Velletri, successo per “L’arte che cura” di ANDOS ai Musei Civici: apprezzamento per le parole di Veronica Panfili e Ombretta Colonnelli

Grande partecipazione ai Musei Civici di Velletri per “L’arte che cura”, l’incontro con ANDOS e la storica dell’arte Veronica Panfili nell’ambito dell’Ottobre Rosa

Una mattinata capace di unire arte, archeologia, fragilità, rinascita e senso di comunità, davanti a un pubblico numeroso e particolarmente partecipe. Ha riscosso grande interesse “L’arte che cura”, l’iniziativa ospitata nella mattinata di sabato 10 ottobre nella Sala Conferenze dei Musei Civici di Velletri, realizzata dalll’ANDOS di Velletri e Lariano, nell’ambito degli appuntamenti dell’Ottobre Rosa.

Un evento che, inserito nel ricco programma culturale predisposto dai Musei Civici in occasione della 95ª Festa dell’Uva e dei Vini, è riuscito ad andare ben oltre la tradizionale conferenza storico-artistica. Grazie soprattutto al racconto appassionato della storica dell’arte Veronica Panfili, opere conosciute in tutto il mondo e reperti custoditi proprio a Velletri sono diventati strumenti attraverso i quali parlare della vita, delle sue fatiche, delle ferite, della solitudine, ma anche della capacità di ricominciare.

Raffaella Silvestri: «La bellezza salverà il mondo»

Ad aprire l’incontro è stata la direttrice dei Musei Civici Raffaella Silvestri, che ha scelto di partire da una delle frasi più celebri legate a L’Idiota di Fëdor Dostoevskij: «La bellezza salverà il mondo».

Ma quale bellezza? Silvestri ha voluto leggerla soprattutto come bellezza interiore, quella che nasce dai sentimenti positivi, dalla capacità di guardare agli altri e dal desiderio di costruire qualcosa di buono per la propria comunità.

«Se c’è bellezza interiore, se c’è bellezza dentro di noi, se ci sono sentimenti positivi e voglia di fare – ha sottolineato – credo che questo possa salvare tante cose, a cominciare dalla nostra città».

Un’introduzione che ha immediatamente definito lo spirito dell’intera mattinata: non limitarsi a osservare la bellezza, ma interrogarsi su ciò che la bellezza può generare nelle persone.

Chiara Ercoli: «Una rete di bellezza che dà i suoi frutti»

A seguire è intervenuta la vicesindaca e assessora alla Cultura Chiara Ercoli, che ha legato il tema della bellezza al lavoro svolto quotidianamente dalle volontarie di ANDOS (l’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno).

«Qui di bellezza ce n’è tanta, soprattutto quella interiore – ha sottolineato –. La trovo in tutte le ragazze dell’ANDOS, a cominciare dalla presidente Ombretta Colonnelli, la ritrovo nella Direttrice dei Musei e la ritrovo in Veronica. Penso che oggi questa rete di bellezza darà i suoi frutti».

Ercoli ha quindi ringraziato ANDOS per il lavoro svolto sul territorio e «per la bellezza che porta lì dove ci sono dolore e sofferenza», soffermandosi anche sull’attività dei Musei Civici: «State facendo un lavoro straordinario e state portando i Musei al centro della città», ha evidenziato la vicesindaca, definendo quella di sabato una delle iniziative «che forse ci commuovono e ci uniscono di più».

Il viaggio di Veronica Panfili tra arte, vita e rinascita

È stato poi il momento di Veronica Panfili, protagonista di un intervento che ha saputo conquistare l’attenzione del pubblico attraverso immagini, racconti e continui collegamenti tra la storia dell’arte e l’esperienza umana.

Il viaggio è partito dalla Venere della “Primavera” di Sandro Botticelli, dalla sua dimensione di protezione e accoglienza e dalla figura di Cupido, rappresentato bendato perché, nella tradizione iconografica, l’amore è cieco.

Da lì il percorso si è progressivamente spostato dalla grande storia dell’arte internazionale al patrimonio custodito proprio a Velletri. Uno dei momenti più significativi è stato dedicato al celebre Sarcofago delle Fatiche di Ercole, uno dei capolavori del Museo Civico Archeologico “Oreste Nardini”, risalente al II secolo d.C.. Le fatiche dell’eroe sono diventate, nella lettura proposta da Panfili, quasi una trasposizione del percorso di ogni essere umano. Ercole, figlio di Zeus, deve affrontare prove apparentemente impossibili e riesce a superarle non soltanto attraverso la forza, ma anche grazie all’astuzia e soprattutto a una nuova consapevolezza di sé. Una lettura volutamente umana del mito: le “fatiche” come ostacoli che ciascuno incontra nel proprio percorso di crescita, momenti che possono mettere alla prova ma anche trasformare.

Le radici, Klimt e la necessità di conoscere da dove veniamo

Un altro dei fili conduttori è stato quello delle radici. Panfili ha richiamato “L’Albero della vita” di Gustav Klimt, motivo centrale del celebre Fregio Stoclet, nel quale i rami e le forme che si intrecciano richiamano il ciclo della vita, la continuità e il legame tra le diverse esperienze dell’esistenza.

Proprio il rapporto tra passato e presente è tornato più volte nel corso dell’incontro. «La storia è maestra di vita – ha ricordato Panfili –. Se non conosciamo il nostro passato non possiamo affrontare il nostro futuro. Dobbiamo avere memoria di quello che è successo per evitare di commettere tanti errori».

Dalla Lastra dell’Orante alle Sacre Stimmate

Il racconto ha quindi attraversato alcuni dei reperti più preziosi del patrimonio archeologico veliterno, tra cui la Lastra dell’Orante, opera paleocristiana del IV secolo custodita nel Museo “Oreste Nardini” e decorata con scene dell’Antico e del Nuovo Testamento.

Spazio anche all’Area Archeologica delle SS. Stimmate, luogo che oggi rappresenta una delle testimonianze più suggestive della lunghissima storia della città. Panfili ha ricordato anche la vicenda attraverso la quale l’area riuscì a salvarsi da una trasformazione radicale, sottolineando il ruolo svolto dalla reazione della comunità.

«Quando la gente vide quello che stava accadendo si ribellò», ha ricordato, evidenziando come proprio il senso di appartenenza dei veliterni abbia contribuito alla tutela di un luogo che oggi permette di leggere millenni di storia della città.

Una vicenda diventata essa stessa metafora del tema dell’incontro: prendersi cura di qualcosa significa innanzitutto riconoscerne il valore.

Monet, gli ex voto di Soleluna e un racconto che attraversa i secoli

Il viaggio proposto da Veronica Panfili ha continuato ad attraversare epoche e linguaggi differenti, arrivando anche alle Ninfee di Claude Monet, uno dei simboli dell’Impressionismo, e tornando poi ancora una volta alla storia più antica di Velletri.

Tra i temi affrontati anche gli ex voto provenienti dall’area di Soleluna, dove le ricerche archeologiche documentano l’esistenza di un importante deposito votivo: oggetti che riconducono ancora una volta alle paure, alle speranze, alle richieste di protezione e al bisogno di cura degli uomini e delle donne del passato.

Ed è stato proprio questo continuo passaggio tra la grande arte e i reperti locali a rendere l’incontro particolarmente coinvolgente: opere lontane per epoca, provenienza e linguaggio hanno finito per raccontare sentimenti sorprendentemente simili.

«L’arte accoglie le nostre fragilità e le trasforma in bellezza»

Il senso dell’intero percorso è stato condensato da Panfili nelle parole conclusive, probabilmente tra le più apprezzate della mattinata:

«L’arte diventa uno strumento, un grande strumento di cura che prevede ascolto e comunità. L’arte accoglie le nostre fragilità trasformandole in bellezza».

Un messaggio che ha trovato una corrispondenza immediata nell’esperienza di ANDOS.

Ombretta Colonnelli: «Il bello è sostegno, ma serve una comunità intorno»

A chiudere l’incontro è stata infatti la Presidente di ANDOS Velletri e Lariano, Ombretta Colonnelli, che ha ricordato come l’associazione lavori già dal 2022 sul rapporto tra arte e cura. Colonnelli ha sottolineato quanto molti dei temi affrontati da Veronica Panfili siano gli stessi che emergono negli incontri di auto mutuo aiuto dell’associazione.

Particolarmente significativo il riferimento alla solitudine, fenomeno che, ha spiegato, è emerso con forza da alcuni questionari realizzati dall’associazione insieme a Crea Sanità, soprattutto tra le donne più giovani.

Da qui l’importanza di tornare a creare occasioni di condivisione. «È importante il confronto, è importante stare insieme – ha ricordato –. Può essere anche semplicemente andare al museo o andare a teatro. Non necessariamente dobbiamo parlare della malattia: lì dove è necessario viene da sé».

Un concetto che lega perfettamente cultura e cura: uscire, incontrarsi, osservare un’opera, condividere un’esperienza possono diventare elementi di una rete che aiuta le persone a non sentirsi sole.

«Il bello è sostegno, il bello è aiuto, ma soprattutto il bello è quando c’è poi la comunità intorno», ha concluso Colonnelli, ringraziando la direttrice, Veronica Panfili e Chiara Ercoli per una collaborazione che sembra destinata a produrre nuovi progetti.

I Musei al centro della Festa dell’Uva

La mattinata, alla quale ha preso parte anche la consigliera comunale Martina Petrella,  si è conclusa con l’invito della direttrice Raffaella Silvestri a continuare a vivere i Musei Civici durante la Festa dell’Uva.

«È stata una meravigliosa mattina che ci ha raccontato tantissime opere grazie alla voce e alla passione della storica dell’arte Veronica Panfili», ha sottolineato.

Ma “L’arte che cura” ha rappresentato soltanto l’inizio di un fine settimana particolarmente intenso per il sistema museale veliterno, tra visite tematiche, laboratori, itinerari storici e attività per famiglie.

Un programma che accompagna la Festa dell’Uva restituendo alla manifestazione anche una forte dimensione culturale e che conferma la volontà di rendere i Musei sempre più luoghi vissuti, aperti e capaci di dialogare con la città.

E la risposta arrivata proprio a “L’arte che cura”, con la forte partecipazione e l’attenzione mantenuta durante tutto l’incontro curato da ANDOS, sembra andare esattamente in questa direzione: dimostrare che un museo non è soltanto il luogo nel quale conservare il passato, ma può diventare uno spazio nel quale ritrovarsi, riconoscersi e, qualche volta, persino prendersi cura gli uni degli altri.

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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