e rapporti con i diversi soggetti istituzionali. Farne fronte dopo aver dovuto smontare e ricostruire più volte il programma ha richiesto evidentemente uno sforzo ulteriore.
Lo stesso sindaco Cascella, durante l’inaugurazione, aveva voluto riconoscere pubblicamente il lavoro compiuto dagli assessori Paolo Felci e Cristian Simonetti, sottolineando come «nella difficoltà e nell’imprevisto si vedono le capacità». Un riconoscimento che può essere esteso a tutta la macchina che ha consentito alla manifestazione di svolgersi: Tradizioni e Sapori de Noiatri APS, Amministrazione comunale, uffici, cantine, produttori, associazioni, Forze dell’Ordine, Protezione Civile, Croce Rossa, operatori e volontari.
Un bilancio da cui ripartire verso la 96ª edizione
La partecipazione registrata conferma che la Festa dell’Uva continua ad essere uno degli appuntamenti identitari più sentiti di Velletri e che esiste una comunità pronta a rispondere quando viene chiamata a ritrovarsi nel proprio centro storico. La 95ª edizione resterà inevitabilmente legata a un contesto particolare: al dolore per Edoardo, all’inaugurazione senza eccessi, alle date cambiate, ai programmi rifatti e alle difficoltà affrontate fino all’ultimo.
Proprio per questo, al di là delle inevitabili criticità, va riconosciuto lo sforzo di chi è riuscito comunque a portare la Festa fino in fondo, facendo il massimo possibile in condizioni oggettivamente difficili. Alla fine Velletri è tornata nelle proprie piazze, il vino e le cantine hanno ritrovato spazio nel cuore della città e una tradizione arrivata alla sua 95ª edizione ha superato anche una delle prove organizzative più complicate degli ultimi anni.
Ora lo sguardo può già rivolgersi alla 96ª, facendo tesoro di ciò che potrà essere migliorato. Ma senza dimenticare che, questa volta più che mai, riuscire a fare la Festa è stato già di per sé un risultato importante.
