L’episodio a Velletri riporta al centro dell’attenzione le condizioni della Casa Circondariale cittadina, tra sovraffollamento, carenze di personale e difficoltà operative.
Tensione nella Casa Circondariale di Velletri, dove i detenuti di un’intera sezione hanno dato vita a una protesta passiva per chiedere l’inserimento di un nuovo arrivato nel proprio reparto. Il segretario nazionale FSA CNPP-SPP Daniele Nicastrini lancia l’allarme sul sovraffollamento: «591 detenuti a fronte di 386 posti disponibili».
Nuovo episodio di tensione all’interno della Casa Circondariale di Velletri, dove i detenuti di un’intera sezione avrebbero inscenato una protesta passiva, rifiutandosi di rientrare nelle rispettive celle al termine delle attività quotidiane.
A denunciare l’accaduto è Daniele Nicastrini, segretario nazionale del sindacato FSA CNPP-SPP, che attraverso un comunicato diffuso oggi, martedì 27 ottobre, richiama l’attenzione sulle difficili condizioni operative della struttura penitenziaria veliterna e sulle criticità che il personale di Polizia Penitenziaria è chiamato ad affrontare.
Secondo quanto riferito dal sindacalista, la protesta sarebbe stata innescata da una richiesta riguardante la collocazione di un detenuto appena arrivato da un’altra sezione dell’istituto.
La protesta per l’assegnazione di un detenuto
Stando alla ricostruzione fornita dal sindacato, i detenuti di un intero reparto avrebbero incrociato le braccia, rifiutandosi di fare rientro nelle celle al termine delle attività previste. Alla base della protesta ci sarebbe stata la volontà di ottenere l’inserimento nel proprio braccio detentivo di un detenuto proveniente da un’altra sezione della struttura.
Una mobilitazione che, secondo Nicastrini, si inserisce in un quadro più ampio di episodi analoghi registrati negli istituti penitenziari italiani, nei quali gruppi di detenuti tentano di influenzare le decisioni relative all’organizzazione interna e all’assegnazione degli spazi.
Il comunicato non specifica la durata della protesta né le modalità con cui si sia conclusa.
Nicastrini: «Agenti costretti a operare in condizioni di grave sottoorganico»
A preoccupare il sindacato sono soprattutto le condizioni nelle quali il personale di Polizia Penitenziaria è chiamato a gestire situazioni di tensione come quella denunciata.
«Ancora una volta il personale di Polizia Penitenziaria si trova a dover gestire in prima linea, in condizioni di grave sottoorganico e con enormi rischi, situazioni di forte frizione provocate da pretese della popolazione detenuta che rischiano di incrinare i già precari equilibri della struttura», dichiara Daniele Nicastrini.
Il segretario nazionale sottolinea come l’episodio si aggiunga alle numerose criticità che interessano il sistema penitenziario nazionale.
«Questo episodio si somma alla scia di eventi critici che caratterizzano molti istituti italiani, aggravati da una drammatica scopertura negli organici del personale di sorveglianza», aggiunge.
Sovraffollamento al 153%: «591 detenuti per 386 posti»
Uno degli aspetti più preoccupanti evidenziati dal sindacato riguarda il sovraffollamento della Casa Circondariale di Velletri. Secondo i dati riportati da FSA CNPP-SPP, attualmente nell’istituto sarebbero presenti 591 detenuti a fronte di una capienza di 386 posti, con un tasso di occupazione pari a circa il 153%.
Numeri che, se confermati, descrivono una condizione di forte pressione sulla struttura, con oltre 200 persone detenute in più rispetto alla capienza indicata. Una situazione che, secondo il sindacato, contribuisce ad aggravare le difficoltà nella gestione quotidiana dei reparti, aumentando il carico di lavoro per gli agenti e rendendo ancora più delicato il mantenimento degli equilibri interni.
Il problema del sovraffollamento si intreccia infatti con quello della carenza di personale, denunciato da tempo dalle organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria.
La richiesta al DAP: «Interventi immediati per garantire sicurezza e organici adeguati»
Alla luce dell’ultimo episodio, il sindacato FSA CNPP-SPP torna a sollecitare un intervento da parte dei vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e del Provveditorato Regionale.
Le richieste riguardano in particolare il potenziamento degli organici della Polizia Penitenziaria, la riduzione del sovraffollamento e il rafforzamento delle condizioni di sicurezza all’interno dell’istituto.
Per il sindacato non è più tollerabile che l’incolumità degli agenti e la sicurezza dei reparti possano essere messe a rischio da situazioni di tensione e proteste collettive.
Da qui la richiesta di assicurare il rispetto delle regole interne e di adottare provvedimenti in grado di restituire maggiore stabilità alla gestione della struttura.
L’episodio denunciato a Velletri riporta dunque al centro dell’attenzione le condizioni della Casa Circondariale cittadina, tra sovraffollamento, carenze di personale e difficoltà operative.
Questioni sulle quali il sindacato chiede risposte concrete e tempestive, affinché siano garantite condizioni di maggiore sicurezza per gli agenti, per il personale che opera nell’istituto e per la stessa popolazione detenuta.
