L’Agenzia regionale interviene dopo le polemiche sui social e chiarisce la propria posizione sulla manifestazione dedicata alla cultura del vino
Dopo le polemiche e le accuse circolate negli ultimi giorni sui social in merito all’organizzazione dell’edizione 2026 di “Tutti giù in Cantina – Festival Internazionale della Cultura del Vino”, arriva la presa di posizione ufficiale di ARSIAL, l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio, che ha diffuso una nota per chiarire la propria posizione e respingere alcune ricostruzioni ritenute non corrispondenti alla realtà.
Nel comunicato, l’Agenzia precisa anzitutto che non vi sarebbe stato alcun rifiuto motivato da ragioni personali, arbitrarie o da presunte contrapposizioni istituzionali.
“Nessuno spazio negato per motivi personali”
ARSIAL interviene per smentire quanto sostenuto da alcuni commenti e post pubblicati online, nei quali si sarebbe parlato di una presunta volontà dell’Agenzia di impedire lo svolgimento dell’evento attraverso il mancato utilizzo di determinati spazi.
«Non corrisponde al vero il fatto che l’Agenzia abbia negato gli spazi per ragioni arbitrarie, personali o riconducibili a contrapposizioni istituzionali», si legge nella nota ufficiale.
L’ente regionale spiega invece che la propria posizione deriva da una valutazione tecnica e organizzativa maturata già in occasione dell’edizione 2025 della manifestazione.
Le criticità evidenziate dopo l’edizione 2025
Secondo quanto riferito da ARSIAL, le perplessità sull’impostazione dell’evento non sarebbero una novità. L’Agenzia sottolinea infatti di aver già rappresentato agli organizzatori, al termine della scorsa edizione, una serie di criticità riguardanti l’organizzazione complessiva della manifestazione.
Aspetti che, secondo l’ente regionale, non sarebbero risultati pienamente coerenti con gli standard qualitativi, organizzativi e di rappresentanza che ARSIAL è chiamata a garantire nell’ambito delle proprie attività istituzionali di promozione del comparto agricolo e agroalimentare laziale.
“Serve una progettualità più solida”
Nel documento l’Agenzia ribadisce di non aver espresso alcun veto preventivo nei confronti dell’iniziativa né tantomeno nei confronti del CREA, il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria, partner storico di numerose iniziative dedicate alla valorizzazione del vino e delle produzioni agricole. La richiesta avanzata da ARSIAL sarebbe stata piuttosto quella di sviluppare un progetto più strutturato e maggiormente in linea con le finalità istituzionali dell’ente.
«ARSIAL ha semplicemente ritenuto necessario richiamare l’esigenza di una progettualità più strutturata, più solida e maggiormente coerente con il ruolo istituzionale dell’Agenzia», si legge nella nota.
Una posizione che l’ente collega direttamente al lavoro svolto negli ultimi anni per la promozione e la valorizzazione delle eccellenze agricole e agroalimentari del Lazio.
Disponibilità al dialogo e alla collaborazione
Nel comunicato viene inoltre ribadita la disponibilità dell’Agenzia a valutare eventuali proposte future che mettano concretamente al centro il sistema produttivo regionale.
ARSIAL afferma infatti di essere pronta a esaminare iniziative capaci di valorizzare i prodotti del territorio, le aziende agricole, le filiere agroalimentari e le realtà imprenditoriali del Lazio attraverso progettualità ritenute adeguate agli obiettivi di promozione e sviluppo del comparto.
Nessuna frattura con il CREA
Un altro passaggio significativo della nota riguarda il rapporto con il CREA, che l’Agenzia regionale definisce un interlocutore istituzionale importante.
«La collaborazione istituzionale con il CREA non è in alcun modo messa in discussione e resta un valore importante», precisa ARSIAL.
L’Agenzia conclude confermando che continuerà a valutare tutte le proposte e le iniziative sulla base della loro qualità progettuale, della coerenza con gli obiettivi pubblici perseguiti e della capacità di rappresentare in maniera adeguata il sistema agricolo e agroalimentare regionale.
Una presa di posizione che interviene nel pieno del dibattito sorto attorno all’edizione 2026 di “Tutti giù in Cantina” e che punta a riportare la discussione sul terreno delle valutazioni tecniche e istituzionali, ribadendo la volontà di sostenere manifestazioni in grado di valorizzare efficacemente le eccellenze produttive del Lazio.
IL TESTO INTEGRALE DELLA NOTA DI ARSIAL
Roma, 26 maggio 2026 – “In riferimento ad alcune dichiarazioni diffuse sui social network sulla manifestazione “Festival Internazionale della Cultura del Vino – Tutti giù in Cantina”, ARSIAL ritiene necessario precisare quanto segue.
Non corrisponde al vero il fatto che l’Agenzia abbia “negato gli spazi” per ragioni arbitrarie, personali o riconducibili a contrapposizioni istituzionali.
La posizione di ARSIAL nasce da una valutazione oggettiva circa le modalità con cui l’iniziativa è stata concepita, organizzata e realizzata nell’edizione 2025. In quella occasione erano già state rappresentate agli organizzatori le molte criticità relative all’impostazione complessiva dell’evento, ritenuto non coerente con gli standard qualitativi, organizzativi e di rappresentazione che l’Agenzia è chiamata a garantire.
ARSIAL non ha quindi espresso un diniego pregiudiziale nei confronti di nessuno, tantomeno del Crea. Ha semplicemente ritenuto necessario richiamare l’esigenza di una progettualità più strutturata, più solida e maggiormente coerente con il ruolo istituzionale dell’Agenzia e con la qualità del lavoro che oggi ARSIAL porta avanti, con grande impegno, nella promozione del sistema agricolo e agroalimentare regionale.
Resta ferma, come del resto si evince dalle interlocuzioni ufficiali, la disponibilità dell’Agenzia a valutare eventuali proposte evolutive che mettano realmente al centro il prodotto, i produttori, le imprese agricole, i territori e la qualità delle filiere del Lazio.
La collaborazione istituzionale con il CREA non è in alcun modo messa in discussione e resta un valore importante. ARSIAL continuerà a esaminare ogni iniziativa sulla base della sua qualità progettuale, della coerenza con i propri obiettivi pubblici e della capacità di rappresentare adeguatamente il sistema agroalimentare regionale”.
