Eleonora De Paolis, protagonista di tre Paralimpiadi, riceverà la prima Terracotta d’oro al Velletri Wine Festival del 26 e 27 settembre
Tre partecipazioni ai Giochi Paralimpici in due discipline differenti, un argento mondiale nella paracanoa e una vita trascorsa nello sport, prima e dopo l’incidente che nel 2011 ne ha cambiato radicalmente il corso.
Sarà Eleonora De Paolis, atleta paralimpica nata a Velletri nel 1986, la protagonista della tredicesima edizione del Velletri Wine Festival “Nicola Ferri”, in programma sabato 26 e domenica 27 settembre.
De Paolis sarà la madrina della manifestazione e riceverà la prima “Terracotta d’oro”, riconoscimento ispirato alle antiche decorazioni rinvenute sul colle delle Stimmate e ideato per rendere omaggio a una personalità capace di rappresentare, attraverso il proprio percorso, la forza, la tenacia e l’identità della città.
L’edizione 2026 del Festival è stata presentata giovedì mattina nella Sala conferenze del Museo Civico Archeologico “Oreste Nardini”, alla presenza della direttrice del museo, Raffaella Silvestri, e del presidente del Circolo Artistico La Pallade Veliterna, Alessandro Filippi.
Eleonora De Paolis, una vita nello sport
Prima di diventare una delle atlete italiane più conosciute del movimento paralimpico, Eleonora De Paolis aveva già costruito un legame profondissimo con lo sport. Da bambina praticò ginnastica artistica a livello agonistico, per poi avvicinarsi all’atletica leggera e specializzarsi nel salto con l’asta, disciplina che la accompagnò fino agli anni dell’università. Parallelamente agli allenamenti ha portato avanti gli studi, laureandosi in Ingegneria gestionale all’Università di Roma Tor Vergata.
Nel 2011, a 25 anni, un incidente stradale le causò una lesione midollare. Fu un confine netto tra due fasi della vita, ma non rappresentò la fine del suo rapporto con lo sport. Dopo un periodo difficile, De Paolis tornò a mettersi alla prova cimentandosi inizialmente nel tiro a segno paralimpico, disciplina con la quale partecipò agli Europei e ai Mondiali.
Nel 2014 iniziò una nuova avventura nel para-rowing, il canottaggio paralimpico. Nel giro di poco tempo entrò nel giro della Nazionale, conquistò titoli italiani e partecipò ai Mondiali. Il suo percorso la portò fino alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro del 2016, dove gareggiò nel singolo femminile.
Proprio a Rio nacque l’interesse per la paracanoa. Una nuova sfida, affrontata ancora una volta senza risparmiarsi, che la condusse ai vertici internazionali nella categoria KL1 200 metri, riservata alle atlete che utilizzano prevalentemente braccia e spalle per imprimere forza alla pagaia.
Nel 2018, ai Campionati mondiali disputati a Montemor-o-Velho, in Portogallo, conquistò una prestigiosa medaglia d’argento. A questa si sono aggiunti risultati di rilievo nelle competizioni europee e in Coppa del Mondo.
Nel 2021 arrivò la seconda partecipazione paralimpica, questa volta nella paracanoa. Alle Paralimpiadi di Tokyo 2020, disputate con un anno di ritardo a causa della pandemia, De Paolis sfiorò il podio classificandosi quarta nella finale del KL1. Nel 2024 tornò ancora una volta ai Giochi, rappresentando l’Italia alle Paralimpiadi di Parigi.
Rio, Tokyo e Parigi: tre Paralimpiadi e due discipline differenti, attraversate con la medesima determinazione. Un percorso che racconta non soltanto le capacità di un’atleta, ma anche la possibilità di reinventarsi senza rinunciare alle proprie ambizioni.
Per De Paolis la canoa rappresenta soprattutto libertà. Quando sale sull’imbarcazione lascia la carrozzina sul pontile e può muoversi sull’acqua senza dover fare i conti con gradini, ostacoli e barriere architettoniche. Non semplicemente inclusione, dunque, ma la possibilità di sentirsi sullo stesso piano degli altri atleti.
La prima “Terracotta d’oro”
La consegna della prima “Terracotta d’oro”, prevista sabato 26 settembre nella Sala conferenze del Museo Civico, assume così un significato che va oltre il semplice premio sportivo.
Il riconoscimento trae ispirazione dalle antiche terrecotte architettoniche rinvenute sotto la chiesa delle Stimmate nel 1784 e nel 1910. Reperti riconducibili al tempio etrusco-italico del VI secolo avanti Cristo, capaci ancora oggi di raccontare l’abilità degli artigiani e la ricchezza culturale dell’antica Velletri.
L’argilla modellata e trasformata dal fuoco diventa, idealmente, il simbolo della vita di un’atleta che ha dovuto dare una forma nuova al proprio futuro. Un legame tra le radici archeologiche della città e una storia contemporanea di sacrificio, autonomia e ripartenza.
Il riconoscimento alla Società Ginnastica Velitrae
La premiazione di Eleonora De Paolis seguirà l’Accademia di ginnastica dedicata alla storica Società Ginnastica Velitrae, alla quale verrà assegnata la Pallade d’argento.
Fondata nel 1904 per iniziativa di don Ettore Moresi e di un gruppo di giovani veliterni, la Velitrae rappresenta una delle esperienze sportive più longeve e significative della città. Attraverso la ginnastica, gli esercizi agli attrezzi e le attività all’aperto, la società contribuì alla crescita e alla formazione di intere generazioni, diffondendo un’idea dello sport fondata su disciplina, educazione e senso di appartenenza.
La presenza, nella stessa giornata, della Velitrae e di Eleonora De Paolis creerà così un ponte tra due stagioni differenti dello sport veliterno: da una parte una società nata all’inizio del Novecento, dall’altra un’atleta contemporanea che ha portato il nome di Velletri sui più importanti palcoscenici internazionali.
Gli altri premi del Velletri Wine Festival
Il programma del Velletri Wine Festival comprenderà numerosi altri riconoscimenti. I Premi “Pallade Veliterna speciali” saranno conferiti a Filippo Ciccotti e Lara Liotta, mentre il Premio “Ludovico Camangi” sarà assegnato all’azienda Colle di Maggio.
Il Premio Ve.La “Marcello Mammucari” verrà invece consegnato dalle figlie Carolina e Laura alla giornalista Michela Emili, direttrice editoriale di Castelli Notizie, un riconoscimento che rende questa edizione particolarmente significativa anche per la nostra redazione.
Ampio spazio sarà riservato anche all’arte. I figli del compianto maestro Agostino De Romanis inaugureranno la collettiva d’arte contemporanea, mentre tornerà l’estemporanea di pittura “Velletri e i suoi scorci”, voluta da Valter Campanella. La mostra resterà aperta fino al 4 ottobre.
Nonostante il rinvio della 95ª Festa dell’Uva per questioni burocratiche, gli organizzatori hanno scelto di confermare il Velletri Wine Festival nelle giornate del 26 e 27 settembre, mantenendo vivo lo spirito della compianta assessora Romina Trenta, racchiuso nella frase che ne accompagnava l’impegno: «Deve vincere Velletri».
Il Festival unirà così vino, archeologia, arte, memoria e sport. Al centro ci sarà il riconoscimento a Eleonora De Paolis, una donna che ha saputo attraversare l’incidente, la riabilitazione, il cambiamento e la fatica dell’agonismo senza accontentarsi di partecipare.
La “Terracotta d’oro” premierà una campionessa mondiale e paralimpica, ma soprattutto una veliterna che ha dimostrato come sia possibile modellare nuovamente la propria esistenza, trasformando una frattura in una nuova partenza.
