Lo scorso 29 luglio, con lieve anticipo sulla data canonica, i giardini di Villa Monticello, sede dell’Ambasciata Svizzera in Italia, hanno ospitato rappresentanti del mondo delle …
Lo scorso 29 luglio, con lieve anticipo sulla data canonica, i giardini di Villa Monticello, sede dell’Ambasciata Svizzera in Italia, hanno ospitato rappresentanti del mondo delle istituzioni, del mondo dell’economia e della scienza, giornalisti, personalità del mondo dell’arte per festeggiare la ricorrenza della Festa Nazionale Svizzera che si celebra normalmente in coincidenza della sottoscrizione del Patto federale del 1291 quando i Cantoni di Uri, Svitto e Untervaldo giurarono reciproca assistenza in caso di minaccia proveniente dall’esterno, con la promessa di liberare il Paese dal dominio degli Asburgo.
Nell’occasione, un elegante ed anche un tantino emozionato Ambasciatore Roberto Balzaretti ha pronunciato il discorso celebrativo della ricorrenza evidenziando innanzi tutto quei legami umani che da sempre caratterizzano i rapporti del Paese da lui rappresentato con l’Italia, rapporto che si concretizzano con settecento chilometri di frontiera comune e scambi commerciali della portata di quasi quattrocento miliardi di euro l’anno oltre che ad altri trecento milioni in servizi; l’Ambasciatore ha poi sottolineato l’intensità delle reciproche relazioni diplomatiche e la portata notevole delle relative comunità che si concretizzano con numerose comunità svizzere in Italia ed italiane in Svizzera.
Molto apprezzato dai presenti all’evento il riferimento al dramma che la notte di Capodanno di quest’anno ha colpito le due comunità, quella svizzera e quella italiana, quando il terribile incendio di Crans-Montana ha distrutto le vite di 41 persone provocando inoltre il ferimento di altre 115 a causa del mancato rispetto di alcune delle rigorose normative federali in materia; l’Ambasciatore ha sottolineato inoltre la validità degli interventi che congiuntamente a quelle italiane e di altri paesi e con grande professionalità si sono attivati per fronteggiare il dramma.
Il Dott. Balzaretti ha raccontato come, essendo di natività ticinese ed a poca distanza dal confine con l’Italia, già da tempo si sentiva “ un po’ di casa in Italia “ ed in grado di esattamente percepire le esigenze economiche e sociali dei due Paesi e di quando, al suo arrivo in Italia, all’inizio del 2025, ha sentito viva l’esigenza di formalizzare personalmente un progetto consistente nel visitare le venti regioni italiane attraverso un percorso, sostenuto dal Consolato svizzero di Milano e dallo Swiss Business Hub, con l’obiettivo di incontrare persone che giornalmente concretizzano le relazioni tra i due Paesi evidenziando i valori della Confederazione e dei suoi valori.
Citando l’italiano Eugenio Montale e lo svizzero Nicolas Bouvier, Balzaretti ha evidenziato come il programma delle sue visite, tendenti a valorizzare la dimensione umana dei reciproci rapporti, é improntato essenzialmente verso la sostenibilità, anche nei trasporti riguardanti i suoi viaggi all’interno del nostro Paese che avvengono di norma in treno o con auto elettrica ed anche in bici: sono già 800 le persone da lui incontrate in Umbria, Toscana, Campania, Liguria ed Emilia Romagna; a tale ultimo riguardo ha rappresentato come a conclusione di ogni viaggio il Suo Paese faccia dono alle singole Regioni visitate di una panchina costruita in Svizzera con materiali di riciclo a simboleggiare un motivo di scambio, di dialogo e di informazione.
L’Ambasciatore ha concluso la sua allocuzione dichiarandosi molto soddisfatto di vedere intorno a se le vecchie conoscenze dell’Ambasciata ed anche i nuovi amici acquisiti i quali, ultimi, rappresentano per lui i primi frutti dell’ambizioso progetto che si prefigge, augurandosi peraltro che l’Ambasciata “ possa fungere da catalizzatore per nuove collaborazioni, anche tra i presenti “.
Balzaretti si è dichiarato convinto che, dopo aver esercitato il mestiere di diplomatico in momenti di maggiore stabilità geopolitica ora, nel corso di un periodo in cui le regole tendono sempre più verso la fragilità, contatti più diretti ed informali a livello istituzionale, scientifico, economico culturale oltre che con il grande pubblico potranno certamente favorire maggiore stabilità, comprensione e reciproca opportunità.
Da ultimo l’invito a raggiungere “ In cammino con la Svizzera “, uno spazio all’interno dell’Ambasciata in cui è stato possibile scoprire nuove amicizie perché “ la vostra presenza ed il vostro coinvolgimento sono il vero motore delle nostre relazioni bilaterali “.
Al termine del discorso la Banda Musicale della Polizia di Sato Italiana ha eseguito gli Inni Nazionali calorosamente applauditi dai presenti.