Albano, un anno dal defibrillatore donato alla città: “Bilancio positivo, oggi un simbolo di responsabilità collettiva”

È passato un anno dall’inaugurazione del defibrillatore semiautomatico (DAE) pubblico donato dall’Associazione Rianimazione alla Protezione Civile di Albano Laziale, lo scorso giugno 2025, un presidio salvavita installato nel cuore  del centro storico e a disposizione dell’intera comunità.

L’iniziativa, nata grazie all’impegno del Dott. Francesco Ferrieri, Presidente dell’Associazione Rianimazione e infermiere di area critica del 118, continua a rappresentare un esempio concreto di prevenzione e sensibilizzazione sul tema dell’arresto cardiaco improvviso.

A distanza di dodici mesi, il bilancio è estremamente positivo. Il dispositivo è stato custodito con grande senso civico dai cittadini e dalla Protezione Civile di Albano Laziale, coordinata da Roberto Salustri, che ne garantisce la sorveglianza e la disponibilità, affinché possa essere utilizzato in qualsiasi momento di necessità.

«Un defibrillatore pubblico non è semplicemente un’apparecchiatura sanitaria – sottolinea il Dott. Ferrieri – ma rappresenta un gesto concreto di amore verso la propria comunità. Sapere che, dopo un anno, questo presidio è stato rispettato e preservato è motivo di grande soddisfazione. Significa che i cittadini hanno compreso il valore di un bene comune che, un giorno, potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte.»

L’Associazione Rianimazione ha voluto inoltre rivolgere un sentito ringraziamento alla Protezione Civile di Albano Laziale e al coordinatore Roberto Salustri, che con spirito di servizio e grande sensibilità continuano a sostenere iniziative dedicate alla tutela della salute pubblica.

Un ringraziamento speciale è rivolto anche a tutta la cittadinanza che, con senso di responsabilità, ha contribuito a preservare il defibrillatore, dimostrando rispetto per uno strumento che appartiene a tutti e che potrebbe rivelarsi decisivo durante un’emergenza.

L’impegno dell’Associazione Rianimazione prosegue con l’obiettivo di diffondere sempre più la cultura del primo soccorso, della rianimazione cardiopolmonare e dell’utilizzo del defibrillatore, nella convinzione che una comunità formata e cardioprotetta sia una comunità più sicura.

Perché un DAE installato sul territorio non è soltanto un dispositivo sanitario: è una possibilità in più di salvare una vita. E questo, oggi come un anno fa, rappresenta il risultato più importante.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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